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L’allenamento della forza nel calcio nelle prime 2-3 settimane: quale forza e quali esercizi? 2a parte


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Dopo la valutazione della funzionalità muscolare che ci ha dato già delle buone indicazioni, ora vediamo gli esercizi di forza. Per i cultori della ghisa, passare avanti, trovate poco per le vostre brame, magari un po' più avanti forse qualcosa ci potrà essere. Per i sostenitori delle macchine, anche voi saltateli proprio questi articoli. Per chi vuol lavorare sulla forza massima, stesso discorso. La forza massima ha senso negli sport di squadra, secondo la mia modesta opinione solo per i ragazzi dai 18 ai 21 anni, dopo un paio di anni di lavoro tecnico, due anni prima per le donne - anche se su questo blog non se ne vedono molte, spesso impegnate nel lecchinaggio ai potenti per avere un "meritato" posto al sole (alla faccia delle pari opportunità!!).
Naturalmente questo vale per il calcio, altre direzioni potranno essere prese per il volley ed il basket, visto che il gioco si sviluppa con maggiore verticalità nel volley, una via di mezzo nel basket con verticalità ed orizzontalità che invece è prevalente nel calcio; vi è un ampio uso degli arti superiori sopra la testa nel volley e nel basket, che nel calcio non c'è visto che le braccia hanno un'altra funzione ovvero di stabilizzazione, soprattutto quando si calcia.
Ho diviso in due questa parte perché ci siamo divertiti ad analizzare un paio di esercitazioni nel dettaglio, con qualche simpatica sorpresa che ci aiutato nell'organizzazione del lavoro e nella scelta degli esercizi. Aspetto valanghe di critiche!!!

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L’allenamento della forza nelle prime 3 settimane di raduno: iniziamo dalla valutazione della funzionalità muscolare 1parte


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Se sei già sostenitore, effettua il login. Finalmente dopo il delirio dovuto all'arrivo e spedizione dei GPS e alle conseguenti problematiche inerenti al software ed alla sua sicurezza, oggi torno a fare il mio lavoro. Parliamo di come approccio, insieme ai miei collaboratori, l'allenamento della forza nel calcio nelle prime 3 settimane di raduno.
L'approccio che deluderà molti - soprattutto oggi - riguarda il fatto che non parliamo nella prima fase di carichi, % ed altre amenità del genere; anzi non credo che ne parleremo se non di sfuggita perché concordo in pieno che i lavori sulla forza massimale non vadano sviluppati nei calciatori, se non in determinati periodi out-season ed in certe fasce di età giovanili under 21, mancando totalmente il tempo per renderli strutturali come ha già scritto su questo blog Armando Fucci molto meglio di me e con ampie motivazioni con cui concordo pienamente.
Il primo punto da affrontare è infatti una valutazione di funzionalità muscolare che ci aiuta tantissimo a capire: quali sono le retrazioni muscolari globali ed analitiche del nostro giocatore e quindi ci consentono di proporre dei correttivi sia in termini di allungamento, ma anche di esercizi di muscolazione, naturalmente a catena chiusa, complessa e con carico libero come vedremo più avanti.
Il secondo punto riguarderà la progressione di esercizi in questo particolare periodo, che debbono avere ancora l'idea di recuperare i livelli di forza pregressi, senza dimenticare le peculiarietà del giocatore di calcio, che è spessissimo su una gamba (quando calcia sempre), e quindi in una situazione di equilibrio dinamico molto importante che non dobbiamo sottavalutare nell'impostazione dell'esercizio.
Altro che concurrent training di corsa lineare e pesi verticali, qui c'è molta più complessità di quanto si creda e gli esercizi vanno sempre dosati in rapporto a tutto quello che stiamo facendo.
Una sola cosa è importante da ricordare ed anticipare: se potete, danneggiate irreparabilmente le leg extension e leg curl, e mettete dei chiodi sui vostri tappettini per evitare che i vostri giocatroi facciano gli addominali a terra!!!
Anche perché gli operatori televisivi e i giornalisti rimangono affascinati e poi riprendono e commentano solo queste cretinate, chiamandola ancora preparazione atletica (che è un altro sport) e definendoci i preparatori atletici che appunto sono quelli che vengono dall'atletica leggera e che hanno fatto in questi 40 anni più danni della grandine a cominciare da Arcelli, danneggiando irreparabilmente l'immagine esterna che paghiamo tutt'oggi.

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Stimolazione energetica per la prestazione: esperimento di Casella

[wpvideo fMTcb9bv w=200]Shiatsu e Prestazione Sportiva

Esistono zone del corpo che si possono stimolare con la digitopressione, con la tecnica della moxibustione o con l’aiuto dell’agopuntura per attenuare gli effetti deleteri di un’eccessiva tensione emotiva, che potrebbe manifestarsi prima o durante un incontro, oppure, per accelerare i tempi di recupero dopo un infortunio (distorsione, lesione, pubalgia). Inoltre, vi sono punti della performance fisico-atletica che contribuiscono a fornire armonia e potenza ai movimenti muscolari. Queste conoscenze derivano principalmente dagli studi scientifici condotti dal Prof. Stefano Tirelli, ideatore del metodo Tecniche Complementari Sportive (TCS) Continua a leggere Stimolazione energetica per la prestazione: esperimento di Casella

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L’auricoloterapia applicata all’attività sportiva

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Auricoloterapia Posturale
(a cura di Christian Casella) Oggi parliamo dell’Auricoloterapia, un’altra tecnica complementare che può essere applicata anche in ambito sportivo, con bassi costi, rapida da utilizzare e abbastanza efficace. Risulta ancora più efficace se affiancata ad altre tecniche come lo Shiatsu e le posture di allungamento che gli conferiscono maggiore enfasi.
L’obiettivo dell’articolo per questo blog non è quello clinico (anche se io spesso la utilizzo per torcicolli e problematiche acute del mio giocatore), ma quello di migliorare la circolazione energetica, dunque aumentare la prevenzione degli infortuni ed efficientizzare la prestazione sportiva. Se ci sono troppi compensi e adattamenti, il fisico non potrà mai essere efficiente, inoltre, ci saranno troppi dispendi energetici. Continua a leggere L’auricoloterapia applicata all’attività sportiva

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Elastici e torsion pulley a confronto (2a parte)

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Affrontiamo oggi il confronto tra l'uso degli elastici e del torsion pulley in versione ercolina che conferma che i due sistemi non si escludono, anzi che possono essere usati come complementari: l'elastico per il controllo coordinativo alla fine del movimento, l'ercolina per lo sviluppo delle diverse espressioni di forza, ma su catene muscolari. La forza non si può fare con gli elastici!!!