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Ruoli e moduli nel calcio: quali rapporti?

 

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Irrompono i moduli di gioco, grande contraddizione. Riprendiamo un discorso fatto lo scorso anno sull'inconsistenza di questo approccio (almeno per me) e i dati che inizio a riportarvi dalla videoanalisi secondo il mio parere confermano la loro inutilità nella classificazione della gara. Ma ciascuno si può fare un'idea leggendo questo e il prossimo audiovideo, rigorosamente solo per i sottoscrittori.

Pubblicato il 5 commenti

La nuova sinottica ed i suoi dati suddivisi per ruolo

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Oggi vi riporto sia il controllo della sinottica rispetto ai dati dello scorso anno, qualche piccola ma significativa variazione c'è (anche nel metodo dell'analisi), e visto che me lo avete chiesto con insistenza, la suddivisione per ruoli con un po' di ragionamenti appresso, che saranno seguiti dall'analisi dell' impegno fisico per moduli di gioco (la prossima).

Se qualcuno ancora non lo sa, abbiamo aperto una pagina di discussione su facebook a cui tutti coloro che sono in regola con la sottoscrizione al blog possono iscriversi , richiedendolo sulla pagina stessa che si chiama laltrametodologia, oppure inviandomi un'email. Se non vi iscrivo vuol dire che non siete in regola con il pagamento, e immaginate solo quanto tempo ci vuole a preparare questi audiovideo. Se non ci sostenete, fra un po' chiudiamo e ritorna il pensiero unico, e tornate alle ripetute sui 1000 m e a sentir dire che la squadra non corre per colpa vostra!!!

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Vincere o perdere le partite: qual è il ruolo della condizione fisica e di qualche scelta strategica e tattica? 2a parte

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Come temuto, sabato e domenica è ricominciato il fuoco di fila delle cazzate sulla preparazione fisica: la cosa bella è che ne parlano i commentatori tecnici ex calciatori che evidentemente hanno assorbito negli anni tutte le minchiate sparate dai preparatori per difendersi dalle accuse che la squadra non corre. Una cosa che è apparsa evidente - a chi guardando le partite ha fatto caso alla nuova grafica piccola in alto a sinistra - che alla fine dei secondi tempi di gara, il tempo effettivo di gioco difficilmente ha superato i 50'. Se guardate quello che ho scritto, e la diapositiva apposita che metterò nel prossimo audiovideo, capirete che anche quello è un indice di condizione delle squadre che diminuisce nel corso del prosieguo del campionato. Nessuno ha notato questo dei commentatori, ma tutto un florilegio di carichi di lavoro da smaltire (!?!?), gambe pesanti, brillantezza, giocatore di gamba, mamma mia come stiamo messi... ed è un peccato ripeto, perché di fatto i commenti tecnici a me sembrano in buona parte validi, se si occupassero solo di quello sarebbe meglio.

Se i commentatori venissero informati sulle potenze erogate e su altre amenità di questo genere, forse starebbero su questo punto un po' più zitti ed eviterebbero strafalcioni.

Oggi continuiamo sulla nostra disamina del rapporto tra alcune componenti fisiologiche durante le partite per vedere cosa accade se si vince e si perde, e lo facciamo usando anche qualche altro elemento che ricorda anche un po' le scelte strategiche e tattiche delle squadre, ma le vediamo non più in generale, ma dal punto di vista di una squadra: in pratica come usare la videoanalisi per capire se la mia squadra non solo è in condizione ma se le scelte tattiche e strategiche sviluppate sono poi utili per il risultato oppure no.

Vi prego di attendere, ma abbiamo tanta carne al fuoco per i prossimi audiovideo: tutta l'analisi mirata sui tempi di recupero e come cambiano nel corso dell'anno, i diversi ruoli e come cambiano le sinottiche, il rapporto tra partite giocate in casa e fuori, le diversità di prestazione contro squadre più alte o più basse in classifica, i moduli di gioco e le loro richieste "fisiche" in rapporto alla squadra e ai ruoli; insomma tanta roba, se volete, indicatemi cosa vorreste leggere prima, potrebbe essere un suggerimento valido...

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Perché la potenza metabolica (Prof. di Prampero) va valutata come un dato meccanico e non metabolico

 

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Attenzione, non voglio minimamente entrare nella sfera dei migliaia di critici frustrati del lavoro del Prof. di Prampero sulla potenza metabolica, né sul suo concetto di accelerazione = corsa in salita a velocità costante per determinare la potenza.
Sono un credente ed un seguace del Prof su questa linea che considero sempre una grande rivoluzione.
Il fatto è che io non mi occupo di fisiologia in senso stretto, ma questa è secondaria per me, perché prima di tutto mi occupo di allenamento specifico.
Ha senso ormai secondo me parlare di metodologia dell'allenamento specifico. Rispetto a quando ho iniziato la mia attività 35 anni fa non esiste la metodologia di allenamento in termini assoluti, in quanto nessun principio può essere generale: pensate solo al concetto di progressività come cambia nel giocatore di calcio rispetto al kayaker che ha una gara importante l'anno. Non ho detto che non c'è il concetto di progressività, ma questo va adattato allo sport e all'evolversi delle gare.

Quindi parliamo di metodologia dell'allenamento per il calcio. Reputo quindi che il dato che ci fornisce il GPS sono dati di natura meccanica (cioè dovuti ad eventi cinematici e dinamici) e non rapportabili direttamente a ciò che spende effettivamente il calciatore per farli. E su questo sono sicuro che anche il Prof di Prampero è d'accordo. In questo lavoro che vedete e nel prossimo audiovideo viene dimostrato che:

a) l'idea del Prof. di Prampero sul rapporto accelerazione = corsa in salita a velocità costante è reale ed applicabile tramite la validazione da noi fatta con l'uso del metaboliemtro su 13 calciatori di serie A (spero se ne compiaccia anche il Prof di Prampero, abbiamo cercato di restituirgli un piccolo favore);

b) la riduzione della potenza metabolica a 5-Hz (da GPS a 10-Hz) è necessaria così come l'uso di formule derivate da Minetti e adattate alla situazione logistica;

c) che dobbiamo sempre leggere cosa succede in qualsiasi azione NON di tipo lineare come è stato fin adesso, perché ci sono mille rivoli di comprensione che possono portare a potenze diverse sulle stesse prove;

d) che il costo energetico in qualsiasi azione umana è decisivo per la performance, anche se difficile da misurare, ma questo deve essere sempre presente nella nostra mente quando pensiamo all'allenamento dove le componenti coordinative specifiche dominano sulle componenti condizionali e le asserviscono, non il contrario;

e) che spesso un alto V'O2max è indice di bassa coordinazione specifica e quindi i criteri di valutazione di esso sono assolutamente inutili principalmente per uno sport come il calcio e vanno presi con le molle anche per gli sport ciclici;

L'allenamento non è la fisiologia ma qualcosa di molto più complesso e non può essere ridotto ad essere sperimentato come se fosse un aspirina.

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Frequenza cardiaca e polso di ossigeno negli sport di squadra: contribuiamo a ristabilire la verità (2a parte)

 

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Non c'è alcun dubbio che le cose si evolvono e bisogna essere in grado di pensare sempre che l'innovazione, se compresa, può portarti dei benefici nel tuo modo di essere allenatore. Ed in questo la scienza dovrebbe essere all'avanguardia; invece alle novità spesso frappone il peso della sua potenza politica e soprattutto viene frenata per non bloccare la carriera individuale dei ricercatori.
È chiaro che uno che ha speso tutta la sua vita a validare - con poca intelligenza ma solo con metodo prevalentemente da statistico - i lavori degli altri sulla frequenza cardiaca si trova spiazzato quando si affaccia un nuovo sistema di controllo: nessuno lo citerà più nei lavori scientifici e quindi il suo impact factor o diavolerie simili da salumieri (riguardarsi il film "L'attimo fuggente" di uno straordinario Robin Williams) si abbasserà, ed anche il suo peso a livello scientifico.
Se nelle università di scienze motorie ancora si usano per misurare il carico di allenamento i soli cardiofrequenzimetri (o l'RPE, incredibile e ridicola scientificizzazione di quello che dovrebbe essere la qualità che vede l'allenatore mediata dalle bugie dei giocatori furbi), e non si danno ai futuri laureati di scienze motorie anche le ultime innovazioni perché non si è capace a usarli in maniera moderna, questo è veramente un crimine.
Ricevo ogni giorno messaggi da studenti o neolaureati di scienze motorie (oltre ad averlo direttamente toccato con mano in qualche lezione fatta in giro per l'Italia) che ci ringraziano a noi del blog in maniera disinteressata (posti di lavoro non ne possiamo dare!!!), perché senza di noi non saprebbero nulla di queste nuove metodologie e sarebbero fermi a cuscinetti morbidi e cardiofrequenzimetri. Se questo è il nostro ruolo ci fa piacere ed un senso di vergogna dovrebbe pervadere certi personaggi che invece hanno sempre la faccia di bronzo e ruotano come le banderuole senza idee ma sempre pronti ad occupare una sedia o una poltrona.
E noi continuiamo su questa strada guardando e rimarcando anche i nostri errori fatti nel passato (ma anche oggi per carità), perché sugli errori si impara veramente e si impara anche a riconoscere chi prima di te è arrivato ad impostare la soluzione del problema.