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Ve lo assicuro: non sono andato in vacanza. Quando ho approcciato questa parte e cioè la valutazione della forza, non credevo di andare incontro a tante complicazioni: ho dovuto riprendere parecchie cose e riammodernarle e soprattutto, come mi accade sempre, rimettere insieme molti dati sparsi di esperienze passate mi dà degli stimoli di curiosità nuovi che al tempo non erano saltati fuori.
Sarà la continua esperienza che facciamo, ma ti accorgi che una cosa che credevi ultimata non è completa, alla luce delle nuove acquisizioni, o forse avevi trascurato un aspetto che prima insignificante ora assume un ruolo importante.
Ora spero di aver capito in che modo approcciarlo e renderlo fruibile al vostro ascolto, critica e giudizio, che vi invito più assiduamente a fornire.
Siete in molti ad ascoltare, siamo arrivati a oltre 300 mila visite in meno di un anno, mi accorgo di non conoscere molti di voi che si associano perché sono di una nuova o nuovissima generazione, e avrei piacere anche a sapere dell'interesse su quali argomenti. Inoltro insisto nell'invito a molti che conosco di fare qualcosa, di portare la propria esperienza agli altri: non capisco perché molti si ritraggono di fronte a ciò, quando l'esporre la propria esperienza è sicuramente un accrescimento culturale, anche per chi lo fa.
Categoria: VBT
Il metodo della velocità e del tempo per la determinazione dei carichi massimali (2a parte)

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Anche oggi ritorno su alcune problematiche della forza, soprattutto per ciò che riguarda la determinazione dei sovraccarichi per allenarsi sulla forza massima, e sempre oggi parleremo a titolo esemplificativo delle spinte su panca, che rappresentano un esercizio facile da monitorare.
Naturalmente questo significa che dovremo sempre distinguere i metodi da utilizzare per le spinte rispetto ad esempio allo squat e alle trazioni. Sappiamo invece che il metodo Brzycki vale per tutti i tipi di movimenti, cosa oggettivamente assurda, basta pensare alle trazioni, molto più dipendenti dallo spostamento che dalla velocità.
Ripercorrerò oggi una tesi, o meglio solo una parte della tesi sviluppato con uno studente (maturo!!) Gianfranco Aquaro di Scienze Motorie di l'Aquila che si è rivolto a me per svilupparla. Tale tesi mi ha consentito di approfondire, anche con l'uso della pedana di forza sdoppiata della Globus, argomenti che avevamo messo già in cantiere con Marcello Cipriani negli anni felici di Tor Vergata prima che gli invidiosi si coalizzassero per chiudere questa esperienza negandola agli studenti; tali studi fatti con Marcello li riprenderò soprattutto quando si parlerà di squat e di metodi di allenamento della forza massima.
Ho intenzione di continuare comunque su questa strada che mi porterà poi a sviluppare quello che sono i miei attuali concetti di allenamento di forza che su queste linee sono sviluppati e vi invito a non trascurare questa prima parte poiché contiene già gli elementi di passaggio per capire come sono arrivato poi a certe scelte (anche se la alternerò con altri audiovideo inerenti maggiormente agli sport di squadra).
In questa e nella prossima parte dimostriamo come la velocità in sostanza non sia così decisiva per la determinazione del carico, in quanto variabile da esercizio ad esercizio, e comincia ad affacciarsi la necessità di utilizzare gli encoder per determianre il tempo di contrazione che effettivamente sembra proprio scandire delle durate che ci fanno capire se siamo o meno nell'espressione di forza che ci interessa; sembra proprio che gli 800 millisecondi proposti da Bosco siano proprio veri essendo sempre circa il 70% del massimale realmente misurato.
Le bugie del Brzycki: 1a parte
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Oggi iniziamo una saga che porterà molti audiovideo, anche con alcune puntate che avranno il sapore del vintage, visto che parleremo di forza e soprattutto di valutazione della forza, necessaria se si vogliono individuare le zone delle diverse espressioni di forza.
Questo ci consentirà di partire da vecchie abitudini dure a morire (come le ripetute sui 1000 m), come quella di determinare il massimale indirettamente tramite l'equazione di Brzycki (chiedo scusa mi sembra proprio che si scriva così). Debbo dire che sono almeno 30 anni (ma forse anche 40) che in qualsiasi palestra ci sono delle tabelle che vi fanno identificare il massimale indiretto dicendovi se fai 8 ripetizioni con 80 kg il tuo massimale (1RM) è 100. Credo che questo sia uno dei peccati originali che ci fa capire poco di cosa è composto un gesto tecnico, come ad esempio uno squat o una spinta su panca (con il bilanciere libero naturalmente), che può, naturalmente entro determinati margini, essere allenato anche in maniera tecnica per migliorarne la sua componente di coordinazione (molti la definiscono soprattutto intermuscolare, mentre la scienza la studia sempre o soprattutto in termini strettamente intramuscolari).
Abbiamo già fatto diversi audiovideo sulla forza e sulle sue diverse espressioni, ma da questo momento ripercorreremo, criticamente, ciò che abbiamo studiato nel corso di questi ultimi 15 anni, cercando di portare, se ci riusciremo, dei sistemi di valutazione anche modernizzati, che ci aiutino a programmare bene il lavoro di forza con i sovraccarichi e anche qualche novità come ad esempio avere un indicatore chiaro in rapporto alla potenza espressa ad angoli diversi del ginocchio nello squat etc.