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DELIRIO :Relazione tra isometria alla leg exstension e alta velocità

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Ascoltando con un amico che ha potuto comprare il seminario di Scienza e sport del 15-11-2025 (99 euro!!!) mi ha colpito molto la relazione di Gennaro Boccia , professore associato all' Università di Torino ,che dopo oltre 40 anni di progressi , ritorna a suggerire di usare l RFD (Rate of Force Development) misurata sul gesto isometrico alla leg exstension per poter estrapolare il comportamento del tempo di contatto breve nella corsa ad alta velocità . Naturalmente ognuno ha le sue opinioni ed io ribadisco che i danni prodotti dalla misurazione( isometrica ,isocinetica )di questa macchina sono incalcolabili anche perchè a qualcuno è venuta l'idea brillante di mettere in paragone la forza estensoria del quadricipite con la forza flessoria dei femorali (monoarticolare) creando i danni che vediamo oggi negli infortuni di questi muscoli posteriori della coscia dall'uso sconsiderato di esercizi tipo Nordic Hamstring (prima si faceva la leg curl ) . Mi è venuto fuori un audiovideo fuori norma di oltre 2 ore che forse nessuno leggerà integralmente ( tranne Armando Fucci !!!) dove cerco di mettere con chiarezza in evidenza le differenze meccaniche e neuromuscolari tra questi gesti isometrici ( da seduti!!!) rispetto a geti anti gravitari come corsa e salti che invece prevedono il ciclo stiramento accorciamento di diversa intensità e ampiezza e che cambia totalmente la forma di reclutamento neuromuscolare . Se questo è il livello della scienza dell esercizio attuale sono sempre piu' contento di non farne parte .

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La serie lenta a scalare : un buon modo per capire la differenza tra allenamento miogeno e neurogeno (Colli)

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Premesso che in allenamento non si butta niente , a seconda dello sport che pratichi o della prestazione che vuoi fare un buon allenatore deve essere in grado di conoscere tanti metodi per lo sviluppo delle varie espressioni di forza e poi adattarli , oggi riciclo il metodo delle ripetizioni lente a scalare proposto da Alberti Garufi e Silvaggi nel 2012 , con un libro che è stato anche premiato dal CONI ( non che questo sia un titolo di merito....) .Lo faccio ,con la collaborazione di Barnabà e del buon Librizzi che cito adesso perchè me ne sono dimenticato nell 'audiovideo (e senza di loro non ci sarebbe nulla) , perchè mi sembra un ottimo modo di mettere a confronto questa azione totalmente miogena , con azioni piu' dinamiche e balistiche prettamente neurogene e vedere le differenze di comportamento elettromiografiche ( frequenza di stimolo e reclutamento muscolare) oltre che meccaniche

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L’uso delle braccia nei dropjump :vantaggi e svantaggi (Colli,Barnabà)

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Qualcuno di voi mi ha chiesto ma come scegliamo e collochiamo gli esercizi dropjump ( pliometrici e metodo d'urto) quando usiamo le braccia o meno ? Usando le braccia si fa piu forza oppure no e in che muscoli ? Tutte domande molto corrette ed utili se chiaramente si conosce bene a cosa servono i salti dropjump .
Con la collaborazione di Silvio Barnabà ( e di Matteo) oggi proviamo a dare qualche contributo per chiarire meglio gli effetti dell'uso o meno delle braccia ( diamo anche un occhiata al cmj b e bl che non fa male ) e provare a vedere come usarli entrambi ed in quale situazione .

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Test Bosco Vittori (stiffness) e Dj pliometrici a confronto come esercizi di allenamento (Colli)

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Oggi purtroppo è uscito senza titolo l' audiovideo per motivi a me sconosciuti , ma comunque riguarda il confronto tra un esercizio di Sropjump da 50 cm lordi (35-40 reali) e un esercizio di multibalzi stiffness verticali che assomiglia al Bosco Vittori ma senza ostacoli e su almeno 10 jump consecutivi . Nel corso della mia vita di DJ pliometrici nell ambito degli sport di squadra non ne ho fatti molti : mi ricordo (vero Gaetano Rosace )che a Reggio Calabria a fine anni 80 feci costruire una scaletta per fare azioni pliometriche da diverse altezze , ma poi nel corso degli anni successivi preferii affidarmi negli sport di squadra soprattutto ai multibalzi sitffness di cui parleremo oggi a mio avviso piu pratici rispetto al dropjump pliometrico

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DJ pliometrici :scegliere la direzione dell allenamento in base ai tempi di contatto e di volo ( 2parte)

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Oggi un caloroso abbraccio a Simonetta Avalle ,altra grande figura della mia vita professionale , che proprio in questa giornata di mercoledi 29 gennaio 2025 riceverà l'ultimo saluto dai suoi tantissimi amici e colleghi della pallavolo e non solo .Purtroppo come è stato per Gaetano Gebbia altra figura decisiva della mia vita , non potrò farglielo di presenza date le mie scarse capacita deambulatorie . Con Simonetta ho passato momenti molto importanti per ciò che riguarda naturalmente la pallavolo e la ricorderò sempre perchè nonostante fosse ormai un allenatrice di serie A consolidata , voleva comprendere nel dettaglio certe scelte metodologiche non solo sui lavori di forza ma anche sul controllo degli esercitazioni di volley che lei faceva non appiattite sul 6 vs 6 . Trenta anni fa il modello prestativo del volley femminile era molto diverso da quello maschile e prevedeva molti piu palloni giocati per punto , data anche la minor fisicità delle media delle giocatrici di serie A e quindi dalle maggiori possibilità difensive che queste concedevano . Inoltre le rose delle società non prevedevano roster profondi e l'idea di passare l'allenamento a giocare 6 forti contro 6 molto piu deboli non la stimolava molto e quindi eravamo sempre alla ricerca di esercitazioni che allenassero realmente anche le caratteristiche tecniche delle giocatrici con risvolti metabolici e muscolari . Inoltre mi ricordo che molti anni prima di Mazzanti comprese benissimo (dalle indicazioni degli studi di Bosco e dei miei)che le ragazze si esprimevano meglio in azioni reattive rispetto ad azioni di forza ad angoli piu chiusi e lo trasformò in un dettame tecnico tattico per i diversi fondamentali . Fu sempre al mio fianco quando per qualche anno ebbi la responsabilità dei primi corsi per preparatori fisici del volley della FIPAV (proposti nei contenuti da Anastasi e Zanini ) sia per consigliarmi ma anche come diceva lei "per continuare ad imparare " che era la sua grandissima dote . L'ultima cosa che abbiamo fatto con lei è stata l'analisi del tirante muscolare su stimolo di Glauco Ranocchi in cui compare in un audiovideo di poco tempo fa , sempre attenta a capire cosa ci poteva essere di nuovo e applicabile per il suo sport :anzi l ultima cosa è stata una mangiata di pesce a casa mia e di Elisabetta (anch'esso spesso sua collaboratrice nel volley) a seguire le sedute di studio in palestra . Ciao Simonetta sei stata una grande !!!