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Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

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Oggi rientro nell'ambito della classificazione della forza e cercherò di fornire il mio contributo su un'altra espressione di forza: la Forza Dinamica Massima (FDM). Su questo, nel numero 9 della rivista Scienza e Sport c'è un articolo a firma di Silvaggi e Alberti (che conosco e reputo persone per bene) e Garufi che invece non conosco personalmente. Ad un certo punto gli autori affermano a pag 51 che la forza massimale si può definire come la capacità di sviluppare forza senza possibilità di modulare la velocità di esecuzione, riprendendo qui un concetto errato proposto da Bosco: sappiamo tutti che fino al 90-95% 1RM sono comunque in grado di modulare la velocità esecutiva (basta fare una prova con un encoder lineare) e solo con carichi molto prossimi al 100% non la moduliamo. Secondo loro quindi, con un carico dell'85% 1RM non si può modulare la forza, chiedetelo ai culturisti che ne fanno il loro pane quotidiano. La FDM è - sempre secondo loro - la capacità di sviluppare forza con la possibilità di modulare l'esecuzione (Bosco erroneamente dava questa indicazione con carichi inferiori all '85% 1RM e basta avere un encoder per vedere che si sbagliava). Continua a leggere Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

Pubblicato il 12 commenti

Forza reattiva: 4a (e ultima) parte…

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Oggi (finalmente) terminiamo la 4a parte della forza reattiva, ben consci che non abbiamo detto tutto quello che si poteva dire, ma spero di aver tracciato delle linee di riferimento per l'utlizzo di queste esercitazioni.
Intendiamoci, le conoscenze su questo argomento sono ampie e condivise, ma forse ho avuto la presunzione di inquadrarle in maniera più schematica, in modo che poi ciascuna facesse "i conti" con la propria disciplina.
Questo è anche il primo audiovideo con password dedicato solo a chi sta contribuendo alla sopravvivenza del blog, ma soprattutto vuole condividere un modo di pensare e di operare comune. Se saremo in pochi non sarà importante: 'pochi ma buoni' e soprattutto con l'obiettivo di costruire qualcosa di alternativo alla muffa esistente.
Consentitemi di fare un grande augurio a Michele Zerial, il giovane kayaker che ha avuto sabato un brutto incidente in moto e che putroppo per questo non potrà partecipare alle qualificazioni olimpiche di metà maggio, dove aveva grandi possibilità di qualificarsi visto che era in ottime condizioni.
Tanti auguri Michele, reagisci e tornerai una furia atletica come eri prima!

Pubblicato il 8 commenti

Analisi e risultati di un test navetta calcio da Fucci-Varracchio

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Oggi sono molto lieto di mostrarvi un audiovideo dove Armando Fucci e Salvatore Varracchio hanno proceduto ad analizzare, in maniera puntuale e dettagliata, la prova di due ragazzi sul test navetta calcio da me proposto. Lo hanno fatto con una perizia e passione veramente stupefacenti, perché hanno messo in mostra tutto ciò che può essere analizzato, e soprattutto le indicazioni che possono essere prese dal test. La cosa interessante e che loro stessi stanno continuando ad analizzare le molteplici varianti di questo tipo di valutazione, modificandola costantemente: il concetto della navetta calcio sono convinto che sia interessante ed innovativo, ma soprattutto deve essere personalizzato alle esigenze del preparatore e della squadra che ha di fronte. Inoltre deve fornire indicazioni utili, quindi può essere modificato a piacimento ed usato come strumento di allenamento.
Quindi veramente complimenti agli autori anche perché potevano, dato il loro curriculum, ignorare totalmente queste innovazioni: ed invece si sono rimessi in gioco, debbo dire con un entusiasmo da ventenni, con strumenti e concetti nuovi. Aspetto dai "giovani" altri contributi...

Pubblicato il 3 commenti

Forza reattiva: 3a parte

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Anzitutto vi ringrazio per i complimenti che mi state facendo sul blog per questi audiovideo sulla forza reattiva, ciò mi ha stimolato ad essere forse un po' più prolisso, ed anche stavolta non c'è l'ho fatta a completare l'argomento. Spero di fornire degli spunti per il vostro lavoro (specifico) perché i principi che trovate qui vanno poi applicati in rapporto al vostro sport di provenienza.
Oggi due i punti focali: i differenti angoli di impatto per i velocisti e i giocatori nella determinazione della stiffness ed il dubbio: ma come mai se applico più forza nel movimento di forza reattiva, anche a parità di angolo di un gesto esplosivo, poi l'altezza di salto non è nettamente migliore con il lavoro di forza reattiva? Qui qualche spunto per il nostro bioingegnere che sta in America ci sta: io non sono in grado di spiegarlo, ma se lui ha delle ipotesi sono pronto ad accettarle.
Il secondo punto forte (a mio avviso), sta nella comprensione che anche ad angoli più chiusi sviluppiamo eccome forza reattiva, soprattutto se i nostri gesti sono accelerativi - come avviene negli sport di squadra - e quindi abbiamo bisogno di spazio per accelerare.
Nel prossimo ed ultimo (almeno spero) audiovideo affronteremo il concetto del lavoro monopodalico sempre in ambito stiffness e vi darò anche la mia valutazione del lavoro isoinerziale (che continuo a non capire perché venga chiamato così) ed il suo rapporto con la forza reattiva, facendolo vedere come può essere utilizzato (a livello generale) anche per altri sport dove la forza reattiva non è presente nel gesto tecnico.
Il file PDF con tutte le diapositive utilizzate lo allegherò nell'ultimo audiovideo.

Pubblicato il 9 commenti

Forza reattiva: 2a parte

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Mentre stavo preparando l'audiovideo sulla forza reattiva mi sono reso conto di quanto profondo sia l'argomento, a cui forse non viene data la giusta importanza in termini anche di collocazione nelle metodiche di allenamento. Sicuramente la forza reattiva può essere collocata nelle vicinanze del lavoro funzionale, a differenza di lavori su altre espressioni di forza, visto che dobbiamo cercare di riprodurre "la storia che precede la contrazione" (come diceva Bosco). È interessante notare che come sempre la pratica ha preceduto la teoria, i lavori di Yuri Verkhoshansky hanno preceduto di oltre vent'anni la validazione scientifica, che come notiamo in questo e nel prossimo audiovideo (ebbene si ce ne sarà almeno un altro!), ha avuto delle falle e degli errori che solo nel corso degli anni si stanno rivelando tali. Ciò dipende anche e soprattutto dalle tecnologie di misura, ma anche da qualche presupposto teorico non considerato, come ad esempio la forza diversa ad angoli differenti al ginocchio che fu introdotto da Viitasalo sono nel 1985. Quindi, attenzione ad accettare supinamente i dati della scienza come la verità assoluta, perché essa è fallibile come l'occhio dell'allenatore e se la pratica contraddice la teoria, io scelgo sempre le indicazioni della pratica, perchè la teoria di solito viene studiata da chi non ha esperienza di campo ma si arroga una superiorità culturale assolutamente inesistente.
Armando Fucci mi ha inviato anche una precisazione graditissima, il lavoro di Verkhoshansky ricevette il nome di Schlag Metod in tedesco che ha vari significati come: eccentricità, botta, colpo, fendente e ne spiega la nostra traduzione in metodo d'urto. Chi insegna storia dello sport a Scienze Motorie, si dovrebbe occupare anche di questo, e allora questa materia non sarebbe una disciplina a sé stante ma collocherebbe meglio i metodi di allenamento e come essi erano influenzati dal regime culturale-politico del periodo.
Ma figuriamoci, questa storia non produce contatti importanti quindi…