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DELIRIO :Relazione tra isometria alla leg exstension e alta velocità

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Ascoltando con un amico che ha potuto comprare il seminario di Scienza e sport del 15-11-2025 (99 euro!!!) mi ha colpito molto la relazione di Gennaro Boccia , professore associato all' Università di Torino ,che dopo oltre 40 anni di progressi , ritorna a suggerire di usare l RFD (Rate of Force Development) misurata sul gesto isometrico alla leg exstension per poter estrapolare il comportamento del tempo di contatto breve nella corsa ad alta velocità . Naturalmente ognuno ha le sue opinioni ed io ribadisco che i danni prodotti dalla misurazione( isometrica ,isocinetica )di questa macchina sono incalcolabili anche perchè a qualcuno è venuta l'idea brillante di mettere in paragone la forza estensoria del quadricipite con la forza flessoria dei femorali (monoarticolare) creando i danni che vediamo oggi negli infortuni di questi muscoli posteriori della coscia dall'uso sconsiderato di esercizi tipo Nordic Hamstring (prima si faceva la leg curl ) . Mi è venuto fuori un audiovideo fuori norma di oltre 2 ore che forse nessuno leggerà integralmente ( tranne Armando Fucci !!!) dove cerco di mettere con chiarezza in evidenza le differenze meccaniche e neuromuscolari tra questi gesti isometrici ( da seduti!!!) rispetto a geti anti gravitari come corsa e salti che invece prevedono il ciclo stiramento accorciamento di diversa intensità e ampiezza e che cambia totalmente la forma di reclutamento neuromuscolare . Se questo è il livello della scienza dell esercizio attuale sono sempre piu' contento di non farne parte .

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Garlando CIES Gazzetta :errori marchiani sull’intensità del calcio (Colli,Barnabà)

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Dalla slide iniziale si capisce che non è neanche una cosa nuova ma non ce la faccio piu' ad assistere ad una cosi marcata disinformazione di regime : La cosa drammatica è che queste cose sono di oltre 15 anni fa e prendono origine dal genio del prof di Prampero , che ha trovato un modo di calcolare con sufficiente approssimazione l'impegno metabolico delle accelerazioni e dimostrare che nella fase iniziale di uno sprint si raggiungono potenze piu' elevate della fase lanciata . Dai dati raccolti successivamente anche da noi si dimostra che nel calcio ogni minuto ci sono 3 accelerazioni intense che non raggiungono velocità superiori ai 25 kmh e solo una la supera ed i nostri scienziati che fanno ? prendono solo quella minoritaria fallendo miseramente nell' intento di dare un valore corretto dell impegno metabolico del calciatore , tornando al 1970 con la valutazione di Thomas Reilly che si basava solo sulla velocità . !5 anni spazzati via per l'invidia di 4 pseudo scienziati che ci propinano dottrine di regime . Piccola la colpa del giornalista , che non si è informato adeguatamente , grande la colpa della pseudoscienza che ruota intorno al calcio per i quattrini che girano e che adesso deve fare i conti con tutti gli infortuni che girano , dopo aver dettato le linee guide per la prevenzione miseramente fallite cosi come l'interpretazione dell intensità in gara .

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L’uso delle braccia nei dropjump :vantaggi e svantaggi (Colli,Barnabà)

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Qualcuno di voi mi ha chiesto ma come scegliamo e collochiamo gli esercizi dropjump ( pliometrici e metodo d'urto) quando usiamo le braccia o meno ? Usando le braccia si fa piu forza oppure no e in che muscoli ? Tutte domande molto corrette ed utili se chiaramente si conosce bene a cosa servono i salti dropjump .
Con la collaborazione di Silvio Barnabà ( e di Matteo) oggi proviamo a dare qualche contributo per chiarire meglio gli effetti dell'uso o meno delle braccia ( diamo anche un occhiata al cmj b e bl che non fa male ) e provare a vedere come usarli entrambi ed in quale situazione .

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Il modello di prestazione del calcio :focus su palla inattiva e recuperi passivi (Colli)

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In pieno accordo con il prof Armando Fucci oggi pubblico anche sul blog il primo dei 7 audiovideo che faranno parte del mio capitolo zero del suo ultimo libro "Impostazione metodologica del microciclo competitivo nel calcio " ormai di prossima uscita . Visto che ormai sono prossimo alla pensione anche mentalmente ho cercato di riassumere ciò che su questo argomento ho fatto dal 1986 ad oggi in poche slide le più significative , tutte di produzione propria o con alcuni collaboratori mettendo il focus sul recupero attivo e passivo del calciatore, dovuto a sue scelte durante le fasi di gioco con palla attiva , e alle fasi di palla inattiva . Il tempo dedicato a queste fasi è circa il 70% della partita stessa e caratterizza questo sport .Le vecchie e nuove generazioni dovrebbero riguardare bene queste fasi di recupero che devono caratterizzare l'allenamento calcistico .

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Indice di distanza equivalente (%) :un ripassino… (Colli)

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Oggi riparliamo di distanza equivalente , termine coniato dal Prof di Prampero e che indica quanta distanza avrebbe compiuto un calciatore ( o anche qualsiasi giocatore di sport di squadra) se avesse corso in linea , dato un costo energetico della corsa pari per il calciatore a 4.6 j/m/kg . Tranquilli oggi è un flash di soli 20' per non rovinarvi la Pasqua .