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Prime 3 settimane di allenamento della forza nel calcio: 4a parte


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Dopo un breve riposo ferragostano, riprendiamo con la parte dedicata all'allenamento di forza nella prima fase di raduno precampionato. In questa parte trattiamo elementi più legati al controllo del corpo e alla progressione di questo lavoro e come esso si abbina ai lavori più "muscolari" che abbiamo visto nella parti precedenti.
Nella 5a ed ultima parte (lo giuro!!), ci saranno altri aspetti organizzativi che cercano di essere coerenti con le scelte metodologiche che regolano questa prima fase del raduno, dove cerco unicamente di recuperare quello che durante la pausa ho perso, e cerco di evitare danni e infortuni cronici che mi pregiudicherebbero la stagione e le mie possibilità di allenamento.

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L’allenamento della forza nel calcio nelle prime 3 settimane: quale forza e quali esercizi (3a parte)


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Non vi state sbagliando, i primi minuti dell'audiovideo di oggi sono gli stessi della fase terminale dell'audiovideo della 1a parte, dove rivedrete il buon Pompa fare le salite sul gradone. Questo perché mi serve per non spezzettare la spiegazione, infatti con tutto questo arriviamo a 25 minuti e mi scuso ma di meno non si poteva fare.
Vi avviso che ne abbiamo un altro di audiovideo dove parleremo ancora di forza, nel versante del controllo del carico, dove di pesi non se ne vedono. La cosa certa quindi che l'espressione di forza che privilegiamo in questa fase sarà quella dinamica massima, così come crediamo di interpretare bene noi dalla classificazione di Bosco, non Silvaggi e Alberti (ripeto senza alcun intento polemico con loro, chi vuole può andarsi a rivedere l'audiovideo dove specifico sul perché di questa interpretazione della classificazione di Bosco). Unitamente e con maggiore predilezione all'inizio del ciclo, daremo ad attività statiche e a bassa velocità anche in eccentrico al fine di tenere "tranquillo" il tendine con picchi di forza bassi.
Gli esercizi di questa sezione avranno come vedrete caratteristiche molto generali e l'unico obbiettivo sarà quello di recuperare i livelli di forza preesistenti senza andare incontro a problemi, alternati ad un recupero del controllo del corpo dapprima statico e poi dinamico, che vedremo nel prossimo audiovideo dove sono presenti esercitazioni più specifiche.

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L’allenamento della forza nel calcio nelle prime 2-3 settimane: quale forza e quali esercizi? 2a parte


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Dopo la valutazione della funzionalità muscolare che ci ha dato già delle buone indicazioni, ora vediamo gli esercizi di forza. Per i cultori della ghisa, passare avanti, trovate poco per le vostre brame, magari un po' più avanti forse qualcosa ci potrà essere. Per i sostenitori delle macchine, anche voi saltateli proprio questi articoli. Per chi vuol lavorare sulla forza massima, stesso discorso. La forza massima ha senso negli sport di squadra, secondo la mia modesta opinione solo per i ragazzi dai 18 ai 21 anni, dopo un paio di anni di lavoro tecnico, due anni prima per le donne - anche se su questo blog non se ne vedono molte, spesso impegnate nel lecchinaggio ai potenti per avere un "meritato" posto al sole (alla faccia delle pari opportunità!!).
Naturalmente questo vale per il calcio, altre direzioni potranno essere prese per il volley ed il basket, visto che il gioco si sviluppa con maggiore verticalità nel volley, una via di mezzo nel basket con verticalità ed orizzontalità che invece è prevalente nel calcio; vi è un ampio uso degli arti superiori sopra la testa nel volley e nel basket, che nel calcio non c'è visto che le braccia hanno un'altra funzione ovvero di stabilizzazione, soprattutto quando si calcia.
Ho diviso in due questa parte perché ci siamo divertiti ad analizzare un paio di esercitazioni nel dettaglio, con qualche simpatica sorpresa che ci aiutato nell'organizzazione del lavoro e nella scelta degli esercizi. Aspetto valanghe di critiche!!!

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L’allenamento della forza nelle prime 3 settimane di raduno: iniziamo dalla valutazione della funzionalità muscolare 1parte


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Se sei già sostenitore, effettua il login. Finalmente dopo il delirio dovuto all'arrivo e spedizione dei GPS e alle conseguenti problematiche inerenti al software ed alla sua sicurezza, oggi torno a fare il mio lavoro. Parliamo di come approccio, insieme ai miei collaboratori, l'allenamento della forza nel calcio nelle prime 3 settimane di raduno.
L'approccio che deluderà molti - soprattutto oggi - riguarda il fatto che non parliamo nella prima fase di carichi, % ed altre amenità del genere; anzi non credo che ne parleremo se non di sfuggita perché concordo in pieno che i lavori sulla forza massimale non vadano sviluppati nei calciatori, se non in determinati periodi out-season ed in certe fasce di età giovanili under 21, mancando totalmente il tempo per renderli strutturali come ha già scritto su questo blog Armando Fucci molto meglio di me e con ampie motivazioni con cui concordo pienamente.
Il primo punto da affrontare è infatti una valutazione di funzionalità muscolare che ci aiuta tantissimo a capire: quali sono le retrazioni muscolari globali ed analitiche del nostro giocatore e quindi ci consentono di proporre dei correttivi sia in termini di allungamento, ma anche di esercizi di muscolazione, naturalmente a catena chiusa, complessa e con carico libero come vedremo più avanti.
Il secondo punto riguarderà la progressione di esercizi in questo particolare periodo, che debbono avere ancora l'idea di recuperare i livelli di forza pregressi, senza dimenticare le peculiarietà del giocatore di calcio, che è spessissimo su una gamba (quando calcia sempre), e quindi in una situazione di equilibrio dinamico molto importante che non dobbiamo sottavalutare nell'impostazione dell'esercizio.
Altro che concurrent training di corsa lineare e pesi verticali, qui c'è molta più complessità di quanto si creda e gli esercizi vanno sempre dosati in rapporto a tutto quello che stiamo facendo.
Una sola cosa è importante da ricordare ed anticipare: se potete, danneggiate irreparabilmente le leg extension e leg curl, e mettete dei chiodi sui vostri tappettini per evitare che i vostri giocatroi facciano gli addominali a terra!!!
Anche perché gli operatori televisivi e i giornalisti rimangono affascinati e poi riprendono e commentano solo queste cretinate, chiamandola ancora preparazione atletica (che è un altro sport) e definendoci i preparatori atletici che appunto sono quelli che vengono dall'atletica leggera e che hanno fatto in questi 40 anni più danni della grandine a cominciare da Arcelli, danneggiando irreparabilmente l'immagine esterna che paghiamo tutt'oggi.

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Microciclo nelle prime settimane di raduno precampionato nel calcio: 7a ed ultima risposta a Troisi


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Con questa settima parte concludiamo il discorso sulla prima parte del raduno precampionato, in tempo reale in quanto appunto è durato circa 14 gg questo argomento. I dati differenzianti il lavoro tradizionale sono molti, proviamo a riassumerli sicuramente dimenticandoci qua è là qualcosa:
a) niente test metabolici, e tanto meno massimali quando si arriva al raduno, solo analisi di funzionalità muscolare, equilibrio e postura.
b) scegliere da subito metodi intermittenti e a fartlek al fine di dare stimoli di buona intensità (non massimale), seguite da pause utili a ottenere una potenza metabolica di 12-14 watt/kg;
c) individuare insieme agli altri componenti dello staff attività tecniche che non creino troppi problemi a questa fase di ripresa (campo limitato, mq per giocatore bassi, durate brevi delle singole fasi dell'esercizio), pur mantenendo le movenze ed i movimenti da calciatore ed avere un impegno metabolico tecnico un po' inferiore a quello della partita, limitando azioni di forza reattiva soprattutto ad alta velocità;
d) aumentare gradatamente la durata del lavoro a 12-14 watt/kg del 5-10% a settimana;
e) giocare a campo regolare solo verso la fine della 2a settimana, mai oltre i 45';
f) effettuare i test verso la 3a settimana, sempre submassimali per la parte metabolica e mai ad esaurimento;
g) costruzione di un microciclo che si abbini anche all'allenamento della forza funzionale ed alle necessità delle esercitazioni tecnico-tattiche, dando anche i giusti recuperi nel lavoro, e non produrre mai sedute sfiancanti;
h) essere in grado di modificare sempre il microciclo, sulla base della lettura esperienziale e attraverso continui feedback individuali che derivano dalla presenza costante del preparatore nell'esecuzione dei vari esercizi fisici e tecnici.

Quando uno sport scientist è in grado di fare questo? Questo è il mestiere di allenatore, a cui si aggiunge nel calcio la gestione di un gruppo (che non è poco davvero!). Sono certo anche che altri farebbero delle scelte diverse dalle nostre, con prinicpi e situazioni diverse, basta sempre specificare il perché di queste singole scelte, e noi speriamo solo di averle fatte e descritte chiaramente.
L'attuale situazione della scienza dello sport chiusa nella sua concezione analitica e parcellizzata dello sport mi sembra molto simile a quando negli anni '80, qualcuno ha creduto che parcellizzando il movimento e quindi allenando analiticamente il singolo muscolo si aumentasse la forza complessiva del movimento: questa ha giovato solo alla Technogym e qualche altra ditta di macchine di muscolazione; questo prinicipio era valido solo per i culturisti che appunto non hanno movimenti da sostenere ma pose.
Voglio ricordare che questa concezione ha portato alla strada chiusa dell'elettrostimolazione, vero binario morto della preparazione, negazione totale e definitiva del movimento e trionfo dello stupido muscolo che invece va comandato dal cervello in sinergia con tutti gli altri.
Se volete questo, continuate a farvi guidare nella costruzione dell'allenamento da chi vive in laboratorio, analizza un fenomeno alla volta e non vede mai un atleta o una squadra - infatti non li chiama mai nessuna squadra, avete notato? - saggi direttori sportivi e allenatori!!! Però vogliono dettare le regole dell'allenamento senza conoscerlo e senza esperienza. Rimanete confinati nel vostro laboratorio e soprattutto fate ricerche che vi vengono chieste dagli addetti ai lavori (siete voi al servizio degli allenatori e preparatori e non viceversa), non fate ricerche che non interessano gli addetti ai lavori ma servono solo a voi per dimostrarvi bravi con i compagnucci di scuola e per ottenere riconoscimenti internazionali che non servono ormai a nulla poiché pilotati dalle vostre congreghe.