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Costo energetico ad alta velocità (Colli 2 parte)

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Dettagli , esemplificazioni e aspetto pratico per la determinazione del costo energetico della corsa ad alta velocità con un dovuto omaggio a Pietro Paolo Mennea (come lo chiamava Paolo Rosi nelle sue telecronache "un atleta che tanto ha dato e tanto potrà ancora dare all'atletica") in una curiosa e bellissima foto presa da una dispensa Fidal del prof Vittori fornitami da Riccardo Bovenzi che ringrazio . Audiovideo per chi vuole approfondire e studiare bene (aspetto critiche ) altrimenti saltatelo .

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Costo energetico corsa ad alta velocità ( Colli 1 parte)

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Premetto , non so se gia in letteratura internazionale qualcuno aveva gia fatto questi conti , personalmente non li ho letti ma non mi frega niente , non mi interessano primogeniture .Riprendendo dei dati del prof Jean Rene Lacour , noto fisiologo francese di fama mondiale , si arriva facilmente alla conclusione che il costo energetico della corsa a velocità superiori a 16 kmh è assolutamente diverso ed in crescita esponenziale rispetto a quello costante a velocità inferiori a 16 kmh, fino a praticamente raddoppiare alle massime velocità . Questo non fa che confermare i dati EMG che con la collaborazione di Francesco veltri ,Giuseppe Lazzaro ,Giorgio Zito e Luigi Lucarini , abbiamo raccolto in questo ultimo anno perche apre un modo di leggere diverso la corsa in pianura ed in discesa e ci consente di approfondire e correggere i dati che l'equazione unica di Minetti ( sbagliata nettamente anche come impianto per la corsa in discesa che noi abbiamo sostituito nella equazione del nostro GPS Spinitalia a 50 Hz) ci fornisce in maniera corretta fino a 16 kmh in pianura . Questo lo dico con tutto il rispetto ( di cui non hanno certo bisogno del mio endorsement che non conta un cazzo) per i prof Di Prampero e Minetti , ma lo vedo solo come un approfondimento ed un possibile miglioramento della qualità della rilevazione . Se poi qualcuno aveva gia trovato questi valori o similari sarei contento di leggerli e vedere se sono simili a quelli che io ho ricavato in maniera artigianale da semplice operatore di campo , senza travestirmi da fisiologo e senza mettermi il camice , ma anche senza complessi di inferiorità verso gli pseudoscientist che hanno riempito la letteratura di spazzatura .

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Statico dinamico in monopodalico (Colli,Lucarini) 4 parte

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Premetto : ho allegato il PDF di tutte e 4 gli audiovideo sullo statico dinamico , metodo che puo essere d'aiuto in questa fase di ripresa ma anche nelle prime fasi di un recupero dell infortunio :metodo per recuperare i livelli di FORZA MASSIMA .L'uso i questo metodo con il monopodalico è , almeno personalmente ,abbastanza recente (circa 15 anni) , mentre precedentemente come mostrato anche da un mio ex_collaboratore di vecchia data Gaetano Rosace ( parliamo degli anni 90) , in monopodalico in questa fase iniziale della preparazione lavoravamo in fase eccentrica lenta . Ci sono comunque alcune limitazioni dovute alla mancanza di mobilita articolare che a volte va attribuita alle caviglie , altre volte all'anca . Lavorando insieme a Lucarini su questo argomento e chiaccherando spesso con Armando Fucci , ci è venuta voglia di andare a ravanare meglio sulle situazioni isometriche e su tutto quello che ne è derivato negli anni come utilizzo , come ad esempio La MCV ( in italiano , Massima Contrazione Volontaria ) , La RTD , Rise tension development ( sviluppo della salita della forza ) sia in termini isometrici che dinamici ) e sui test di durata della fase isometrica , che vi occuperanno per qualche altro audiovideo e ci hanno fatto capire molte altre cose ( anche che non molti capiscono bene quello che dicono ) : senza il controllo dell'angolo al ginocchio è inutile parlare , tutto è dipendente da lui .

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Lo Statico dinamico e l’inclinazione del tronco nello squat (Colli,Lucarini) 3 parte

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Prima di ferragosto metterò in rete anche il 4 e ultimo audiovideo che tratterà dello STATDIN monopodalico e conterrà anche delle riflessioni conclusive ed indicazioni sul suo utilizzo . Dopo mi prenderò un paio di settimane di stacco visto gli audiovideo doppi non penso di fare torto ai miei sostenitori , e poi riprenderò con la saga sulla pliometria ( ci sono ancora 4 audiovideo da vedere !!!) .Oggi mi concentrerò su qualcosa che spesso sfugge alla nostra visualizzazione e quantizzazione e riguarda l'inclinazione del busto nello squat ( in questa tipologia sia in fase statica che dinamica) che rischia di cambiare totalmente l'obbiettivo dell'esercizio stesso .E' solo un primo approccio che poi approfondiremo in un altro audiovideo piu avanti , sarebbero gradite altre indicazioni su questo punto che credo di notevole interesse .

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Il metodo STATICO_DINAMICO ed i suoi parametri ( Colli Lucarini ) 2 parte

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Ho visto una grande curiosità e tantissimi scarichi su questo sistema di allenamento già introdotto nel web da Armando Fucci con un suo audiovideo inerente all allenamento della forza che mi ha dato l'idea di approfondire alcune tematiche di utilizzo e quindi mi affretto a pubblicare la seconda parte ( ce ne sarà almeno un altra ) . Vedevo l'altro giorno sul web due ragazzini di meno di 30 anni ( uno dei due provava a parlare con l altro in inglese ma sembrava Renzi!!) dove la quantità di esperienza totale dei due non arrivava a 5 anni ,ma gia si atteggiavano ad esperti della materia e soprattutto ( come te sbaji dicono a Roma ) innovatori con le loro teorie . Ora direi che siete ridicoli , finchè parlate di teorie degli altri passi le avete lette sui libri o su Internet e già avete deciso , senza averle provate per un tempo congruo , che vanno bene sono bellissime e gli altri sono dei coglioni , ma per farvene una vostra sai quanto tempo deve passare !!! . Mi sembra di vedere come quando 50 anni fa eravamo tutti comunisti perchè avevamo letto qualche libro di Marx e compagnia , e guarda come siamo finiti .....