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Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

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Oggi rientro nell'ambito della classificazione della forza e cercherò di fornire il mio contributo su un'altra espressione di forza: la Forza Dinamica Massima (FDM). Su questo, nel numero 9 della rivista Scienza e Sport c'è un articolo a firma di Silvaggi e Alberti (che conosco e reputo persone per bene) e Garufi che invece non conosco personalmente. Ad un certo punto gli autori affermano a pag 51 che la forza massimale si può definire come la capacità di sviluppare forza senza possibilità di modulare la velocità di esecuzione, riprendendo qui un concetto errato proposto da Bosco: sappiamo tutti che fino al 90-95% 1RM sono comunque in grado di modulare la velocità esecutiva (basta fare una prova con un encoder lineare) e solo con carichi molto prossimi al 100% non la moduliamo. Secondo loro quindi, con un carico dell'85% 1RM non si può modulare la forza, chiedetelo ai culturisti che ne fanno il loro pane quotidiano. La FDM è - sempre secondo loro - la capacità di sviluppare forza con la possibilità di modulare l'esecuzione (Bosco erroneamente dava questa indicazione con carichi inferiori all '85% 1RM e basta avere un encoder per vedere che si sbagliava). Continua a leggere Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

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Intermittente nel volley: qualche video per esemplificare

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Oggi tutti filmati e niente grafici: vi facciamo vedere, a conclusione dell'articolo di Sergio Machella e mio sul modello di prestazione della pallavolo femminile, qualcuna delle nostre proposte di lavoro intermittente specifico per il volley, anche provando a collocarlo in tempi diversi (durante la preparazione e durante il campionato). Non so se la qualità del video sarà tale da vedere tutto con chiarezza, ma spero che le spiegazioni vi aiutino come al solito non a copiare pedissequamente, ma a trovare soluzioni sicuramente più intelligenti delle nostre, che sono il furtto di qualche anno di attività, di prove, errori e miglioramenti. E anche per capire che si può tenere alto il metabolismo aerobico senza la corsa continua, ma sviluppando movimenti con alte accelerazioni e decelerazioni che abbiano anche un riferimento tecnico, giocando sui recuperi. Credo che troverete delle concordanze anche per il lavoro sul basket, naturalmente svolto con tipologie di spostamenti differenti.

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Andate a lavorare nei campi…

Questa scusate ma è troppo bella, qui vi riporto il titolo di uno studio italo-franco-tunisino (le solite cordate di amici e compagni di merende) appena uscito: Energy system contribution to olympic distances in flat water kayaking (500 and 1,000 m) in highly trained subjects.
In questo studio, già fatto circa 23 anni fa da noi e prima ancora da Tesch negli anni '80, non si sono accorti i nostri sports scientists, chiusi come topi nei laboratori, che nel kayak i 500 metri non sono più specialità olimpica. Invece di buttare i soldi su queste cose andate a lavorare i campi che è meglio!!!

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GPS, carico esterno ed interno: un contributo di Dario Pompa

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Anzitutto oggi voglio ringraziare molti di voi, che con grande sensibilità mi hanno scritto in privato ed in pubblico per manifestare la vicinanza al blog e l'intenzione, anche poi effettuata praticamente, di fare una donazione al blog ed iscriversi quindi al club di quelli che reputano che la cultura ufficiale dello sport, sviluppata in ambito universitario e federale, sia assolutamente obsoleta, carente ed irregimentata da poche persone che si arrogano competenze che non hanno, magari mascherati da sports scientists.
Oggi lasciamo pubblico un contributo che ci viene fornito da Dario Pompa, che è stato uno dei primi ad utilizzare il GPS con l'analisi della potenza.
È interessante perché, anche sulla base dei contributi di Armando Fucci, stiamo cominciando a ragionare sui diversi parametri che ci possono consentire di comprendere meglio il rapporto tra i parametri del carico esterno dell'esercitazione, intesi non solo come V'O2/kg, ma anche quanto essi sono più o meno vicini al modello nelle loro varie categorie (accelerazioni e decelerazioni, distanza equivalente, tempo sopra i 16 km/h, % anaerobica etc), ed anche i parametri del carico interno, di cui la frequenza cardiaca rappresenta, a mio giudizio l'anello più debole, ma anche l'RPE (intesa sia per singolo esercizio che per sessione di allenamento). Continua a leggere GPS, carico esterno ed interno: un contributo di Dario Pompa