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Intermittente 10″-15″: una proposta di Fucci (e qualche news sui seminari)

 

Finalmente dopo molto silenzio, torna a fare un audiovideo uno dei nostri più seguiti preparatori fisici, in forza quest'anno all'Akragas in serie D, il prof ARMANDO FUCCI. Ci descrive in maniera molto semplificata una sua proposta di lavoro a secco intermittente, naturalmente monitorata con i GPS, in modo che così non perdiamo l'abitudine con questo sistema di lavoro e ne vediamo le notevoli e personali applicazioni.

Ne approfitto per dare intanto una prima comunicazione sui seminari: il primo si farà il 6 giugno a Roma o nei dintorni di Roma e tratterà l'argomento che ha ottenuto più voti di tutti e cioè gli infortuni muscolari. La presenza chiave in questo seminario sarà dello staff del Palermo calcio che con: Alberto Andorlini, Fabrizio Tafani e il fisioterapista Federico Genovesi ci porteranno la loro esperienza globale su questo specifico argomento. Faccio presente a tutti i sottoscrittori che vi potete candidare ad una relazione sull'argomento di 20', basta inviarmi la vostra proposta per email e che abbiamo 4 max 5 relazioni da poter inserire considerando che abbiamo anche un'introduzione "statistica" sull'argomento del prof Fabio Esposito (preparatore fisico dell'Avellino).

Per gli altri seminari stiamo ancora vagliando proposte di location ed argomenti e speriamo entro la prossima settimana di poter fare una comunicazione completa, con le modalità per l'iscrizione e tutto il resto.

Ricordo sempre che tutti i seminari saranno anche filmati e questi saranno messi a disposizione di chi non può intervenire direttamente sul posto: proprio per questo saranno disponibili solo 40 posti a seminario affinché siano didatticamente convincenti, non come le grandi platee dove si soddisfa l'ego dei relatori ma nessuno capisce niente e non si può interagire con i docenti.

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Futsal e calcio a 11: le bugie di chi usa la distanza invece della potenza

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Terza parte sul calcio a 5 che lascio volutamente libera. Voglio avvisarvi che useremo alcuni aspetti del calcio a 5 come il rapporto tra la distanza percorsa e la potenza erogata per sputtanare definitivamente quelli che, per qualche artificio statistico, le vogliono considerare come equivalenti: niente di tutto questo è vero e spero che la mia dimostrazione su dati effettivi vi faccia capire che sono solo dei rosiconi.

Infatti prima, per almeno due anni non hanno accettato l'uso dei GPS, cercando di tirare fango e merda sulla loro riproducibilità ed errori, nani che vanno in giro per il mondo a dire "io non credo alla potenza metabolica" e poi te li ritrovi su facebook a scrivere: "Istruzioni per come usare il GPS". Ora infatti sono stati folgorati sulla via di Damasco e visto che il margine di errore dei GPS era minimo rispetto alle cazzate che ci hanno raccontato per vent'anni, con l'errore del 120% delle azioni intense caratterizzate solo dalle velocità alte sopra i 16, i 19 oppure anche i 25 km/h, fanno finta di essere grandi esperti ma si capisce subito che sono dei parolai...

Adesso cercano di far credere che sono stati loro i primi ad usarli, tutta Italia sa che non è vero, ma nessuno li caccia dai loro centri di potere.

Ora vogliono farci credere che la potenza non serve, basta la distanza per stabilire lo sforzo del giocatore: e qui cascano gli asini che però pubblicano!!!

Oltre a questo, naturalmente daremo in un altro audiovideo l'ultima botta a quegli stolti che continuano ad usare il valore assoluto della accelerazione come indice di fase intensa: niente di più sbagliato. Ma perché non rammucchiano e capiscono che hanno sparato solo cazzate in questi anni  e si fanno da parte invece di continuare ad influenzare negativamente ed in malafede una parte della cultura sportiva italiana? Fortuna che in molti lo hanno capito e non si fidano più di loro, ed un merito va anche a noi ed al nostro blog dove non ci siamo mai arresi ed abbiamo continuato a fare cultura ed ogni giorno tanta gente ci ringrazia per il nostro lavoro.

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Futsal: recuperi, reiterazioni e perché potenze piu basse??

 calcio a 5

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Dopo il successo della 1a parte, dove ci sono stati 350 scarichi in un giorno, oggi proponiamo solo per i sottoscrittori la 2a parte del lavoro sul calcio a 5 (futsal) nato dall'iniziativa di Giorgio Zito che poi ci ha chiesto un aiuto (a Dario Pompa ed al sottoscritto) dal punto di vista dell'elaborazione ed interpretazione dei dati e come sempre, unendo più teste, probabilmente qualcosa di buono uscirà. Senza pretesa di descrivere compiutamente un modello ma più sommessamente di identificare meglio alcuni parametri mai identificati fino ad oggi dalla letteratura "scientifica", che come sempre ci ha fuorviato anche sul futsal sul controllo della velocità e della distanza (se ne averete la pazienza la prossima chicca sarà dedicata a quei perdigiorno che continuano a calcolare la distanza come parametro solo perché rosicano che di Prampero ha "inventato" la potenza metabolica; rassegnatevi, siete dei piccoli omuncoli e neanche a fine carriera, anche se avrete le stesse pubblicazioni, non gli legherete neanche le scarpe).

In questa parte mi sono intromesso io perché si parla della modalità di recupero e delle reiterazioni, che rimangono ancora degli elementi non del tutto compresi dai più, ma che debbono essere ben interiorizzati perché su questi, a mio parere, si basa gran parte del nostro intervento nell'allenamento. Il confronto con il calcio a 11 viene proprio a pennello.

E poi un'approfondita (spero gradita) considerazione sul perché nel futsal si faccia meno potenza rispetto al calcio, ma che facendo meno potenza metabolica non è detto che sia inferiore l'impegno muscolare, anzi...

 

 

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Calcio a 5: il modello di prestazione (1a parte)

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Oggi finalmente dopo parecchio tempo che il materiale era pronto, riusciamo finalmente a mettere in rete le nostre analisi (sviluppate sul materiale fornito dal Prof. Zito e dal Prof. Pompa) sul calcio a 5, che da diversi anni è diventato sport a sé. Già 40 anni fa, quando davo i calci ad un pallone anch'io, esisteva il calcetto (termine un po' dispregiativo se volete) che nasceva nei circoli romani che si affacciavano sul Tevere, e che veniva svolto dapprima in estate, cercando di accaparrarsi i migliori giocatori (dilettanti) del Lazio, per vantarsi poi per un anno di aver vinto il trofeo. Mi ricordo un nome su tutti, di un giocatore che si chiamava Piero Mantero che veniva a scuola con me al Liceo scientifico Righi e che era un anno più grande. Ripensando alle sue movenze di 40 anni fa, di grande interprete di questo sport nascente, valuto che oggi non avrebbe molto spazio in questo calcio a 5 che si è modificato notevolmente nel tempo. Lasciando la valle dei ricordi, oggi vi proponiamo solo una prima parte che lasciamo aperta a tutti (le altre non lo saranno), su richiesta specifica del Prof. Zito che per una vita ha lavorato ad alto livello (e sta ancora lavorando) nel calcio a 5. Naturalmente ci baseremo molto sul confronto tra i dati ricavati dai GPS del calcio a 11 e di quello del calcio a 5, che abbiamo avuto la fortuna di valutare all'interno di un pallone tensostatico dove il segnale risulta molto buono. Con buona pace di quei poveretti ultimi in classifica che continuano a cercare di gettare fango sui nostri GPS, anche perché i loro costano 10 volte di più e non perche siano 10 volte più precisi...

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Prestazione fisica e risultato dinamico (3a parte)

Prestazione fisica e risultato dinamico 3 parte
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Terminiamo questo argomento che mette in relazione la prestazione fisica della squadra con il risultato finale, dopo lo spettacolo indecente proposto lunedì sera dalle due squadre migliori d'Italia. Non so voi, ma veramente pensare che il nostro calcio è questo, sempre pauroso, in cui la Roma che doveva offendere ha solo mantenuto un inutile possesso palla per 2/3 della partita, e la Juve si è limitata ad agire di rimessa, stride rispetto alle partite che spesso vedo della Premier League (l'ultima in ordine Liverpool- Manchester City) dove non si tocchetta sterilmente e non si gioca per il pareggio. Dai dati che esponiamo, risulta che non è una questione fisica, ma di impostazione tattica e di mentalità. A proposito, mi viene in mente l'esonero di Novellino che aveva cercato di salvare la panca addossando la colpa al preparatore fisico licenziato in tronco, ma che 3 mesi dopo ha giustamente subito la stessa fine (tanto lo stipendio lo prende sempre...). Mi piacerebbe con qualche dato alla mano verificare se la Juventus di quest'anno sviluppa molta potenza metabolica in meno rispetto alla Juventus di Conte dei 3 anni di scudetto (anzi ne sono certo), e che quindi si può vincere lo scudetto sia con impegno fisico elevato che con un impegno tattico molto sparagnino. Se riuscirò, nelle prossime puntate parlerò anche della periodizzazione e ci faremo qualche risata sui luoghi comuni del fieno in cascina...