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Futsal: recuperi, reiterazioni e perché potenze piu basse??

 calcio a 5

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Dopo il successo della 1a parte, dove ci sono stati 350 scarichi in un giorno, oggi proponiamo solo per i sottoscrittori la 2a parte del lavoro sul calcio a 5 (futsal) nato dall'iniziativa di Giorgio Zito che poi ci ha chiesto un aiuto (a Dario Pompa ed al sottoscritto) dal punto di vista dell'elaborazione ed interpretazione dei dati e come sempre, unendo più teste, probabilmente qualcosa di buono uscirà. Senza pretesa di descrivere compiutamente un modello ma più sommessamente di identificare meglio alcuni parametri mai identificati fino ad oggi dalla letteratura "scientifica", che come sempre ci ha fuorviato anche sul futsal sul controllo della velocità e della distanza (se ne averete la pazienza la prossima chicca sarà dedicata a quei perdigiorno che continuano a calcolare la distanza come parametro solo perché rosicano che di Prampero ha "inventato" la potenza metabolica; rassegnatevi, siete dei piccoli omuncoli e neanche a fine carriera, anche se avrete le stesse pubblicazioni, non gli legherete neanche le scarpe).

In questa parte mi sono intromesso io perché si parla della modalità di recupero e delle reiterazioni, che rimangono ancora degli elementi non del tutto compresi dai più, ma che debbono essere ben interiorizzati perché su questi, a mio parere, si basa gran parte del nostro intervento nell'allenamento. Il confronto con il calcio a 11 viene proprio a pennello.

E poi un'approfondita (spero gradita) considerazione sul perché nel futsal si faccia meno potenza rispetto al calcio, ma che facendo meno potenza metabolica non è detto che sia inferiore l'impegno muscolare, anzi...

 

 

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Calcio a 5: il modello di prestazione (1a parte)

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Oggi finalmente dopo parecchio tempo che il materiale era pronto, riusciamo finalmente a mettere in rete le nostre analisi (sviluppate sul materiale fornito dal Prof. Zito e dal Prof. Pompa) sul calcio a 5, che da diversi anni è diventato sport a sé. Già 40 anni fa, quando davo i calci ad un pallone anch'io, esisteva il calcetto (termine un po' dispregiativo se volete) che nasceva nei circoli romani che si affacciavano sul Tevere, e che veniva svolto dapprima in estate, cercando di accaparrarsi i migliori giocatori (dilettanti) del Lazio, per vantarsi poi per un anno di aver vinto il trofeo. Mi ricordo un nome su tutti, di un giocatore che si chiamava Piero Mantero che veniva a scuola con me al Liceo scientifico Righi e che era un anno più grande. Ripensando alle sue movenze di 40 anni fa, di grande interprete di questo sport nascente, valuto che oggi non avrebbe molto spazio in questo calcio a 5 che si è modificato notevolmente nel tempo. Lasciando la valle dei ricordi, oggi vi proponiamo solo una prima parte che lasciamo aperta a tutti (le altre non lo saranno), su richiesta specifica del Prof. Zito che per una vita ha lavorato ad alto livello (e sta ancora lavorando) nel calcio a 5. Naturalmente ci baseremo molto sul confronto tra i dati ricavati dai GPS del calcio a 11 e di quello del calcio a 5, che abbiamo avuto la fortuna di valutare all'interno di un pallone tensostatico dove il segnale risulta molto buono. Con buona pace di quei poveretti ultimi in classifica che continuano a cercare di gettare fango sui nostri GPS, anche perché i loro costano 10 volte di più e non perche siano 10 volte più precisi...

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Prestazione fisica e risultato dinamico (3a parte)

Prestazione fisica e risultato dinamico 3 parte
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Terminiamo questo argomento che mette in relazione la prestazione fisica della squadra con il risultato finale, dopo lo spettacolo indecente proposto lunedì sera dalle due squadre migliori d'Italia. Non so voi, ma veramente pensare che il nostro calcio è questo, sempre pauroso, in cui la Roma che doveva offendere ha solo mantenuto un inutile possesso palla per 2/3 della partita, e la Juve si è limitata ad agire di rimessa, stride rispetto alle partite che spesso vedo della Premier League (l'ultima in ordine Liverpool- Manchester City) dove non si tocchetta sterilmente e non si gioca per il pareggio. Dai dati che esponiamo, risulta che non è una questione fisica, ma di impostazione tattica e di mentalità. A proposito, mi viene in mente l'esonero di Novellino che aveva cercato di salvare la panca addossando la colpa al preparatore fisico licenziato in tronco, ma che 3 mesi dopo ha giustamente subito la stessa fine (tanto lo stipendio lo prende sempre...). Mi piacerebbe con qualche dato alla mano verificare se la Juventus di quest'anno sviluppa molta potenza metabolica in meno rispetto alla Juventus di Conte dei 3 anni di scudetto (anzi ne sono certo), e che quindi si può vincere lo scudetto sia con impegno fisico elevato che con un impegno tattico molto sparagnino. Se riuscirò, nelle prossime puntate parlerò anche della periodizzazione e ci faremo qualche risata sui luoghi comuni del fieno in cascina...

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Prestazione fisica e risultato dinamico (2a parte)

Prestazione fisica e risultato dinamico 2 parteL'audiovideo  è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.

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Oggi la seconda parte (ce ne sarà una terza perché l'argomento merita) del rapporto tra prestazione fisica e risultato dinamico. Ho parlato con alcuni colleghi e collaboratori e mi hanno confessato che sto andando un po' troppo avanti, che rischio di non farmi capire troppo perché i concetti precedenti non sono stati metabolizzati.

Mi rendo conto del problema, ma il blog è questo, bisogna andare avanti, sfornare sempre argomenti e punti di vista nuovi, sempre se si hanno dei dati che possano introdurre una strada nuova. Nel caso ve li leggerete con più calma d'estate quando sarete in vacanza...

Intanto una sicurezza ce l'abbiamo: la prestazione fisica non influenza il risultato della partita, ma il preparatore può controllare la potenza espressa e gli altri parametri delle pause e dei recuperi per valutare come si è mossa la sua squadra rispetto all'avversaria, e nel caso fornire un riferimento all'allenatore e alla condizione dei suoi giocatori e al loro impegno durante la  partita.

A tal fine, al termine dell'audiovideo, potrete trovare come esempio l'analisi fisico-tattica di una partita del campionato di serie A tra Fiorentina ed Empoli, squadra che sta facendo molto bene nel campionato italiano.

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Prestazione fisica e risultato dinamico della partita (1a parte)

risultato dinamico 1 parte

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Oggi, con la prima parte di questo audiovideo, approfondiamo il discorso che mostra il rapporto inesistente tra risultato e prestazione fisica, andando a valutare non più solo il risultato statico (o finale della partita), ma anche quello dinamico in divenire. In pratica, vediamo i comportamenti delle squadre durante la partita mentre il risultato è avverso o favorevole, oppure quando stanno pareggiando.

Dopo aver letto certe (... bip... ) di articoli su SdS su metodi di sintesi che sono stati proposti 15 anni fa senza alcun rapporto con la prestazione, oppure uno studio olandese che affronta in maniera maldestra il costo energetico della navetta con lo steady state! (come avevo cominciato io oltre 10 anni fa accorgendomi che non era quella la strada), mi sembra che questa sia una cosa modesta ma molto utile per provare a capire meglio quello che succede in una partita di calcio a seconda del risultato, e non credo sia poco.