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Al fine di approfondire meglio l'uso del rapporto potenza-durata negli sport di squadra, credo sia molto utile ragionare per differenza. Infatti il lungo audiovideo di oggi (che vi basta per tutta la settimana) si basa sulle esperienze da me ed Elisabetta Introini sviluppate in quest'ambito in oltre 25 anni di lavoro. In pratica cerchiamo di rimuovere la maledizione fisiologica sull'allenamento (allenare la potenza aerobica, il lavoro lattacido, la base aerobica etc), rimettendo al centro del programma di allenamento il modello di prestazione, quindi la velocità e potenza gara ed in questo caso anche la frequenza gara cioè il numero di colpi al minuto (HPG). Se al centro di tutto è il modello, è molto più semplice capire se sto facendo un lavoro molto o poco utile, correlato o meno e quanto con la prestazione; quindi l'aspetto fisiologico dell'allenamento assume caratteristiche secondarie, da non trascurare, ma non sono più il soggetto principale dell'allenamento. Se fate un grosso sforzo, probabilmente comprenderete perché diventa importante poi trasporre questo concetto dallo sport ciclico allo sport di situazione, considerando anche che questo sport si base su prestazioni che vanno dai 30 secondi ai 3'30" e che invece nel calcio bisogna ragionare su 90'.
Nella prossima ultima parte tornerò a blocco sul calcio e trarrò alcune mie conclusioni sull'impostazione dei tempi di allenamento nel calcio e nella potenza conseguente, portandovi anche qualche esempio effettivo che spero chiarirà definitivamente quello che io intendo. Lo dico anche subito, non mi aspetto nessuna reazione a questo audiovideo dal mondo del kayak, ormai con elettroencefalogramma piatto.




: "Allora è sempre interessante ascoltare Colli... avrei gradito vedere degli esercizi pratici in più anche perché la macchina isoinerziale non me la posso permettere ma la ritengo un'evoluzione della pesistica adattata... molto utile... cmq nel complesso molto bene"
