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L’allenamento della forza nel calcio nelle prime 3 settimane: quale forza e quali esercizi (3a parte)


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Non vi state sbagliando, i primi minuti dell'audiovideo di oggi sono gli stessi della fase terminale dell'audiovideo della 1a parte, dove rivedrete il buon Pompa fare le salite sul gradone. Questo perché mi serve per non spezzettare la spiegazione, infatti con tutto questo arriviamo a 25 minuti e mi scuso ma di meno non si poteva fare.
Vi avviso che ne abbiamo un altro di audiovideo dove parleremo ancora di forza, nel versante del controllo del carico, dove di pesi non se ne vedono. La cosa certa quindi che l'espressione di forza che privilegiamo in questa fase sarà quella dinamica massima, così come crediamo di interpretare bene noi dalla classificazione di Bosco, non Silvaggi e Alberti (ripeto senza alcun intento polemico con loro, chi vuole può andarsi a rivedere l'audiovideo dove specifico sul perché di questa interpretazione della classificazione di Bosco). Unitamente e con maggiore predilezione all'inizio del ciclo, daremo ad attività statiche e a bassa velocità anche in eccentrico al fine di tenere "tranquillo" il tendine con picchi di forza bassi.
Gli esercizi di questa sezione avranno come vedrete caratteristiche molto generali e l'unico obbiettivo sarà quello di recuperare i livelli di forza preesistenti senza andare incontro a problemi, alternati ad un recupero del controllo del corpo dapprima statico e poi dinamico, che vedremo nel prossimo audiovideo dove sono presenti esercitazioni più specifiche.

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L’allenamento della forza nel calcio nelle prime 2-3 settimane: quale forza e quali esercizi? 2a parte


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Dopo la valutazione della funzionalità muscolare che ci ha dato già delle buone indicazioni, ora vediamo gli esercizi di forza. Per i cultori della ghisa, passare avanti, trovate poco per le vostre brame, magari un po' più avanti forse qualcosa ci potrà essere. Per i sostenitori delle macchine, anche voi saltateli proprio questi articoli. Per chi vuol lavorare sulla forza massima, stesso discorso. La forza massima ha senso negli sport di squadra, secondo la mia modesta opinione solo per i ragazzi dai 18 ai 21 anni, dopo un paio di anni di lavoro tecnico, due anni prima per le donne - anche se su questo blog non se ne vedono molte, spesso impegnate nel lecchinaggio ai potenti per avere un "meritato" posto al sole (alla faccia delle pari opportunità!!).
Naturalmente questo vale per il calcio, altre direzioni potranno essere prese per il volley ed il basket, visto che il gioco si sviluppa con maggiore verticalità nel volley, una via di mezzo nel basket con verticalità ed orizzontalità che invece è prevalente nel calcio; vi è un ampio uso degli arti superiori sopra la testa nel volley e nel basket, che nel calcio non c'è visto che le braccia hanno un'altra funzione ovvero di stabilizzazione, soprattutto quando si calcia.
Ho diviso in due questa parte perché ci siamo divertiti ad analizzare un paio di esercitazioni nel dettaglio, con qualche simpatica sorpresa che ci aiutato nell'organizzazione del lavoro e nella scelta degli esercizi. Aspetto valanghe di critiche!!!

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Il dissenso parte dal profondo sud: riflessioni di Lazzaro

Continuo a dare spazio alle vostre comunicazioni in attesa domani spero di cominciare la saga della preparazione della forza nel calcio nelle prime settimane di raduno.
Come potete immaginare c'è stato un coas micidiale in questi ultimi dieci giorni per i GPS, il loro arrivo, l'invio ai singoli, la criptatura del programma etc. che mi ha impedito materialmente di applicarmi al blog, ma spero da domani di poter ricominciare.
Intanto vi invito da domani, soprattutto chi ha acquistato il GPS, di frequentare il forum, dove vi potete scambiare tra di voi utilizzatori: pareri, soluzioni, problematiche risocntrate, qualcosa che non funziona e vedere come in una vera e propria community di affrontare collettivamente i problemi ed individuare aree di lavoro comuni. Naturalmente interverrò anch'io ma pensate soprattutto di entrare in questo modo in contatto con altri. Non scrivete poemi mi raccomando e niente pippe mentali però!!

Oggi ascoltiamo la voce di Giuseppe Lazzaro, che scrive dal profondo sud, ed è sconfortante sentire le sue dscrizioni, ma ci incoraggia la sua volontà!!!

Salve Prof. Colli
1000 aridaglie!!!! Premesso che non ho nulla in contrario al mezzo allenante come tale e non voglio entrare in merito a questioni puramente “CAMPANILISTICHE”… ma essendo un addetto ai lavori (atletica leggera-tennis-calcio-nuoto) non posso non notare come è in corso una vera pandemia da 1000mt!! Volendo proprio lasciare correre potrei anche chiudere un occhio sul 4×4′ di Helgerud… ma non posso non essere disgustato dal delirio che incalza in decine di campi di calcio dove alcuni prepratori o presunti tali stanno somministrando sin dalla 2a settimana di ritiro un crescendo di 1000mt… addirittura una società di eccellenza è arrivata a ben 9×1000 in una singola seduta!! Dico questo con cognizione di causa visto che avendo amici calciatori e numerosi colleghi allenatori/preparatori, ho un continuo feedback sull’evolversi della preparazione fisica di numerose squadre di calcio, la cosa che mi stupisce è come venga somministrato un mezzo d’allenamento quasi come se fossero caramelle anzi… forse offenderò la sensibiltà di qualcuno ma di getto mi viene un accostamento… il mondo delle palestre... dei neo-bodybuilders... di pseudo-istruttori che per sopperire ai mancati risultati attribuibili a sicuri errori d’allenamento, propinano ad ignari cultori del fisico montagne di proteine e di integratori costosissimi nella speranza che avvenga il miracolo... senza curarsi dei reali benefici e dei sicuri effetti deleterei!!! Di seguito lo schema che ben 5 squadre di calcio stanno adottando già dalla seconda settimana nella fase di preparazione dalle mie parti:
4×1000
6×1000
10×1000
ovviamente non ho mensionato i lavori “neurogeni” e tecnici che vanno a sommarsi al microciclo settimanale.
Volendo “forzatamente” non commentare l’utilizzo delle ripetute sui 1000 o dei 4′ al 90/95 in ambito calcistico… la curiosità che mi assale essendo un esperto di nutrizione sportiva (scienze motorie-scienze della nutrizione)… ma volumi così cospicui di lavoro… intensità così alte di allenameto… vengono poi corrisposte da “attenzioni” nutrizionali consone a favorirne il recupero e comunque un adeguato supporto energetico???
E poi… come può un calciatore percorrere in una settimana più di 20 km ad intensità assolute così elevate??
Coloro che propongono questo genere di allenamenti hanno gli strumenti per poter in qualche modo valutare (quasi fantascientifico) il “carico interno” che a mio avviso sarà per diverse ragioni eccessivo?!?!?!
Dico ciò con presunzione... visto che molti nostri colleghi hanno in rosa come è normale che sia ultra trentenni e appena diciottenni… e senza dubbio è un massacro somministrare oltre agli altri lavori di varia tipologia anche 10 volte i 1000 che nella migliore delle ipotesi devono essere percorsi a 4′/km (c’è chi per sprono suggerisce i tempi di Lamela) o giù di lì a soggetti che hanno:
Età diverse;
Esperienze dall’allenamento diverse;
Parametri metabolici e muscolari diversi;
Tolleranza ai carichi diversa;
Abitudini nutrizionali diverse.
Ovviamente il mio discorso è puramente provocatorio e certamente dozzianale, e per questo non vorrei generalizzare e fare il bacchettone a tutti i costi - specie per il fatto che ho preso in esame delle società di calcio della mia zona (RC-VV-CZ) militanti in campionati dilettansticici - credo però sia un momento di follia pura che sta contagiando una marea di addetti ai lavori, non sono contro i 1000 mt ma contro i clichè... contro un format che sta cementificando il raziocinio individuale!!! Sposo il Colli pensiero non per uscire dal mucchio ma semplicemente perchè ho studiato... studio... e studierò finchè ne avrò le forze e riesco a valutare “perchè in qualche modo ne ho gli strumenti” un RAZIONALE/APPLICABILE nei concetti del Prof. COLLI ed un IRRAZIONALE/ASSOLUTO in chi dimostra solo piattismo mentale nell’assimilare uno studio “HELGERUD” alla ricetta/miracolo per il miglioramento della performance calcistica.

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Un contributo di Zanichelli, allenatore di calcio dilettante…

Che dire? A volte fa proprio piacere vedere che si riesce a muovere le coscienze ed il cervello, e si ottengono riconoscimenti spontanei come questo molto più importanti di qualsiasi Impact Factor, grazie Corrado!

Cadelbosco Sopra lì 27 Luglio 2012
Egr. Prof.,
è con grande attenzione che da ottobre 2011 sto seguendo le sue audio-video relazioni e la cosa la ritengo di estremo interesse anche se, trattandosi di nuova materia, occorre seguire le sue docenze con scrupolo affinché non si abbiano difficoltà con il proprio vissuto. Le sta parlando un allenatore di calcio dilettante. Tuttavia, come in tutte le cose che spesso ti cambiano la vita, oserei definire le sue proposte allenanti di natura copernicana. Non sto esagerando. Con significato allegorico, spesso il passato aiuta a capire il presente. Un tempo si pensava fosse la Terra al centro dei pianeti; fu dimostrato essere il Sole. E questo in pieno Rinascimento dove cultura e arte ebbero il solo fine di rivalutare l’uomo nei suoi valori terreni. Ora, non è vero forse che l’allenamento è cultura e arte? Non è vero forse che non sempre la fisiologia è strettamente correlata alla biologia? Non é vero forse che in termini di prestazione spesso il corpo umano è sul “campo” che indica percorsi diversi da quelli classico-scientifici che pur sono necessari come riferimenti di cammino? Bene, se su ciò si è d’accordo penso proprio valga la pena capire fino in fondo i cambiamenti, senza con questo cestinare tutto ciò che sino ad oggi ha influenzato il nostro pensiero. Credo proprio che la sua idea metta al centro del mondo l’uomo con tutti i suoi limiti ma certamente non privandolo delle sue personali possibilità pratiche. E con questo mi riferisco a quanto Lei, mi pare, stia sostenendo e cioè che la prestazione è subordinata al costo energetico di un soggetto, con tutte le sue componenti organiche e neuromuscolari, e che per questo debba essere studiata con una "visione più biologica del fenomeno”. Non ho i titoli per disquisire su tanto, Le assicuro però, questo è quello che sento avendo sempre allenato il VO2 con la VAM, Leger, la FC, ecc., che si sta mettendo in discussione un sistema di pensiero ancora dominante in Italia dove spesso, per furbizia ed interesse, la passività la fa da “padrone”. Comunque sia, sono convinto che la nuova metodologia che Lei sta proponendo si basi su delle logiche solide; ne é dimostrazione il fatto che molti “scientists”, come Lei li definisce, cominciano a parlarne, seppur velatamente, anche su autorevoli riviste che trattano l’allenamento fisico. E’ a questo punto che l’interesse comincia ad avere caratteri esponenziali e, per quel che mi riguarda, il mio interesse é capire, senza indugi e senza copia-incolla, ciò che ci sta proponendo. Il resto, come si sa, poco conta se non praticare tutto sul campo ed analizzare riscontri di gara.
Ancora non mi sono stancato di conoscere ciò che mi circonda. Il 9 Giugno ero a Bologna alla giornata di studio, tra l’altro, riuscita molto interessante e in questo periodo seguo il lavoro di un preparatore professionista che sta approfondendo la conoscenza sulla sua metodologia.
Cordialmente La saluto.

CORRADO

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Anche in Spagna cominciano a considerare la potenza metabolica!!! (Lapuente 1)

[wpvideo ICE2Bs2t w=300 ] Oggi voglio mettere la prima parte di una "opponentia" cioè una presentazione (non so neanche se ho scritto giusto) di un preparatore fisico spagnolo Manuel Lapuente (nostro sottoscrittore), che lavora con Victor Munoz, allenatore spagnolo con notevole pedigree che è stato anche in Italia come giocatore alla Sampdoria ai tempi di Vialli e Mancini se non ricordo male, che da diversi anni studia sui GPS, ma ha scoperto da "poco" la potenza metabolica, e guardate come senza problemi ci fa vedere i suoi risultati che sono molto interssanti soprattutto riguardo alle variazioni dei parametri in rapporto al numero dei giocatori, ma anche "criticandoli" soprattutto per la velocità ed accelerazione, e cercando subito di integrare e migliorare il suo studio con l'analisi, appunto, della potenza metabolica. Gli faccio anche i complimenti per l'italiano, riesce ad essere sempre chiaro, basta seguirlo con attenzione.
Anzitutto un avviso: chi si iscrive tramite bonifico, mi mandi una email perché potrei non darvi l'accesso al blog; il bonifico ci mette 2-3 giorni a comparire e soprattutto non c'è la vostra email. Quindi scrivetemi che vi siete iscritti, se avete richiesto anche il "DVD" che non arriverà mai, ma solo i link per scaricare i filmati così vi posso anche consocere e ringraziare ed evitare di scrivervi "ACCESSO NEGATO" che invece va riservato a chi cerca di fare il furbo!!!
Continuano infatti ad arrivare iscrizioni al blog e richieste di DVD del seminario di Roma sulla potenza metabolica e GPS, probabilmente gli ultimi articoli sull'attività precampionato nel calcio e nelle sue prime settimane sono interessanti ed incuriosiscono, perché finalmente si può confrontare quello che si è fatto con le nostre proposte pratiche, non legate solo ad eventi statistici, ma anche a scelte fatte su base esperienziale, che comunque vengono ricontrollate ogni giorno (anche noi vogliamo i numeri, ma non farci dominare dai numeri!).
Non vi preoccupate se ai giocatori fate qualcosa che non va, non ci mettono molto a farvelo capire...
Appunto: proposte, spunti, esperienze, scelte e sistemi di controllo, e tutto ciò, deve essere visto insieme e solo poi criticato, discusso, migliorato.
Non facciamo l'errore di fermarci al primo punto, come adesso ancora manca tutta la parte di forza funzionale che da lunedì inizieremo a trattare, anche se in maniera meno lunga e forse prolissa rispetto alla parte metabolica (sono immerso nella spedizione di GPS, non potete capire che casino...), per dirla in maniera forbita cerchiamo di avere una visione olistica dell'allenamento, non parcellare e Pavloviana come la "scienza" ci vuol indurre a credere.