Se sei già sostenitore, effettua il login.
Anzitutto vi ringrazio per i complimenti che mi state facendo sul blog per questi audiovideo sulla forza reattiva, ciò mi ha stimolato ad essere forse un po' più prolisso, ed anche stavolta non c'è l'ho fatta a completare l'argomento. Spero di fornire degli spunti per il vostro lavoro (specifico) perché i principi che trovate qui vanno poi applicati in rapporto al vostro sport di provenienza.
Oggi due i punti focali: i differenti angoli di impatto per i velocisti e i giocatori nella determinazione della stiffness ed il dubbio: ma come mai se applico più forza nel movimento di forza reattiva, anche a parità di angolo di un gesto esplosivo, poi l'altezza di salto non è nettamente migliore con il lavoro di forza reattiva? Qui qualche spunto per il nostro bioingegnere che sta in America ci sta: io non sono in grado di spiegarlo, ma se lui ha delle ipotesi sono pronto ad accettarle.
Il secondo punto forte (a mio avviso), sta nella comprensione che anche ad angoli più chiusi sviluppiamo eccome forza reattiva, soprattutto se i nostri gesti sono accelerativi - come avviene negli sport di squadra - e quindi abbiamo bisogno di spazio per accelerare.
Nel prossimo ed ultimo (almeno spero) audiovideo affronteremo il concetto del lavoro monopodalico sempre in ambito stiffness e vi darò anche la mia valutazione del lavoro isoinerziale (che continuo a non capire perché venga chiamato così) ed il suo rapporto con la forza reattiva, facendolo vedere come può essere utilizzato (a livello generale) anche per altri sport dove la forza reattiva non è presente nel gesto tecnico.
Il file PDF con tutte le diapositive utilizzate lo allegherò nell'ultimo audiovideo.