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La serie lenta a scalare : un buon modo per capire la differenza tra allenamento miogeno e neurogeno (Colli)

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Premesso che in allenamento non si butta niente , a seconda dello sport che pratichi o della prestazione che vuoi fare un buon allenatore deve essere in grado di conoscere tanti metodi per lo sviluppo delle varie espressioni di forza e poi adattarli , oggi riciclo il metodo delle ripetizioni lente a scalare proposto da Alberti Garufi e Silvaggi nel 2012 , con un libro che è stato anche premiato dal CONI ( non che questo sia un titolo di merito....) .Lo faccio ,con la collaborazione di Barnabà e del buon Librizzi che cito adesso perchè me ne sono dimenticato nell 'audiovideo (e senza di loro non ci sarebbe nulla) , perchè mi sembra un ottimo modo di mettere a confronto questa azione totalmente miogena , con azioni piu' dinamiche e balistiche prettamente neurogene e vedere le differenze di comportamento elettromiografiche ( frequenza di stimolo e reclutamento muscolare) oltre che meccaniche

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Diverse velocità di caricamento nel Cmjbl e il ruolo dei fusi neuromuscolari (R.Colli)

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14 anni fa il 25/10/2011 nasceva il blog laltrametodologia-staging.lucanegri.cloud , il giorno dopo il seminario svolto ad Ostia sulla rivoluzione della potenza metabolica con il prof di Prampero ed il sottoscritto , organizzato con l AIPAC regionale con Ruspantini Basile et altri coraggiosi : ricordo che per aver organizzato questo evento furono commissariati ed allontanati dall' AIPAC nazionale dove dopo 14 anni ci sono sempre gli stessi personaggi che hanno sempre una ed una sola direzione metodologica e non esiste pluralismo culturale .
Oggi comunico a tutti ufficialmente che è iniziato l'ultimo anno di vita del blog , dove continueremo a pubblicare audiovideo finche avremo qualcosa da dire : vi annuncio che Silvio Barnabà insieme a me pubblicherà diversi audiovideo sul tennis sia sul modello prestativo metabolico , ma anche e soprattutto su alcuni elementi tecnici studiati con l EMG total body ( su 28 muscoli) .Un altra chicca sarà sugli "innovatori" del cmj che fanno saltare con le braccia al contrario ( infatti quando schiaccio a pallavolo porto le braccia indietro ah ah ah ) .Pubblicheremo con Elisabetta Introini qualche audiovideo sul kayak sviluppati negli ultimi 7 anni che sicuramente non leggerà nessuno ( sanno già tutto nel kayak) ma che vogliamo far rimanere come testimonianza di chi ancora prende fischi per fiaschi di come si legge l'accelerazione nella piattaforma inerziale .Il rapporto tra forza applicata e risultante accelerativa nel kayak è l'elemento base del rendimento ,ma ne parleremo .Ormai non chiedo piu a nessuno di provare a fare un audiovideo sul proprio lavoro , la delusione sulla partecipazione mi intristisce coi come il ricordo di tutti quelli che hanno cambiato rotta tradendo un idea che era alla base del blog per andare a fare i servitori senza visibilità del potere ma ciascunoha ciò che si merita .

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Le idiozie della ped din: analisi dei Dropjump ( metodo d’urto)

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Chiedo scusa ai frequentatori del blog ma purtroppo ho avuto qualche problema di salute e concentrazione e quindi ho preparato diversi audiovideo ma non li ho mai completati . Oggi finalmente ,dopo la revisione d Armando Fucci, mi sono deciso di rimettere in pista questo argomento che avevo lasciato ormai a luglio , che riguarda una modalità di valutazione di diverse tipologie di salto che tenga come fattore di partenza l angolo al ginocchio . Come abbiamo gia analizzato nei CMJ con diversi angoli ,ora diamo un approfondita ai salti Dropjump da diverse altezze con diversi angoli al ginocchio , che è quella la vera chiave per poter avere un idea molto piu seria delle caratteristiche muscolari del soggetto , molto piu che tutti gli improbabili Best Drop Jump descritti ultimamente da chi non ha proprio idea .Lo dico anche con chiarezza , sono molto critico anche con Bosco e Verchosjanskij su questo argomento , perche non riflette la complessità della valutazione appunto guidata dall'angolo articolare .Prometto ( o minaccio ) che la prox settimana uscira la seconda parte e a stretto giro arriverà la modalità di valutazione completa che tiene conto di angolo al ginocchio e modalità di salto , con l'ingressi a pieno titolo del concetto e della misura della velocità angolare , che Bosco gia dal 1980 trattava , ma poi ha un po dimenticato nel corso degli anni

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Le idiozie della Force platform :test di Bosco (CMJ) con 3 angoli al ginocchio senza pedana

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Un saluto ai colleghi ( del calcio ) che sono partiti e stanno partendo per il ritiro precampionato , non vi invidio proprio . Proseguendo con il discorso sulle pedane dinamometriche cogliamo la palla al balzo e rivediamo opportunamente aggiornati il test di Bosco CMJ con caricamento classico partendo a gambe tese . Si perchè dovremo riparlare anche dello SJ ( che secondo me va abolito ) ma anche delle diverse forme di caricamento che possiamo produrre nel CMJ ( ad esempio partendo già da un angolo di piegamento che rappresenti come nel basket la posizione fondamentale o la power position) e qui la force platform e la EMG ci potrà aiutare a studiare meglio cosa succede. Ma visto che è l'audiovideo di oggi è di oltre 90' ne faro un altro per parlarne .In questo compareremo i dati che escono dalla force platform e li confronteremo con quelli ricavati dal sistema integrato ergojump e filmato e ci accorgeremo che se compriamo la pedana dinamometrica per fare questi , vuol dire buttare i soldi .Dedicato anche a coloro che insistono nel fare un salto CMJ prima dell allenamento per testare la prontezza ( la chiamano readiness perchè in inglese fa più fico ma è una cazzata comunque come la forza media ,l' RSI e la RFD se non valuti l'angolo al ginocchio ) .Naturalmente non potrà mancare nel prossimo audiovideo anche la valutazione da Dropjump sia reattiva (pliometria) che esplosiva da metodo d'urto , che non sarà vista dall'inutile ricerca del Best drop jump ( alla ricerca della migliore altezza di caduta ) perchè le condizioni in cui si esprime soprattutto la componente reattiva in moltissimi sport no è massimale , ma questo lo vedremo la prossima volta , ora godetevi ( si fa per dire!!!) questo audiovideo sul CMJ senza addormentarvi al sole ......

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DJ pliometrici :scegliere la direzione dell allenamento in base ai tempi di contatto e di volo ( 2parte)

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Oggi un caloroso abbraccio a Simonetta Avalle ,altra grande figura della mia vita professionale , che proprio in questa giornata di mercoledi 29 gennaio 2025 riceverà l'ultimo saluto dai suoi tantissimi amici e colleghi della pallavolo e non solo .Purtroppo come è stato per Gaetano Gebbia altra figura decisiva della mia vita , non potrò farglielo di presenza date le mie scarse capacita deambulatorie . Con Simonetta ho passato momenti molto importanti per ciò che riguarda naturalmente la pallavolo e la ricorderò sempre perchè nonostante fosse ormai un allenatrice di serie A consolidata , voleva comprendere nel dettaglio certe scelte metodologiche non solo sui lavori di forza ma anche sul controllo degli esercitazioni di volley che lei faceva non appiattite sul 6 vs 6 . Trenta anni fa il modello prestativo del volley femminile era molto diverso da quello maschile e prevedeva molti piu palloni giocati per punto , data anche la minor fisicità delle media delle giocatrici di serie A e quindi dalle maggiori possibilità difensive che queste concedevano . Inoltre le rose delle società non prevedevano roster profondi e l'idea di passare l'allenamento a giocare 6 forti contro 6 molto piu deboli non la stimolava molto e quindi eravamo sempre alla ricerca di esercitazioni che allenassero realmente anche le caratteristiche tecniche delle giocatrici con risvolti metabolici e muscolari . Inoltre mi ricordo che molti anni prima di Mazzanti comprese benissimo (dalle indicazioni degli studi di Bosco e dei miei)che le ragazze si esprimevano meglio in azioni reattive rispetto ad azioni di forza ad angoli piu chiusi e lo trasformò in un dettame tecnico tattico per i diversi fondamentali . Fu sempre al mio fianco quando per qualche anno ebbi la responsabilità dei primi corsi per preparatori fisici del volley della FIPAV (proposti nei contenuti da Anastasi e Zanini ) sia per consigliarmi ma anche come diceva lei "per continuare ad imparare " che era la sua grandissima dote . L'ultima cosa che abbiamo fatto con lei è stata l'analisi del tirante muscolare su stimolo di Glauco Ranocchi in cui compare in un audiovideo di poco tempo fa , sempre attenta a capire cosa ci poteva essere di nuovo e applicabile per il suo sport :anzi l ultima cosa è stata una mangiata di pesce a casa mia e di Elisabetta (anch'esso spesso sua collaboratrice nel volley) a seguire le sedute di studio in palestra . Ciao Simonetta sei stata una grande !!!