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Allenamento intermittente: riparliamo dei presupposti

 

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Come vi avevo promesso sullo stimolo di un vostro collega che mi ha chiesto informazioni sulla diversità del 15-15" 30-30", penso che dopo due anni circa riparlare un attimo dei presupposti dell'allenamento intermittente possa essere utile per tutti, anche per dare una rinfrescata a concetti di fisiologia che stanno alla base di questo sistema di allenamento. Ho diviso in due parti questo argomento, e nella seconda parte, che sarà solo per i sottoscrittori del blog, affronteremo l'aspetto pratico della creazione dell'intermittente, stavolta partendo dalla durata del recupero e poi via via reinserendo attraverso una tabella un po' complessa tutti gli altri parametri.

Il sistema intermittente è molto biologico, se tocchi un parametro, tocchi anche gli altri, quindi il costruirlo è molto più complicato di fare delle semplici ripetute. Bisogna avere competenza ed esperienza e non preoccuparsi di sbagliare, ma annotarsi sempre quello che si fa e valutare bene tutti i parametri possibili. Gli errori più grossi sono stati fatti proprio quando in Italia si è introdotto questo concetto della durata uguale al recupero (tipo appunto 10-10", 20-20", 30-30"), che invece è solo un danno in quanto si tende a far pensare che quello che conta è il rapporto 1:1 tra durata e recupero, bestialità assoluta come vedrete nel corso di questi due audiovideo. Ma naturalmente quando si ritengono valide ipotesi proposte da dilettanti allo sbaraglio ma che lavoravano in serie A, le cazzate si sprecano. E comunque ribadisco che il lavoro intermittente è caratterizzato dalle pause brevi entro 30", e poiché il calcio ha la maggioranza di pause di questa durata, già lo stesso lavoro calcistico è per definizione intermittente: non credo che siano necessari altri particolari lavori per esso, se non in determinate fasi di preparazione. Il lavoro intermittente codificato è invece molto adatto per gli sport di RBD e RMD (resistenza di breve e media durata) elettivo per questi sport che durano da 45" a 8-10 min, e su questo gli allenatori di questi sport devono ancora ragionare e molto, dato che risulta chiara la non perfetta comprensione dei principi che ne stanno alla base ed il suo conseguente utilizzo.

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Gli allunghi nella partita di calcio e nell’allenamento: necessità o abitudine?

 

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Oggi torniamo al calcio, è circa un mese che non ne parliamo e ci sarà qualcuno in crisi di astinenza: faccio presente però che tornerò ancora a parlare di forza resistente e farò anche un audiovideo prima di natale sull'allenamento intermittente, per riprendere qualche concetto visto che non ne parliamo da diversi mesi. Mi occupo di allenamento intermittente dal 1985 circa e quindi a volte non mi rendo conto che ancora i suoi parametri e come organizzarlo non sia ben compreso. Certo è che se faccio riferimento agli articoli di Rampinini su questo argomento sono fuori strada completamente. Bisogna viverlo quotidianamente per saperlo manipolare, non bastano quattro cazzate parzialissime lette su Medline, e poi è necessario far riferimento allo sport che si pratica: ad esempio nel nuoto con accelerazione bassa si puo giocare anche sui recuperi di 5", nel ciclismo invece dove dobbiamo accelerare molto non possiamo che scegliere il massimo del recupero consentito etc.

Oggi invece vorrei portare l'attenzione su uno dei cavalli di battaglia dei preparatori atletici vintage e cioè gli allunghi, questo magico esercizio che migliorerebbe la tecnica di corsa dei nostri calciatori? Vabbè lasciamoli dire. Vi porto un po' di numeri riferiti all'esecuzione di questi gesti visti con il GPS e poi a quello che succede in partita, in modo che ognuno si faccia una sua idea.

Voglio ringraziare Dario Pompa e Matteo Basile che mi hanno suggerito indirettamente questo argomento, spero che aiuti meglio nella comprensione dell'attività rettilinea del giocatore e fornisca anche all'allenatore un'idea più precisa di come si muovono i giocatori nei diversi ruoli in campo su questo specifico argomento.

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Andamento della prestazione fisica e dei suoi parametri di squadra durante l’anno di campionato (3a parte)

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La rivista Scienza & Sport, visto che vivo in campagna mi arriva con molto ritardo: venerdì scorso ho raccolto la preziosa pubblicazione giunta al n.24 e ho puntato qualche articolo, non tutti per carità; ho visto un articolo sulla video match analisi (lo dico all'italiana perche non mi ricordo mai dove cazzo va messa la y!!!) e mi sono precipitato a leggerlo.

L'autore Agostino Tibaudi debbo dire che lo avevo apprezzato per alcuni suoi spunti di riflessione sui Cambi di Direzione che in nuce contenevano degli elementi interessanti e innovativi anche per l'allenamento. Mi sembrava un attento osservatore fuori dai pregiudizi, tanto che citava anche nei suoi vecchi lavori qualche cosa che avevo quantizzato anch'io su questo argomento e lo avevo visto ad un nostro seminario sulla forza funzionale del calcio.

Quando ho letto i contenuti della VMA (sigla tanto per fare un po' di confusione) mi sono cadute veramente le braccia per lui, ma debbo dire che dopo qualche minuto di scoramento per la poverta dell'esposizione, mi sono anche consolato valutando che ci sono circa 3 anni di ritardo con quello che sto studiando. Meglio così.

Per un lettore superficiale sottolineo alcune cosette:

a) ancora un'analisi sulle distanze e ancor più sugli sprint oltre 20-25 km/h, infatti è citato ancora Di Salvo in bibliografia quando quel lavoro andrebbe stracciato;

b) esistono CdD maggiori di 100 gradi a oltre 21 km/h? spero sia un refuso... se non ricordo male si fa fatica a trovarne uno a 14-15 km/h perché ahimè bisogna frenare per cambiare direzione a quegli angoli;

c) ancora la suddivisione sulle accelerazioni in valore assoluto quando, ripeto, se accelero a 2m/s^2 sto quasi al massimo se sto a 12-14 km/h, mentre se sto fermo l'accelerazione è modestissima;

d) il microciclo settimanale descrittivo con il lavoro del GPS con il maggior giorno di carico del martedì con la partita la domenica???

e) una ricerca di una cosa impossibile: il legame tra il gol segnato e la prestazione fisica, ma nessun accenno alle reiterazioni. Forse io non sono in grado di capire, ma gli indici di efficienza fisica e di performance sono un po' renziani.

f) una bibliografia che oltre a citare i soliti noti (per dovere di ospitalità!) che ancora non hanno ben capito cos'è la potenza metabolica, è ferma a 4 anni fa;

Sono tornato indietro perché mi sono detto, forse è la prima parte di una serie di articoli su questo argomento, ed invece no, argomento secco.

Beh, visto che da poco su questa rivista hanno pubblicato uno studio pilota sui GPS senza la potenza e sulla match analisi, e il livello è questo, posso anche smettere di fare audiovideo per tre anni circa e voi avete tutto il tempo per leggerli e studiarli ed essere all'avanguardia sul modello prestativo del calcio in molte variabili fisiche, tecniche e tattiche.

Con questo di oggi assolutamente dedicato solo ai sottoscrittori termino la parte riguardante l'andamento durante l'anno dei diversi parametri della videoanalisi che ci danno una interpretazione dello stato di condizione della nostra squadra, non più legato solo ai parametri fisici ma anche a quelli tecnico-tattici che lancia l'ormai ex preparatore fisico in una dimensione molto più tecnico-tattica, con un notevole ampliamento delle sue potenzialità metodologiche e non più legate genericamente al fitness del calciatore.

Faccio mea culpa, ho assolutamente tradito il titolo, perché pensavo di parlare anche di andamento individuale ma rimando a qualche successivo audiovideo questo argomento, anch'esso secondo me molto importante e foriero di cambiamenti nella strategia valutativa del singolo.

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Aggiornamento per come leggere la prestazione fisica in partita dalla videomatch analysis: il preparatore fisico deve avere informazioni tattiche

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Circa un anno fa avevo pubblicato un audiovideo che parlava di come si poteva leggere la prestazione fisica in partita tramite la videomatch analysis: oggi credo che alla luce di ulteriori aggiornamenti e approfondimenti, i dati in lettura siano molti di più, e debbono anche per un preparatore fisico essere molto più attinenti alla tattica della squadra e ad altri parametri che sono legati ad essa.

Essendo ormai finiti i tempi dei preparatori "coglioni" che dicevano: <<Non ti preoccupare mister, la squadra la faccio correre io>>, e magari si vantavano se una volta per culo avevano vinto o pareggiato negli ultimi minuti, oggi penso che qualche dato sia in grado di farci capire meglio di cosa stiamo parlando.

Insisto sul fatto che anche i commentatori televisivi contribuiscono a peggiorare la situazione dicendo cose senza alcun fondamento numerico: è un dato di fatto che noi vediamo in televisione sempre la palla e quindi, se uno fa 3 azioni intense in 2 minuti ecco subito fuori la stronzata che "ha gamba" oppure, che se la squadra attacca di più "ha una condizione fisica ottimale" mentre l'altra "sta ancora smaltendo i carichi di lavoro".

A tal fine vi porto 3 partite del campionato di quest'anno della stessa squadra che ha perso, pareggiato e vinto, e ve le descrivo: ognuno le legga a sua modo senza sentire il commento e poi vediamo. Sarebbe molto interessante vedere questi dati insieme al commentatore televisivo, facendogli risentire tutte le fregnacce che ha detto dal punto di vista fisico.

Finché un presidente che caccia i soldi - o almeno così dice - annuncia alla stampa che la squadra ha una condizione "atletica" penosa, lo obbligherei a fare la videoanalisi della partita e poi vedere se quello che dice è vero o falso: se è falso deve cacciare 100 mila euro perché ha insultato pubblicamente il suo collaboratore (preparatore fisico) e gli ha rovinato la reputazione.

E non sto dicendo di valutare la condizione fisica con i test fasulli che girano da 30 anni, con qualche ammodernamento che con la prestazione calcistica non c'entrano nulla (non so se è una mia impressione, ma di queste cose comincio a sentirne e leggerne di meno... o è una mia speranza!?) ma con la videomatch analysis, che ci dà dei dati oggettivi da legare tra loro.

Questo lo lascio pubblico, non è che ho dimenticato la 3a parte dell'andamento annuale etc ma questo vi rinfresca a tutti le idee, almeno credo. Nel prossimo audiovideo ci saranno alcune conclusioni sull'andamento di squadra e quello sarà privato, come anche private - solo per i sottoscrittori - sono le diapositive di questo audiovideo.

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Ancora un piccolo miglioramento: la versione 9.078e del software LagalaColli

Ciao, chi è possessore di un GPS può scaricare la versione 9.078e del software con alcune migliorie nelle tabelle interne e nella selezione dei dati, piccole cose che ci vengono segnalate da voi e che volentieri correggiamo.

Lunedì o Martedì, l'ultima parte degli audiovideo sull'andamento annuale dei parametri della videoanalisi unitamente anche ad un analisi di alcune partite del campionato di quest'anno per vedere come leggere l'impegno fisico e valutare eventualmente la condizione della squadra: ci sono 3 esempi molto simpatici...

Poi mi dedicherò a qualcosa che mi è stato richiesto nell'ambito della metodologia dell'allenamento per modificare "il colore" delle fibre, che affronterò alla mia maniera, ed un piccolo riassunto personale sul concetto di disequilibrio e allenamento della forza (niente di nuovo, ma la mia esperienza dai cuscinetti al disequilibrio indotto).

L'ultimo argomento riguarderà degli effetti di diversi allenamenti di forza che noi crediamo tali ma che provocano effetti sulla coordinazione specifica. Così per un po' ci stacchiamo dal calcio, dai GPS e dalla videoanalisi, vi avrò rimbambito oramai. Se volete qualche approfondimento su questi argomenti basta dirlo, se sono in grado ci provo...