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Isoinerziale: dalle azioni generali a quelle specifiche (3a parte)


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Intanto il massimo della soddisfazione è vedere che per il seminario di Verolanuova del 18 marzo già ci sono 25 iscritti in 3 giorni

Vi ho fatto aspettare un po' di più, ma come fanno ogni tanto le riviste oggi un numero doppio cioè 40 minuti di audiovideo circa per concludere la mia personale esperienza con l'isoinerziale nell'amnbito delle trazioni, prima generale e poi applicate allo sport specifico.
Il ritardo è dovuto al travaglio che qualsiasi autore ha quando deve far vedere dei suoi lavori, a come metterli in successione, oltre naturalmente ai tempi di elaborazione dei dati e alla costruzione dei grafici che porta comunque via un sacco di tempo.
Debbo considerare che se non ci fosse il blog questo materiale non lo avrei mai sistemato in questo modo, ed invito quindi tutti coloro che fanno un'esperienza numericamente utile, a portarla all'attenzione degli altri, non fosse altro per razionalizzare la propria attività.
Poi comunque troverete critiche serie o faziose, perché quando si fa qualcosa è sempre attaccabile perché manca un particolare o quant'altro, ma proprio questa paura non ci fa progredire.
Impariamo tutti dai nostri errori, è il miglior sistema didattico, quindi affrontiamo con serenità anche le critiche, se sono serie e ci fanno migliorare.

Chi non commette errori sono quelli che non fanno nulla, oppure studiano cose già risapute e ripetono a pappagallo studi già fatti, anche nelle ricerche scientifiche.

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Isoinerziale: quale guadagno dal riflesso da stiramento? (2a parte)


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Chiedo scusa nell'audiovideo ho ripetuto due volte una spiegazione, ma sono certo che repetita iuvant in questo caso!!!

Oggi sono riuscito ad analizzare molto dettagliatamente quello che succede quando confrontiamo lo stesso movimento con la stessa ampiezza svolto nella fase concentrica pura e quella invece preceduto da stiramento muscolare sviluppato in tempi brevi, dove quindi interviene il riflesso da stiramento. Anche stavolta ho svolto l'analisi non sul classico movimento di squat ma sempre sulle trazioni, ma naturalmente poi svilupperò tutta una parte dove ho fatto esperienza e raccolto dei dati con i movimenti degli arti inferiori.
Credo comunque che questo di oggi faccia giustizia sulle enormi imprecisioni che sono state dette sui vantaggi fantasmagorici che dà il riflesso da stiramento, e lo ridimensioni ad un fenomeno sicuramente importante ma non così enorme come ci è stato fatto credere dalla letteratura che ci inganna e ci depista più di quanto dica la verità.

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Isoinerziale: qualche informazione di base (1a parte)


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Dopo il contributo di Alfredo Genco sull'isoinerziale, mi sono reso conto che sicuramente è un argomento di interesse, ma che forse non tutti conoscono bene il funzionamento della macchina isoinerziale e soprattutto le sue molteplici implicazioni.
Faccio presente che ho sentito parlare per la prima volta in maniera dettagliata di questa apparecchiatura da Roberto Sassi ad un seminario a Majori se ricordo bene circa 3 anni fa e con Elisabetta abbiamo acquistato dall'Inghilterra una macchina isoinerziale denominata VersaPulley, in quanto ci sembrava adeguata ad alcune necessità di allenamento del kayak.
Lavorandoci sopra, abbiamo visto che ci sono tantissime possibilità di applicazioni di movimento, su piani ed assi diversi, tanto da rabbrividire al pensiero che tale apparecchiatura è stata montata sulle leg extension e leg curl, massimo dell'aberrazione del lavoro muscolare analitico!!!
A tutt'oggi le macchine proposte, ad esempio solo per fare lo squat con tanto di pedana, risultano a mio avviso troppo limitative della grande varietà d'uso che può essere sviluppata. Nel corso di questi audiovideo che parleranno delle possibili applicazioni dell'allenamento isoinerziale, cercheremo di darvi il nostro punto di vista, corroborato come sempre da dati di esperienze che possano meglio esemplificare come poter estendere questa forma di allenamento, che può avere diversi vantaggi.
Vi prego, come avete fatto con Genco, di farci capire se il livello di esemplificazione è troppo basso o troppo alto, e se quindi necessitate di altri approfondimenti, tenuto conto che ci saranno almeno 4 audiovideo di base su questo argomento.
Come al solito il mercato ci ha preso per gonzi, richiedendo cifre astronomiche per queste apparecchiature che invece, proprio per la loro facilità di uso, trasporto e vantaggi, possono essere realizzate a prezzi molto più bassi e anche con sistemi di controllo che possono aiutarci a capire che tipo di forza facciamo (nelle diverse fasi eccentriche e concentriche), e con che qualità. Aspettiamo vostre indicazioni.

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Reiterazioni nel calcio: correzioni annunciate e un po’ di sana autocritica


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Ultimo dell'anno e comunque non smettiamo di produrre contenuti.
Questo consideratela come una mia autocritica, necessario per rimettere a posto una cosa che può avervi fuorviato in parte nella costruzione degli allenamenti.
Per un errore mio nel software calcolavo le azioni singole anche se quest'ultime erano le prime delle azioni reiterate; questo ha di fatto aumentato il numero delle fasi ad azione singola rispetto a quelle reiterate. In pratica vi avevo detto che le azioni singole erano circa il 50% del totale ed invece sono solo il 30%. Questo comporta quindi che ci sono più fasi ad azioni reiterate (circa il 50%) rispetto a quello comunicato precendentemente (circa il 70%). In pratica ci troviamo di fronte al fatto che ogni fase ad azione singola viene seguita da una fase ad azione reiterata.
Non è purtroppo un errore da poco quindi vi suggerisco di riadeguare i vostri standard.
Non c'è dubbio che l'elaborazione di queste migliaia di dati possa comportare qualche errore di cui mi assumo la responsabilità, ma penso che abbiate la sensazione che lavorandoci io tutti i giorni, ogni tanto mi accorgo di qualcosa che non torna su cui ragiono nuovamente e a volte trovo l'errore.
La cosa più semplice per non sbagliare è sicuramente quello di non fare niente, oppure peggio ancora come fanno alcuni nostri pseudo scientists, di far finta di non aver sbagliato e di aggrapparsi come una coperta di Linus alle evidenze scientifiche pubblicate (faccio presente che se io avessi pubblicato queste cose non se ne sarebbe accorto nessuno dell'errore!!!).
Quindi buon fine dell'anno a tutti, godetevi il cenone e lo spumante, e pronti comunque a nuove e sempre stimolanti sfide!!!
Dimenticavo, questa parte con audiovideo e PDF è totalmente riservata ai sostenitori del blog ed anche, per quello che contano, gli auguri di buon 2013.

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2c2 senza gabbia ma con le sponde: cosa cambia? (Fucci-Bovienzo)

 

Anche oggi, nonostante le feste natalizie, gli abbacchi e i panettoni, voglio riportare il contributo di Armando Fucci e Pasquale Bovienzo che chiudono la "saga" del 2c2 in spazi 17 x 10 come lavoro neuromuscolare. Gli autori infatti analizzano la situazione stavolta senza l'uso della loro gabbia "Gladiagol" e ci consentono di capire che con opportuni accorgimenti, si possono ottenere degli indici simili a quelli letti in precedenza. Una chiusura di 2012 con i fiocchi per il Blog, grazie al grande e costante impegno di Armando Fucci e dei suoi colleghi al Benevento calcio.
Sono anche molto soddisfatto della risposta che ha avuto il primo audiovideo sull'isoinerziale, a tutt'oggi molto scaricato anche nelle vacanze di Natale, e del dibattito che si è creato.
Credo proprio che il primo audiovideo del prossimo anno lo svilupperò su questo, anche magari tornando un po' indietro sul funzionamento di questa attrezzatura e sulle semplici registrazioni di forza e velocità fatte da me anche in modalità diverse da quelle proposte da Alfredo Genco.
Sempre con l'idea che è opportuno conoscere questa particolare modalità di lavoro muscolare, che come sempre la letteratura "scientifica" ci ha proposto in maniera spesso sbagliata e fuorviante, perché può dare stimolo a diversissime espressioni di forza e ripeto soprattutto essere usata con concetti anche più funzionali.
Poi ognuno ne tirerà le proprie conclusioni applicative senza aspettare che qualcuno ci dica come si fa ma pensando noi nel nostro specifico come può essere applicata allo sport che alleniamo.