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Le bugie del Brzycki: 1a parte

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Oggi iniziamo una saga che porterà molti audiovideo, anche con alcune puntate che avranno il sapore del vintage, visto che parleremo di forza e soprattutto di valutazione della forza, necessaria se si vogliono individuare le zone delle diverse espressioni di forza.
Questo ci consentirà di partire da vecchie abitudini dure a morire (come le ripetute sui 1000 m), come quella di determinare il massimale indirettamente tramite l'equazione di Brzycki (chiedo scusa mi sembra proprio che si scriva così). Debbo dire che sono almeno 30 anni (ma forse anche 40) che in qualsiasi palestra ci sono delle tabelle che vi fanno identificare il massimale indiretto dicendovi se fai 8 ripetizioni con 80 kg il tuo massimale (1RM) è 100. Credo che questo sia uno dei peccati originali che ci fa capire poco di cosa è composto un gesto tecnico, come ad esempio uno squat o una spinta su panca (con il bilanciere libero naturalmente), che può, naturalmente entro determinati margini, essere allenato anche in maniera tecnica per migliorarne la sua componente di coordinazione (molti la definiscono soprattutto intermuscolare, mentre la scienza la studia sempre o soprattutto in termini strettamente intramuscolari).
Abbiamo già fatto diversi audiovideo sulla forza e sulle sue diverse espressioni, ma da questo momento ripercorreremo, criticamente, ciò che abbiamo studiato nel corso di questi ultimi 15 anni, cercando di portare, se ci riusciremo, dei sistemi di valutazione anche modernizzati, che ci aiutino a programmare bene il lavoro di forza con i sovraccarichi e anche qualche novità come ad esempio avere un indicatore chiaro in rapporto alla potenza espressa ad angoli diversi del ginocchio nello squat etc.

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Consecutività di azioni intense e tipologia della pausa nel calcio

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Oggi solo per i sottoscrittori credo che ci sia un'ulteriore chiave di lettura per comprendere bene come scegliere le modalità di allenamento nel calcio, in base al suo modello.
Se nell'audiovideo precedente l'orizzonte dei sistemi si era diradato - da come ho gradito i vostri complimenti sulla chiarezza della mia esposizione - oggi credo che non ci sia più alcun dubbio su come analizzare i vostri allenamenti per capire che cosa avete fatto e soprattutto di come questi si avvicinano al modello prestativo, accentuando i diversi aspetti specifici riguardanti la forza, l'accelerazione, le frenate, i CdD.
Spero veramente che adesso non ci siano più alibi per rifugiarsi nella coperta di Linus del lavoro sulla "potenza aerobica" che purtroppo ancora va per la maggiore tra gli operatori del settore, ed invece ci si possa finalmente tuffare nel grande mare della creatività del lavoro variato, con le giuste proporzioni, intensità, recupero, durate e alternanze corrette; ma soprattutto si venga abilitati a discutere del lavoro che fa l'allenatore e della possibilità di suggerirgli variazioni.
Non solo stucchevoli possessi palla, ma anche alternanze rapide di lavori a campo aperto sono l'essenza di questo gioco che appassiona milioni di spettatori.

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Ancora sul modello prestativo: le alternanze codificate della potenza

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Oggi diamo in pasto a tutti l'audiovideo, poiché ci sono delle indicazioni che sarebbe veramente una cattiveria non portare all'attenzione di tutti, quindi i sottoscrittori non siano gelosi, terrò per loro nel prossimo qualcosa di ancor più approfondito sulle alternanze di potenze elevate e potenze di recupero nel calcio, e comunque il PDF sarà solo per loro.
In sostanza, quando si cerca un modello, un punto chiave è capire cosa si può trasferire all'allenamento.
Credo che oggi - se qualcuno aveva ancora dei dubbi - riusciremo a capire definitivamente che tutto quello che veniva fatto fino ad ora è obsoleto e scarsamente adeguato: durata dell'azione intensa, livello di potenza dell'azione intensa, durata dell'azione di recupero e livello della sua potenza, sono gli elementi cardine che troverete oggi e vi faranno capire se state andando nella direzione giusta delle alternanze di fasi intense e non, oppure ritornate alle ripetute sui 1000. Buon ascolto e vi chiedo di commentare se ci sono delle zone meno comprensibili, ma tutto quello che c'è oggi va assolutamente capito nel giusto senso.

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Confronto tra modelli prestativi di calciatori di Serie A e LegaPro


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l'audiovideo di oggi è il primissimo frutto (ce ne saranno altri!!) della collaborazione dei possessori di GPS che mi hanno mandato i dati originali delle loro partite amichevoli (in questo caso di LegaPro) che ci consentono di poter fare in tutta fretta e senza tanti fronzoli un confronto tra il modello prestativo del calciatore di serie A e appunto quello di LegaPro.
Quali differenze?? Basta vedere l'audiovideo (rigidamente dedicato solo ai sottoscrittori) per saperlo!!!
Dopo aver letto questo, invito tutti quelli che hanno i GPS Qstarz a 10 Hz di inviarmi, se vogliono, i loro dati di partite amichevoli soprattutto di settore giovanile perché credo che sia molto utile poterle analizzare e catalogare per categorie di qualità e di età dove il modello può essere diverso, specificando appunto categoria e se potete il ruolo in cui gioca. Naturalmente anche gli altri di altre caetgorie senior, inviatemi i dati csv delle vostre partite, l'unione fa la forza e possiamo avere vari modelli in rapporto a categorie, livelli età in tempi brevissimi, grazie al software che ci consente di creare un database direttamente dai vostri dati!!!

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Confronto modello prestativo su due squadre di serie A a distanza di un anno

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aggiornamento Blog modello prestativo 2012

Oggi, a distanza di oltre un anno dall'uscita dell'articolo "La rivoluzione del calcolo della potenza metabolica nel calcio" pubblicato sul sito di Roberto Sassi, voglio ritornare sul luogo del delitto: il modello prestativo del calcio visto dal punto di vista della potenza.
Avendo sviluppato in quest'ultimo anno molte rilevazioni su partite amichevoli di due squadre di serie A (congiuntamente ai miei collaboratori Marra e Savoia), abbiamo cercato di verificare se c'è una certa stabilità del modello studiando anche il confronto tra i due sistemi di rilevazione diversa (GPSports a 15 Hz "fasulli" perché sono a 5 Hz con integrazione dall'accelerometro e GPS Qstarz a 10 Hz), riportati entrambi a 5 Hz per i noti motivi relativi alle fasi di volo della corsa umana.
Naturalmente vi lascio alla lettura per scoprire cosa succede. Vi informo solo che sempre più l'analisi della velocità e della distanza risultano inadeguate a fornire indicazioni corrette sull'impegno effettivo del calciatore, tanto da poterla definire Paleomatchanalysis, come paleosportscientists risultano gli sports scientists che insistono su questa, senza rendersi conto che il vento è cambiato.
All'interno di queto audivideo c'è un ulteriore approfondimento sulle accelerazioni e decelerazioni, dove debbo dire che ho fatto un po' di casino sulle suddivisioni, ma adesso credo di essere giunto ad una conclusione e definizione che implementerò in maniera definitiva nel software del GPS.