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La forza nel kayak (3a parte) by E.Introini & R.Colli

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Come promesso, anche se con un giorno di ritardo, aggiungiamo quest'altra relazione sulla forza nel kayak. È molto lungo, quindi vi consigliamo di considerali come due audiovideo di circa 30 minuti ma ci risulta difficile separare i concetti. Abbiamo un grande piacere a ricevere telefonate private di vecchi amici e conoscenti che non lavorano nel kayak ma seguono il blog e ci ringraziano (come ha fatto Armando Fucci con la sua sincerità nel blog stesso), perché praticamente stiamo facendo vedere a tutti quali sono i principi decisionali che ci hanno guidato nel corso della nostra attività, e dimostrare anche come nel corso del tempo il nostro pensiero si sia evoluto, migliorato, corretto.

Volevamo anche avvisare, visto che qualcuno ce lo ha chiesto, che non faremo alcun programma,perché insistiamo nel dire che il programma se lo fa il singolo allenatore sulla base del materiale che ha: umano e strutturale. Per troppi anni sono usciti programmi fotocopia sempre uguali che scaricavano l'allenatore da qualsiasi responsabilità, ma di fatto per chi li seguiva sono stati la privazione sensoriale di qualsiasi possibilità di evoluzione.

ALLENARE È UN ARTE, significa sempre fare ogni giorno delle scelte e non applicare un programma fatto e pensato (tra l'altro male e in maniera arretrata) da altri che non significa siano migliori perché sono in Nazionale (basta vedere di chi sei fratello oppure in quale circolo lavoravi prima...). Molto spesso i tecnici nazionali sono scelti non in base a criteri di qualità e competenza ma solo in base a convenienze politiche e familiari.

Il nostro intento è quindi quello di fornire una serie di dati ed esperienze che forse possono esservi utili per ragionare sulle scelte da fare e per comporre quindi un programma migliore.

Se il nostro pensiero va invece a chi ha responsabilità il cui l'unico principio che conta è la fatica e che fa come 30 anni fa per la forza i test (sbagliati tra l'altro) sulle trazioni, sulle spinte e propone quei circuiti di forza-resistente inguardabili dopo l'allenamento, la desolazione ci assale perché gli anni sono passati invano, senza uno straccio di ricerca ufficiale né utile né di competenze, facendo dei Centri Federali degli "ignorantifici".

Un piccolo avviso, nel filmato postato da Stefano Loddo, che ho commentato nell'audiovideo, chissà perché ho creduto fosse Ed McKeever e quindi nel commento faccio riferimento a lui (che ha volte scherzosamente chiamo MacGyver come il telefilm): scusate, ma per me che sono rimasto un anno indietro il campione del mondo ed olimpico è ancora lui. È stato un riflesso condizionato, Betta mi ha cazziato dopo ma non avevo più voglia di cambiare.

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Impariamo a leggere meglio la partita (3a parte)

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Anzitutto un saluto a Salvatore Varracchio che ha terminato il suo quadriennio di presidenza AIPAC Campania con il botto: infatti ottimo il seminario da lui organizzato lunedì 2 dicembre a Caserta, tenuto da Armando Fucci, dove una sala gremitissima ha ascoltato sia la relazione veramente esplicativa di Armando, che le discussioni interessanti che si sono create subito dopo la relazione prinicipale. Si inizia senza timore anche a parlare nell'ambito dei preparatori fisici anche di tecnica calcistica, di tattica, e questi miei audiovideo spero che aiutino, come hanno aiutato me, a capire meglio cosa c'è in una partita e di conseguenza come strutturare meglio l'allenamento in accordo con il mister. Tutto ciò in modo che abbia una finalità unica: il miglioramento tecnico-tattico unito al miglioramento o stabilizzazione fisica della prestazione.

Un grande in bocca al lupo a Fabio Esposito che ha il compito di portare avanti l'ottimo lavoro di Varracchio (che chiaramente rimane come segretario dell'AIPAC Campania), che ha fatto della Campania l'avanguardia assoluta italiana dell'applicazione della potenza metabolica nelle squadre di calcio.

Voglio ribadire l'osservazione dell'altra volta: a proposito, non so da voi, ma avete visto che quest'anno le castagne sono rarissime e quelle che ci sono spesso hanno il verme dentro? Non capita pure da voi??

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L’allenamento della forza nel kayak (2a parte) by Introini & Colli

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Seconda parte per ciò che riguarda la sequenza di scelte che ci troviamo di fronte quando dobbiamo decidere che allenamento di forza fare al kayaker (e qui dentro troverete anche le differenziazioni per specialità, sesso, età e livello di qualificazione).

Allenare significa sempre dover fare delle scelte in base alle nostre conoscenze e a chi ci troviamo di fronte, quindi il bravo allenatore è quello che decide la cosa che reputa più giusta in rapporto al tipo di atleta ha di fronte, ma poi la verifica comunque.

Naturalmente invito anche gli altri visualizzatori del blog che non si occupano di kayak di intervenire su questo argomento che al 70% ha dei presupposti comuni e poi si differenzia nello sport specifico; è un percorso mentale che andrebbe fatto in rapporto alla propria disciplina e al modello o ai modelli prestativi presenti.

Agli allenatori di kayak invito a non leggere superficialmente questi audiovideo e a considerare che vengono toccati molti punti decisivi per poter poi prendere in assoluta chiarezza le proprie decisioni, e di non aver troppa fretta tanto l'inverno è lungo...

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L’allenamento della forza nel kayak (1a parte) by Introini & Colli

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Oggi faccio seguito ad una promessa fatta da Betta e da me sulla pagina facebook dell'unione nazionale allenatori di canoa per iniziare a parlare di come facciamo le scelte dell'allenamento di forza per questa specifica disciplina.

Tutti i dati che trovate in questi audiovideo sono stati raccolti in oltre 20 anni con strumenti come ergokayak che misurava la forza applicata alla pagaia, dove negli ultimi 10 anni abbiamo aggiunto in pratica accelerometri e GPS, avendo quindi la netta percezione anche numerica che da solo il mito della forza non regge e quindi riducendo ad una porzione molto piccola il peso fattoriale di questo aspetto.

Aspettiamo naturalmente i vostri feedback di un pubblico di nicchia, ma sarebbe interessante nel tempo avere anche qualche indicazione da chi si occupa di forza di altri sport al fine di uscire fuori da questa spirale che definisce i metodi per allenare la forza nei diversi sport tutti uguali, solo perché non vogliono far la fatica di approfondire il modello prestativo dal punto di vista dinamico e biomeccanico. Diciamo che è la brutta copia di quelli che continuano a parlarci di potenza aerobica (anche nel kayak) e continuano ad usare le ripetute sui 1000 nel calcio per migliorarla.