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Schieramento 3-5-2: le castagnate (2a parte)

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Oggi voglio dedicare questa articolo ad un frutto di stagione molto buono: la castagna, che serve a spiegarci come molte volte ti sembra tutto buono fuori, poi la apri e spesso ci trovi il verme e anche il marcio. La voglio dedicare a tutti quelli che credono ancora che la velocità sopra una certa soglia sia l'indicatore di forma del giocatore; cazzate, come se fai più metri ad alta velocità correlato al fatto che sei in forma, cosa da me già sputtanata diversi anni fa con altri dati di videoanalisi che dimostravano che nelle gare di coppa italia di una squadra di alto livello, i giocatori percorrevano più metri ad alta velocità perché la partita era meno bloccata tatticamente e quindi gli spazi erano più aperti e le squadre più allungate. Oppure a quelli che credono ancora che la velocità è un coretto indicatore dell'intensità della partita.
Con l'avvento del calcolo della potenza metabolica da accelerazioni e velocità, tutto è più chiaro e spiegato, anche queste cazzate che alcuni fingono ancora di ignorare, ma la merda già vi sta arrivando addosso.

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2>2 in un campo ridotto (GLADIAGOL): valutiamo gli effetti (Fucci-Bovienzo)

 


Oggi abbiamo un altro interessante contributo di Armando Fucci che dimostra con che vitalità si possa approcciare alle nuove problematiche di valutazione che si hanno nell'uso dei GPS ed in senso più largo della potenza metabolica.
Un lavoro sugli spazi molto stretti e senza momenti di pausa e in grado di provocare un elevato livello di azioni di forza sia di accelerazione che di frenata, senza raggiungere elevati livelli di potenza metabolica, ma con un impegno cardiaco estremamente più elevato rispetto alla potenza metabolica stessa.
È evidente, e gli autori lo sottolineano nella loro esposizione, che dobbiamo sempre ricordarci che la potenza elevata viene sviluppata a velocità non bassissime, dove invece sappiamo essere molto alta la forza applicata, e nello stesso tempo sappiamo che nelle frenate la potenza risulta essere bassa in quanto il muscolo sviluppa livelli molto più elevati di forza in fase eccentrica con un rendimento da 3 a 5 volte più elevato rispetto alla fase concentrica (in pratica gli serve poco ossigeno per frenare).
Quindi ci troviamo nella condizione di aver sviluppato un gran lavoro di forza in accelerazione da bassissime velocità o di frenate anch'esse da basse velocità, e questo non ci fa consumare troppe energie, ma ci fa lavorare moltissimo i muscoli, facendo diventare questo un lavoro di forza esplosiva, reattivo (forse un po' meno) ed eccentrico di alta quantità.
Un po' come succede con i pesi, quando solleviamo un carico di alta percentuale di 1RM (poniamo l'85%), facciamo poca potenza (meccanica in questo caso) ma molta forza ed in questa categoria di allenamento infatti lo collochiamo. E quindi gli autori questo lo sottolineano...
Voglio anche ringraziare coloro i quali manifestano interesse per l'analisi approfondita da me svolta sul modello prestativo e vi comunico che fra poco vedremo anche dei dati riferiti a tutta la partita, con gli andamenti dei diversi parametri e poi anche qualcosa riferentesi ai ruoli.
Inoltre vi aggiorno che fra pochi giorni ci sarà una nuova versione del software che diventerà più veloce ed avrà anche delle pagine in più sia per la quantizzazione del rapporto gioco-pausa (già esistenti ma poco visibili), per le reiterazioni e poi per l'analisi dell'occupazione del campo, con anche una grafica iniziale nuova e di più facile gestione.
Faremo diversi aggiornamenti riguardo ad ognuna di queste caratteristiche non tutto insieme ma speriamo di completarle prima di Natale.

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Le trazioni: valutazioni cinematiche e dinamiche ed adattamenti alle richieste funzionali sport specifiche

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[wpvideo AQN7hqNs w=600]
(by Colli Introini) Continuando nelle nostra analisi sulle diverse azioni di muscolazione, ci imbattiamo finalmente nelle trazioni che per me sono state sicuramente un argomento di studio che continua tuttora, proprio per il mio interesse rispetto all'allenamento della canoa e suoi derivati come la canoa polo; ma va ricordato anche ad esempio il canottaggio che si avvale come motore, ancorché secondario, delle trazioni nel suo gesto tecnico.
Una cosa che mi ero chiesto almeno 25 anni fa è: "Come mai i canoisti, che vogano da un lato in alternanza, usano lo stesso esercizio di muscolazione (le tirate sottopanca) dei canottieri che invece vogano con una certa simmetria, anche quelli che vogano di punta?".
La risposta che a tutt'oggi mi do, è che copiare senza cervello è veramente da pirla.
Detto ciò, credo sia utile cercare di uscire dalle ristrettezze imposte da esercizi muscolari codificati ed uguali per tutti, cercando di creare qualcosa che diventi sempre più funzionale quantomeno alle catene muscolari che vengono impiegate nei movimenti specifici di gara. Attenzione, questo non significa che debba essere rispettato sempre tutto del movimento gara: quando parliamo di muscolazione credo sia opportuno ragionare in termini di catena muscolare interessata, trascurando l'aspetto del tempo sotto tensione: è infatti indubbio che se vogliamo ottenere qualche effetto profondo nella muscolatura dobbiamo farla lavorare per un tempo più lungo rispetto all'esecuzione del gesto tecnico. Sappiamo quindi che i muscoli debbono essere esposti ad una contrazione di circa 1 secondo per ottenere un effetto di sviluppo (Fmax) di essa.
In questo audiovideo vi porto un po' dell'esperienza e delle scelte che abbiamo fatto con la mia compagna Elisabetta Introini nell'ambito del lavoro di sviluppo della forza tramite trazioni funzionali. Tale lavoro dura ormai da tanti anni e si evolve continuamente: ad esempio l'uso del "binario" ha ormai almeno quasi 10 anni e continuiamo a cercare di migliorarne l'approccio, tanto da farne un ottimo strumento sia di allenamento che di valutazione specifica per la forza funzionale del canoista. Ma la maggioranza continua a valutare la forza del canoista con le tirate sottopanca e le spinte in panca, che vi debbo dire: errare è umano ma perseverare è diabolico...

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Spazi e spostamenti nel campo di calcio: alcuni spunti di riflessione dai dati GPS


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Oggi mi voglio lanciare a parlare di aspetti tattici del calcio: non certo per dire se il 3-5-2 è meglio del 4-3-3 o dell'albero di Natale (4-3-2-1), ma per comprendere meglio se il GPS (oltre la videoanalisi naturalmente), ci può aiutare a capire qual'è lo spostamento medio nel campo durante una partita, o meglio una zona coperta con frequenza dal giocatore.
Interessante notare anche la sovrapposizione di zona del campo dei giocatori.
Questo secondo il mio punto di vista è molto importante per poter andare oltre la suddivisione un po' statica dello spazio coperto in base alla superficie del campo (600 m^2 a giocatore circa). Ma soprattutto per capire successivamente se lo spazio delle situazioni di gioco parziale in allenamento è effettivamtne specifico oppure troppo ridotto (o troppo ampio, ma questo lo vedo poco).
Valutare su questo se ad esempio nelle esercitazioni di possesso palla si rispettano questi spazi oppure si allarga troppo il gioco. Ma ripeto siamo solo all'inizio e mi aspetto contributi da altri di voi, anche che la pensino diversamente da ciò che sto per esporre.

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Squat spinte e trazioni: movimenti poliarticolari e loro peculiarietà

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Continuiamo con la rivisitazione dei movimenti più comuni per lo sviluppo della forza, e ci accorgiamo che non tutto è uguale o fila liscio come vorremmo: nelle spinte otteniamo la massima forza all'inizio del movimento, ma nello squat alla fine, mentre nelle trazioni la forza cala drasticamente mentre avviciniamo il peso al corpo. Anche la velocità non ha lo stesso andamento nei 3 movimenti.
E forse a questo punto capiamo ancora di più come le differenze di angolo articolare in un movimento multiarticolare siano nettamente più complesse rispetto alle stupide macchine di muscolazione monoarticolari come la leg extension. E probabilmente si capisce ancora di più perché tra la forza applicata nella leg extension (monoarticolare e monomuscolo, praticamente con solo coordinazione intramuscolare) e ad esempio il salto monopodalico (movimento multiarticolare e polimuscolare dove decisiva è la coordinazione intermuscolare) non ci sia affatto concordanza.
Ancora di più nella chiosa finale si riporta come lo stesso muscolo lavori magari con la stessa forza, ma il carico che solleva dipende dalla leva delle sue inserzioni e come esse si modificano durante il movimento stesso rendendo più facile o più difficile un movimento.
Ed un primo accenno appena velato al grande mistero del rapporto tra la forza isometrica e la curva forza-velocità vista nei diversi angoli di lavoro...