Pubblicato il 10 commenti

L’evoluzione dei test di salto

L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.

La sottoscrizione senza il versamento verrà cancellata.

Non verrà data alcuna risposta alle email o commenti o richieste di informazioni di non sostenitori del blog.

Se sei già sostenitore, effettua il login.

Iniziamo oggi ad affrontare un problema con cui mi confronto da oltre 30 anni e che ha subito profonde ed articolate variazioni nel corso della mia vita: la valutazione dei salti verticali. Da più di 30 anni oramai esiste il "tappetino" di Bosco che ha cambiato un'epoca: in pratica il passaggio di un'era geologica tra i salti misurati con il metodo di Sergeant e di Abalakov e la possibilità di valutare, invece, l’altezza di salto per derivazione dal tempo di volo, segnalato appunto dalla pedana di Bosco come un vero e proprio cronometro. Su questa pedana e sulle sue origini reali ci sono dicerie e leggende, come quella di un inserviente di Formia che l’avrebbe costruita prima ed era nominata "la zanzariera", poi altre voci la attribuiscono in parte a Roberto Bonomi, notissimo allenatore di velocisti ed elettronico (non sappiamo con precisione quale sia la sua prima "vera" professione!!!), sta di fatto che all’ufficio brevetti è risultata un'invenzione del prof. Bosco. È certo che il prof. Bosco ha studiato in maniera approfondita tutti i fenomeni legati all’altezza di salto riferendosi financo alla composizione muscolare delle fibre. Continua a leggere L’evoluzione dei test di salto

Pubblicato il 3 commenti

Migliora la forza o la coordinazione? Un esperimento su spinte con bilancieri e manubri (Cipriani Colli)

L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.

La sottoscrizione senza il versamento verrà cancellata.

Non verrà data alcuna risposta alle email o commenti o richieste di informazioni di non sostenitori del blog.

Se sei già sostenitore, effettua il login.

Lascio libero per tutti questo audiovideo (il PDF invece è solo per i sottoscrittori che invito ad effettuare il Login cliccando in alto a destra e seguenedo la procedura) perché penso che scatenerà molte riflessioni e quindi vediamo i commenti anche degli altri.
Mi rendo conto che questo argomento sarà indigesto a molti, che molti cercheranno disperatamente gli errori procedurali nell'esperimento svolto dal nostro gruppo con in testa Marcello Cipriani (del tutto scomparso sul blog… ), ma molti si dovranno rassegnare a ricordarsi quello che già oltre 30 anni fa Thorstensson aveva individuato in un semplice ma magistrale lavoro: se ti alleni allo squat, trovi miglioramenti nello squat ma non nella pressa e viceversa se ti alleni alla pressa ritrovi miglioramenti nella pressa e non nello squat. Continua a leggere Migliora la forza o la coordinazione? Un esperimento su spinte con bilancieri e manubri (Cipriani Colli)

Pubblicato il 5 commenti

Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.

La sottoscrizione senza il versamento verrà cancellata.

Non verrà data alcuna risposta alle email o commenti o richieste di informazioni di non sostenitori del blog.

Se sei già sostenitore, effettua il login.

Oggi rientro nell'ambito della classificazione della forza e cercherò di fornire il mio contributo su un'altra espressione di forza: la Forza Dinamica Massima (FDM). Su questo, nel numero 9 della rivista Scienza e Sport c'è un articolo a firma di Silvaggi e Alberti (che conosco e reputo persone per bene) e Garufi che invece non conosco personalmente. Ad un certo punto gli autori affermano a pag 51 che la forza massimale si può definire come la capacità di sviluppare forza senza possibilità di modulare la velocità di esecuzione, riprendendo qui un concetto errato proposto da Bosco: sappiamo tutti che fino al 90-95% 1RM sono comunque in grado di modulare la velocità esecutiva (basta fare una prova con un encoder lineare) e solo con carichi molto prossimi al 100% non la moduliamo. Secondo loro quindi, con un carico dell'85% 1RM non si può modulare la forza, chiedetelo ai culturisti che ne fanno il loro pane quotidiano. La FDM è - sempre secondo loro - la capacità di sviluppare forza con la possibilità di modulare l'esecuzione (Bosco erroneamente dava questa indicazione con carichi inferiori all '85% 1RM e basta avere un encoder per vedere che si sbagliava). Continua a leggere Forza Dinamica Massima: errori nell’interpretazione

Pubblicato il 3 commenti

Intermittente nel volley: qualche video per esemplificare

Il video dell'articolo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.
Se sei già sostenitore, effettua il login.

Oggi tutti filmati e niente grafici: vi facciamo vedere, a conclusione dell'articolo di Sergio Machella e mio sul modello di prestazione della pallavolo femminile, qualcuna delle nostre proposte di lavoro intermittente specifico per il volley, anche provando a collocarlo in tempi diversi (durante la preparazione e durante il campionato). Non so se la qualità del video sarà tale da vedere tutto con chiarezza, ma spero che le spiegazioni vi aiutino come al solito non a copiare pedissequamente, ma a trovare soluzioni sicuramente più intelligenti delle nostre, che sono il furtto di qualche anno di attività, di prove, errori e miglioramenti. E anche per capire che si può tenere alto il metabolismo aerobico senza la corsa continua, ma sviluppando movimenti con alte accelerazioni e decelerazioni che abbiano anche un riferimento tecnico, giocando sui recuperi. Credo che troverete delle concordanze anche per il lavoro sul basket, naturalmente svolto con tipologie di spostamenti differenti.

Pubblicato il 4 commenti

GPS, carico esterno ed interno: un contributo di Dario Pompa

[wpvideo mMCGN1m7 w=400]

Anzitutto oggi voglio ringraziare molti di voi, che con grande sensibilità mi hanno scritto in privato ed in pubblico per manifestare la vicinanza al blog e l'intenzione, anche poi effettuata praticamente, di fare una donazione al blog ed iscriversi quindi al club di quelli che reputano che la cultura ufficiale dello sport, sviluppata in ambito universitario e federale, sia assolutamente obsoleta, carente ed irregimentata da poche persone che si arrogano competenze che non hanno, magari mascherati da sports scientists.
Oggi lasciamo pubblico un contributo che ci viene fornito da Dario Pompa, che è stato uno dei primi ad utilizzare il GPS con l'analisi della potenza.
È interessante perché, anche sulla base dei contributi di Armando Fucci, stiamo cominciando a ragionare sui diversi parametri che ci possono consentire di comprendere meglio il rapporto tra i parametri del carico esterno dell'esercitazione, intesi non solo come V'O2/kg, ma anche quanto essi sono più o meno vicini al modello nelle loro varie categorie (accelerazioni e decelerazioni, distanza equivalente, tempo sopra i 16 km/h, % anaerobica etc), ed anche i parametri del carico interno, di cui la frequenza cardiaca rappresenta, a mio giudizio l'anello più debole, ma anche l'RPE (intesa sia per singolo esercizio che per sessione di allenamento). Continua a leggere GPS, carico esterno ed interno: un contributo di Dario Pompa