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Consecutività di azioni intense e tipologia della pausa nel calcio

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Oggi solo per i sottoscrittori credo che ci sia un'ulteriore chiave di lettura per comprendere bene come scegliere le modalità di allenamento nel calcio, in base al suo modello.
Se nell'audiovideo precedente l'orizzonte dei sistemi si era diradato - da come ho gradito i vostri complimenti sulla chiarezza della mia esposizione - oggi credo che non ci sia più alcun dubbio su come analizzare i vostri allenamenti per capire che cosa avete fatto e soprattutto di come questi si avvicinano al modello prestativo, accentuando i diversi aspetti specifici riguardanti la forza, l'accelerazione, le frenate, i CdD.
Spero veramente che adesso non ci siano più alibi per rifugiarsi nella coperta di Linus del lavoro sulla "potenza aerobica" che purtroppo ancora va per la maggiore tra gli operatori del settore, ed invece ci si possa finalmente tuffare nel grande mare della creatività del lavoro variato, con le giuste proporzioni, intensità, recupero, durate e alternanze corrette; ma soprattutto si venga abilitati a discutere del lavoro che fa l'allenatore e della possibilità di suggerirgli variazioni.
Non solo stucchevoli possessi palla, ma anche alternanze rapide di lavori a campo aperto sono l'essenza di questo gioco che appassiona milioni di spettatori.

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Ancora sul modello prestativo: le alternanze codificate della potenza

[wpvideo L0HtK3Z8]


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Oggi diamo in pasto a tutti l'audiovideo, poiché ci sono delle indicazioni che sarebbe veramente una cattiveria non portare all'attenzione di tutti, quindi i sottoscrittori non siano gelosi, terrò per loro nel prossimo qualcosa di ancor più approfondito sulle alternanze di potenze elevate e potenze di recupero nel calcio, e comunque il PDF sarà solo per loro.
In sostanza, quando si cerca un modello, un punto chiave è capire cosa si può trasferire all'allenamento.
Credo che oggi - se qualcuno aveva ancora dei dubbi - riusciremo a capire definitivamente che tutto quello che veniva fatto fino ad ora è obsoleto e scarsamente adeguato: durata dell'azione intensa, livello di potenza dell'azione intensa, durata dell'azione di recupero e livello della sua potenza, sono gli elementi cardine che troverete oggi e vi faranno capire se state andando nella direzione giusta delle alternanze di fasi intense e non, oppure ritornate alle ripetute sui 1000. Buon ascolto e vi chiedo di commentare se ci sono delle zone meno comprensibili, ma tutto quello che c'è oggi va assolutamente capito nel giusto senso.

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Confronto tra modelli prestativi di calciatori di Serie A e LegaPro


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l'audiovideo di oggi è il primissimo frutto (ce ne saranno altri!!) della collaborazione dei possessori di GPS che mi hanno mandato i dati originali delle loro partite amichevoli (in questo caso di LegaPro) che ci consentono di poter fare in tutta fretta e senza tanti fronzoli un confronto tra il modello prestativo del calciatore di serie A e appunto quello di LegaPro.
Quali differenze?? Basta vedere l'audiovideo (rigidamente dedicato solo ai sottoscrittori) per saperlo!!!
Dopo aver letto questo, invito tutti quelli che hanno i GPS Qstarz a 10 Hz di inviarmi, se vogliono, i loro dati di partite amichevoli soprattutto di settore giovanile perché credo che sia molto utile poterle analizzare e catalogare per categorie di qualità e di età dove il modello può essere diverso, specificando appunto categoria e se potete il ruolo in cui gioca. Naturalmente anche gli altri di altre caetgorie senior, inviatemi i dati csv delle vostre partite, l'unione fa la forza e possiamo avere vari modelli in rapporto a categorie, livelli età in tempi brevissimi, grazie al software che ci consente di creare un database direttamente dai vostri dati!!!

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Confronto modello prestativo su due squadre di serie A a distanza di un anno

[wpvideo gwUUeLAL w=500]
aggiornamento Blog modello prestativo 2012

Oggi, a distanza di oltre un anno dall'uscita dell'articolo "La rivoluzione del calcolo della potenza metabolica nel calcio" pubblicato sul sito di Roberto Sassi, voglio ritornare sul luogo del delitto: il modello prestativo del calcio visto dal punto di vista della potenza.
Avendo sviluppato in quest'ultimo anno molte rilevazioni su partite amichevoli di due squadre di serie A (congiuntamente ai miei collaboratori Marra e Savoia), abbiamo cercato di verificare se c'è una certa stabilità del modello studiando anche il confronto tra i due sistemi di rilevazione diversa (GPSports a 15 Hz "fasulli" perché sono a 5 Hz con integrazione dall'accelerometro e GPS Qstarz a 10 Hz), riportati entrambi a 5 Hz per i noti motivi relativi alle fasi di volo della corsa umana.
Naturalmente vi lascio alla lettura per scoprire cosa succede. Vi informo solo che sempre più l'analisi della velocità e della distanza risultano inadeguate a fornire indicazioni corrette sull'impegno effettivo del calciatore, tanto da poterla definire Paleomatchanalysis, come paleosportscientists risultano gli sports scientists che insistono su questa, senza rendersi conto che il vento è cambiato.
All'interno di queto audivideo c'è un ulteriore approfondimento sulle accelerazioni e decelerazioni, dove debbo dire che ho fatto un po' di casino sulle suddivisioni, ma adesso credo di essere giunto ad una conclusione e definizione che implementerò in maniera definitiva nel software del GPS.

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I CdS: caso particolare ed importante di CdD (3a parte)


[wpvideo Bm1u7A9R w=300]
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Stamattina anche se non certo recuperato al 100% credo di essere tornato operativo ed ho un contatto con il nostro blogger Luca Negri per gli ultimi dettagli per la pagina riservata ai possessori di GPS dove entro 24-48 h (sperando di non avere altre ricadute) immetterò i nuovi software pronti oramai da giorni e soprattutto gli audiovideo dove potrete ascoltare e vedere, oltre al funzionamento e le particolarità del software, anche la prima fase di creazione del database per gli esercizi, che ci sarà utilissimo per scambiarci informazioni ed archiviare in modo leggibile (speriamo!!) i nostri dati e poterli sottoporre a valutazioni anche di tipo statistico.

La nostra cavalcata sui CdD entra in una zona che pensavamo conosciuta, i cambi di senso (CdS), ma come sempre quando si approfondiscono le cose si scoprono sempre dettagli a volte trascurati o proprio non visti nelle analisi precedenti.
Come sappiamo, nel CdS abbiamo il massimo del rallentamento, quindi la fase di frenata è molto stimolata in questo tipo di azione: se analizziamo - sezionandolo nelle due fasi di accelerazione e frenata - notiamo una nettissima differenza di potenza metabolica espressa almeno 4 volte più alta nell'accelerazione rispetto alla frenata, che invece da un punto di vista cinematico e dinamico risulta più impegnativa (si frena da una velocità poniamo di 20 km/h con il 60-70% del tempo con cui si accelera); quindi dobbiamo in questo caso pensare che la potenza meccanica espressa sia più alta in frenata e questo lavoro muscolare eccentrico costa metabolicamente 4-5 volte di meno rispetto a quello concentrico, ma non muscolarmente!!!
Se analizziamo solo la potenza metabolica, questo rischia di non farci capire troppo bene l'importanza di questa fase ed il peso che essa ha sul lavoro muscolare.
L'audiovideo aiuta a capire meglio le due fasi ed il loro peso, e prepara la strada ad alcune soluzioni di valutazione che immetteremo nei prossimi audiovideo: via libera alla vostra fantasia e conoscenze per provare ad anticiparle e magari anche suggerirle.