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Allungamento della catena posteriore: il metodo Mezieres (da Gennaro Manzari)

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Oggi, rispetto al previsto audiovdieo sui test monopodalici, reputo opportuno introdurre un lavoro sviluppato da Gennaro Manzari, un mio ex studente, ora laureato specialistico in scienze motorie che ci introdurrà in 2 puntate qualcosa che forse tutti conosciamo, ma pratichiamo poco, sempre attratti dal lavoro con i pesi e dai dati meccanici: intervenire in che modo e con che tempi sulla catena posteriore al fine di migliorare anche le prestazioni dei nostri giocatori. Effettivamente se avete seguito i filmati che accompagnavano la descrizione dei test bipodalici, vi sarete accorti che ogni giocatore aveva delle problematiche che in gran parte risiedevano in difetti della catena posteriore. Riuscire ad intervenire in questa direzione sia a carattere preventivo che di primo recupero, è uno dei punti chiave del nostro lavoro individualizzato, senza che questo faccia "parcheggiare" per troppo tempo il ragazzo dal fisioterapista.
Quindi Gennaro ha affrontato il problema da un punto di vista di chi ha inventato questo metodo, dando alla Mezieres il diritto di primogenitura sul metodo, e poi ha evidenziato alcuni aspetti tecnici del metodo. Nella seconda parte dell'audivideo - che pubblicheremo entro una settimana - troverete anche dei dati che ci potranno aiutare a capire come e quando intervenire senza stravolgere l'allenamento dei nostri ragazzi , ed ottenendo risultati numericamente importanti.

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Migliora la forza o la coordinazione? Un esperimento su spinte con bilancieri e manubri (Cipriani Colli)

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Lascio libero per tutti questo audiovideo (il PDF invece è solo per i sottoscrittori che invito ad effettuare il Login cliccando in alto a destra e seguenedo la procedura) perché penso che scatenerà molte riflessioni e quindi vediamo i commenti anche degli altri.
Mi rendo conto che questo argomento sarà indigesto a molti, che molti cercheranno disperatamente gli errori procedurali nell'esperimento svolto dal nostro gruppo con in testa Marcello Cipriani (del tutto scomparso sul blog… ), ma molti si dovranno rassegnare a ricordarsi quello che già oltre 30 anni fa Thorstensson aveva individuato in un semplice ma magistrale lavoro: se ti alleni allo squat, trovi miglioramenti nello squat ma non nella pressa e viceversa se ti alleni alla pressa ritrovi miglioramenti nella pressa e non nello squat. Continua a leggere Migliora la forza o la coordinazione? Un esperimento su spinte con bilancieri e manubri (Cipriani Colli)

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Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

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Oggi rientro nell'ambito della classificazione della forza e cercherò di fornire il mio contributo su un'altra espressione di forza: la Forza Dinamica Massima (FDM). Su questo, nel numero 9 della rivista Scienza e Sport c'è un articolo a firma di Silvaggi e Alberti (che conosco e reputo persone per bene) e Garufi che invece non conosco personalmente. Ad un certo punto gli autori affermano a pag 51 che la forza massimale si può definire come la capacità di sviluppare forza senza possibilità di modulare la velocità di esecuzione, riprendendo qui un concetto errato proposto da Bosco: sappiamo tutti che fino al 90-95% 1RM sono comunque in grado di modulare la velocità esecutiva (basta fare una prova con un encoder lineare) e solo con carichi molto prossimi al 100% non la moduliamo. Secondo loro quindi, con un carico dell'85% 1RM non si può modulare la forza, chiedetelo ai culturisti che ne fanno il loro pane quotidiano. La FDM è - sempre secondo loro - la capacità di sviluppare forza con la possibilità di modulare l'esecuzione (Bosco erroneamente dava questa indicazione con carichi inferiori all '85% 1RM e basta avere un encoder per vedere che si sbagliava). Continua a leggere Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

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Classificazione delle diverse espressioni di forza (1a parte)

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CLASSIFICAZIONE DELLE DIVERSE ESPRESSIONI DI FORZA

Argomento molto complesso e soprattutto che va riarticolato quando abbiamo capito negli ultimi 15 anni che il muscolo è soltanto un effettore di movimento, e che è sottoposto al dominio del sistema nervoso centrale e non può essere trattato come in laboratorio (cioè isolato) ma va contestualizzato in rapporto al movimento. Continua a leggere Classificazione delle diverse espressioni di forza (1a parte)

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Pesistica adattata: le girate (4a parte) ma continuate a votare, grazie!!!

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Con questo audiovideo terminiamo la parte dedicata alle girate nella pesistica adattata, e vi rimandiamo agli altri capitoli di questa saga che comprenderanno l'analisi del: push press (parte terminale dello slancio o spinta sopra la testa), dello slancio adattato, e poi dello strappo e come esso può essere utilizzato.
Al termine di questi audiovideo, cercheremo di mostrarvi tutti gli altri adattamenti possibili effettuati con attrezzi con acqua. Ne avremo per un po', ma adesso vi facciamo digerire questi, eventualmente provarli e soprattutto adattare ulteriormente al vostro sport, che è la parte più bella e creativa del nostro lavoro a mio avviso. Continua a leggere Pesistica adattata: le girate (4a parte) ma continuate a votare, grazie!!!