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Precampionato nel calcio: riflessioni e proposte (Fucci-Esposito)

PREPARAZIONE PREcampionato Fucci Esposito 1 parte

Oggi pubblichiamo una parte di un articolo inedito propostoci da Armando Fucci e Fabio Esposito, che sono due preparatori fisici del calcio. Personalmente conosco abbastanza bene Armando che da circa 30 anni fa questa professione, ha pubblicato 7 libri sull'allenamento di questo sport, di cui l'ultimo proprio in collaborazione con Esposito, ed ha passato molte ere geologiche di questo ambiente. La carriera di Armando si è sviluppata sia su squadre professionistiche di alta qualificazione come Juventus e Genoa che anche in quelle di media qualificazione di Lega Pro dove milita anche Esposito, acquisendo quindi un'esperienza molto diversificata.
Ha sviluppato spesso analisi e confronti sui dati del campo, essendo un allievo di Bosco e quindi chiaramente da lui influenzato sulla necessità di quantizzare dei fenomeni di allenamento. Ma quella che lui ci propone oggi è una riflessione che nasce dall'esperienza, dalle mode e dagli errori compiuti sia da lui che da tutti i preparatori in corso d'opera, che alla fine sono le cose che ci fanno cambiare direzione e proposte di allenamento.
Come con De Bellis un mese fa, ci fa piacere ospitare la riflessione di chi ogni giorno lavora in mezzo al campo che ci dimostra come il pensiero si evolve anche in base all'esperienza, e che lega questa a dei criteri e leggi di adattamento che non possono certo essere dimenticate, ma adattate all'osservazione empirica dello sport che alleniamo. Come sempre aspettiamo, sia noi che gli autori, critiche e proposte su tutto il pensiero che verrà espresso. La prima critica la faccio io: ma c'era bisogno di citare Arcelli che di sicuro le leggi dell'adattamento non le ha studiate lui??? Ma io sono di parte... buona lettura!!!

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Risposte a Davide

Ciao Davide, ti ringrazio dei complimenti che fanno sempre piacere, lo scopo di questo blog è anche di passare una forma di cultura che non trova spazio in quelle ufficiali delle federazioni e delle università: non pretendo che sia la verità totale, ma sono certo che la dittatura culturale imposta dai nostri parrucconi si celi dietro una debolezza di proposte che risale ormai a 30-40 anni fa, legata al mondo dell’atletica leggera. Non a caso sopravvive ancora Arcelli, anzi la coordina ancora ben aiutato dai lecchini che sanno solo stare dietro la scrivania ed in campo non ci vanno proprio. Continua a leggere Risposte a Davide

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La soglia anaerobica (3): un test riadattato ma utile per impostare l’allenamento

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Eccoci alla 3a parte della soglia dove finalmente cominciamo a dare quelle che per me sono state delle soluzioni necessarie per gli sport di endurance: ho applicato questo protocollo per impostare il lavoro di kayakers, ciclisti stradisti e pistard, canottieri, pochissime volte invece per maratoneti o similari ma sapete che a me quelli dell'atletica leggera non stanno poi così simpatici. Il test proposto NON serve per gli sport di squadra, può essere utile a questi sport invece capire un po' meglio come può essere letto l'acido lattico durante una partita: se io ho 7 mM dopo 5 minuti e li tengo per tutto il primo tempo forse dopo questo risulterà quantomeno più intuibile che NON ho svolto un lavoro lattacido. Così forse, ma spero di poter essere più preciso in futuro, la pianteremo con i lavori lattacidi negli sport di squadra, i 150 o addirittura i 300 metri al 90% del massimo, la cui dannosità negli sport di squadra è quasi più elevata delle ripetute sui 1000. Continua a leggere La soglia anaerobica (3): un test riadattato ma utile per impostare l’allenamento

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La soglia anaerobica (2): l’inganno delle 4mM

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SOGLIA ANAEROBICA 1

Continuiamo oggi nella full immersion del grande depistaggio degli anni '80 fino ai nostri giorni: la soglia anaerobica. Approfondiamo l’analisi di ciò che effettivamente è la soglia anaerobica e la grande bufala rifilataci da Mader (e dalla scienza che sbaglia spesso) sulle 4 mM.
Un suggerimento di Francesco Veltri mi sembra importante: se volete approfondire il tema leggete il libro “Dalla parte del ciclismo" del compianto Aldo Sassi, ottimo allenatore che ha vissuto anche in prima persona i momenti oscuri dell’inganno conconiano del record dell’ora di Moser da cui tutto ha originato, e troverete un'analisi critica molto più approfondita e puntuale di ciò che vi racconto io in pochi minuti. Continua a leggere La soglia anaerobica (2): l’inganno delle 4mM

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La soglia anaerobica (1): un po’ di storia

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Da oggi iniziamo a ripercorrere il fenomeno della soglia anaerobica che per tanti anni dalla fine degli anni '70 è stata la giustificazione metodologica alla copertura dell'uso dell'emodoping, inteso sia come autoemotrasfusione agli inizi degli anni '80, sia come abuso di eritropoietina nel prosieguo fino agli anni 2000. L'obbiettivo è arrivare in 3-4 audio video ad una giustificazione dell'uso degli attuali sistemi di valutazione, controllo e di allenamento di questa qualità, anche in rapporto al lavoro variato. Proporremo anche il nostro sistema di valutazione del MLSS, che non è altro che il Massimo Lattato allo Stato Stazionario, cioè appunto la soglia anaerobica. Domani con la seconda parte allegheremo il PDF con le slide.