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Dopo l AIAC anche l' APFIP ha pensato bene di incrementare la confusione internazionale sulla pliometria con una lezione ad un suo seminario internazionale tenuta da Caterina Todeschini con un titolo presuntuoso "La mia Pliometria " . Dopo aver trovato il link me lo sono ascoltato avidamente e con attenzione ed ho trovato il nulla cosmico . Ciò che non ho trovato in entrambe le relazioni di Biscarini (AIAC) e Todeschini (APFIP) è proprio la Pliometria intesa come metodica a se che ha come starter il riflesso da stiramento indotto da una energia cinetica importante . Nella relazione della Todeschini in una indescrivibile confusione di sistemi ( come quella di Calà AIAC) si pretende ad esempio di allenare con un landing controllato di basso impatto una giocatrice che normalmente impatta al suolo da velocità verticali superiori in partita . Escluso chi sta recuperando da un infortunio che trova giovamento da queste metodiche , è come avendo un maratoneta che fa oltre 3 ore di gara ad una velocità di 5' al km , allenarlo ad una andatura di 6' al km (più lenta) per 60 min (meno tempo). In pratica lo stimolo è talmente blando in termini di Volume ed Intensità che non è allenante , ma rientra appunto nell allenamento di recupero .Se avete occasione guardatevi anche questa relazione , è veramente illuminante anche del percorso sbagliato con ci viene appunto denominato tutto PLIOMERTIA , che è invece un semplice metodo come il contRasto ,lo statico dinamico ,il piramidale etc . POVERE LE NUOVE GENERAZIONI CHE NON CONOSCONO I MAESTRI E LE LORO BASI.