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La sinottica del GPS per valutare l’organizzazione annuale dell’allenamento nel calcio (1a parte)


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Oggi iniziamo una serie di audiovideo (saranno 3 o 4) che racchiudono una serie di concetti che vengono rapidamente visualizzati, durante le diverse fasi dell'allenamento annuale, tramite i parametri della sinottica fornita dal programma LagalaColli. In pratica, l'uso di questi dati opportunamente archiviati, ci consente una lettura di ciò che stiamo facendo, se ad esempio i carichi nella fase preparatoria rispettano i principi di progressività, come evolvono nelle settimane gli aspetti di forza, come variano parametri più squisitamente tattici come profondità ed ampiezza nelle esercitazioni del mister.
Oggi abbiamo quindi la possibilità di vedere non solo la qualità della singola esercitazione o del singolo allenamento, ma anche la somma dei diversi allenamenti settimana per settimana e verificare se stiamo andando nella direzione voluta. Ciò va affiancato a dei concetti concatenati tra loro che dovremmo avere chiari che ci indicano come vanno modulati i vari parametri nella preparazione delle esercitazioni nel corso dell'evolversi delle settimane.

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La chiave per impostare l’allenamento nel calcio (2a parte): proposte pratiche per la strutturazione della seduta in termini di durata, intensità e pause


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Ho visto un grande interesse e tantissimi scarichi della prima parte dell'audiovideo inerente la lettura dei recuperi del giocatore tra un'azione intensa e l'altra e sono sicuro allora che questo vi interesserà ancora di più perché mette in chiaro come la penso nell'ambito della strutturazione dell'allenamento metabolico del calcio (e questo non significa che sia giusto ma che è frutto di una serie di osservazioni sul campo e sulle necessità pratiche dell'allenamento). Invece di continuare a giocare come gli pseudoscienziati bamba sull'allenamento fisiologico e basta (roba oramai da pre caduta del muro di Berlino ma fermamente presente nelle nostre federazioni ed università così possono continuare a comandare i medici o chi gli vuole assomigliare mettendosi il camice), cerchiamo quindi di dare spazio a quello che è la strutturazione completa della seduta di allenamento dove l'allenatore ed i giocatori sono protagonisti e l'esperto di condizionamento deve accodarsi, pur non rinunciando al proprio ruolo. E Invece abbiamo i 15 giorni di celebrità del preparatore atletico old style con le corse nei boschi, le dichiarazioni fasulle sui giornali ed il trombonismo sugli infortuni etc.

Credo che un paio di cose dette da Armando Fucci e da Fabrizio Tafani siano del tutto vere (e cercherò anche di metterle in audiovideo): possiamo programmare dosando le accelerazioni, in CdD, la % anaerobica, le azioni intense e i recuperi, che è molto più difficile che le 4 stronzate a 16 km/h, dove basta stare seduti ed aspettare che finiscano. Ed è chiaro che la cosa più importante è trovare a seconda del livello dove operiamo, situazioni di allenamento con la palla dove possiamo esprimere ANCHE potenze metaboliche adeguate, mentre invece fare potenze metaboliche alte è un esercizio da cretini per quanto è facile, ancora più se sono in linea e a velocità costante, ma non stimolano la forza per la mancanza totale delle accelerazioni e non stimola l'aspetto cognitivo del giocatore.

Un paio di note, nel precedente audiovideo per errore ho parlato ancora di rapporto tra distanza percorsa a W > 20 Watt/kg e velocità > 16 km/h, ma come indicatomi da Armando è errato, nella sinottica oramai si parla di tempo e non più di distanza che abbiamo più volte dimostrato essere fallace.

La seconda cosa che ricomincio l'audiovideo con 3 minuti del precedente così non vi perdete e seguite il ragionamento.

 

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La chiave per organizzare l’allenamento: la lettura delle fasi di recupero in gara e la durata della serie (micropause e macropause nel calcio) 1a parte


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Dopo una breve vacanza, dovuta anche ai postumi dell'incendio e alla volontà di staccare un attimo, eccomi di ritorno con credo un bell'audiovideo originale che vi parla dei tempi di recupero durante la partita e conseguentemente da riportare in allenamento. Oltre alle amenità varie scritte nei giornali sportive e le cazzate sulla Pellegrini che mi ricorda il caso Tomba (qualsiasi imbecille ci girava intorno poi trovava grandi offerte di lavoro) e ricordo per inciso che Tomba ha vinto sia quando lo seguiva Conconi (sic!!) che quando lo seguiva Bosco. Molte domande mi sono state poste da voi con l'uso dei GPS durante il periodo di preparazione, sia per la periodizzazione che per come leggere gli esercizi con e senza le pause. Proverò a dare il mio contributo alla discussione.
Prima di tutto vorrei comunque sottolineare che non va confuso il cambiamento e gli effetti magici prodotti dalla preparazione estiva (cominciare forte, tenere ben e finire forte e magari anche una fetta di culo vicino all'osso!!!) con la validità comunque del concetto di preparazione e del periodo che assume ruoli e connotati comunque diversi dalla rigidità imposta nel calcio dalla partita settimanale o peggio dalla doppia partita settimanale.
Ci sono dei principi di progressività che secondo me vanno rispettati, ci sono delle necessità di utilizzare anche dei lavori senza palla, va gestita la doppia seduta con l'intento di fare un volume gradatamente più alto, non bisogna esagerare con CdD e acc e dec intense sin dal primo giorno né fare amichevoli prima di almeno 2 settimane, insomma una serie di raccomandazioni che sono contenute negli undici audiovideo che ho fatto lo scorso anno proprio per elencare le mie idee sul periodo di preparazione, che ha connotati diversi dal periodo di gara.
Ma se non ci chiariamo come il calciatore recupera durante la partita, che con durate e modalità rischiamo di costruire anche in preparazione esercitazioni che danno sviluppi errati, sia in termini di durata della singola serie, sia nei recuperi tra le serie e nelle serie. Penso che questo doppio audiovideo potrà forse aiutare a chiarire altri dubbi e ancora una volta sottolineare che questo lo possiamo fare solo se sappiamo leggere bene i GPS, di cui la potenza è solo uno dei parametri importanti.
Mi fa ridere leggere di allenamento metabolico da chi ha allenato al massimo il cugino per salire le scale e attualmente è giustamente disoccupato (e spero lo rimanga per molto! C'è molta gente molto migliore non raccomandata che ha bisogno!!) non può davvero neanche lontanamente comprendere, però ha la spocchia di insegnare!!!

 

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Il test doppio rombo: costruzione ed analisi della prova submassimale (A. Fucci)

 

Mentre sulla stampa e sui video prosegue il festival delle cazzate (dal fieno in cascina a fatichiamo oggi per vincere domani, no pain no gain e altre minchiate del genere con cui ci partono i treni dal tutte le stazioni d'Italia), oggi Armando Fucci, che ha cominciato la sua preparazione con Il Savoia (Cristian non c'entra niente) FC 1908, ci propone un'evoluzione del test submassimale (per chi è allenato) a rombo portandolo a doppio rombo. Ci dà un'idea su come si può costruire, sulle logiche motivazioni e anche su come sviluppare la fase di recupero che deve essere attivo. Al termine ci dà una dimostrazione di come con facilità si riescano a trarre delle conclusioni di condizione del giocatore.
Questo è un test che non è un sacrilegio farlo anche con la FC se avete appunto una FCmax del calciatore e soprattutto volete confrontare due momenti diversi della stagione. Come sempre, un contributo di praticità, utilità e semplicità da parte di Armando.
Un solo avviso, questo test non è ancora stato sottoposto ai giocatori della prima squadra di Armando che se ne avvarrà almeno dopo dieci giorni di preparazione, altrimenti testando i giocatori il primo giorno è facile trovare dei miglioramenti (oltre a dargli subito un carico intensivo inappropriato). Con questo, complimenti a tutti quelli che stanno un po' più attenti e che appunto hanno fatto il primo giorno di raduno test massimali ad esaurimento.

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Pompa: potenza metabolica, dati sinottica e FC (2a parte)


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Oggi il secondo contributo di Dario Pompa (rigorosamente ristretto ai sostenitori) con esempi pratici sugli svarioni della FC, che comunque era prevedibile da tutti visto che nella prima parte Dario non ha fatto altro che usare dati, studi e pratiche conosciute dagli allenatori sulla variabilità della FC a parità di potenza erogata. L'avvento della potenza metabolica dapprima ha chiarito il margine di errore (per carità prima avevamo solo quella ma adesso perseverare è diabolico... ), ma adesso sempre più diventano forse più importanti gli altri parametri che ci avvicinano o allontano dal modello, perché fare 13 watt e sbagliare tutto correndo in linea lo può fare qualsiasi coglione, mettere insieme tutti gli altri dati è un po' più complicato. Mentre continuano a essere presenti nei raduni di serie A test massimali ad esaurimento il 1o giorno, corse nei boschi, 1000 metri (anche dalla Francia che pensavo avessero capito qualcosa) e altre magnificenze del genere che fanno sembrare veramente la festa del dilettante la preparazione fisica del calciatore come se fosse fermo da 8 mesi e dovesse fare chissà che ricondizionamento.
Da adesso a maggio ci sono altri 10 mesi, ma nessuno riesce a concepire che la forma del calciatore è tutta un'altra cosa? Bisogna accompagnarlo progressivamente al recupero di una sua discreta condizione generale (bastano 15 gg per uno che ha smesso di allenarsi un mese fa); dalla condizione generale bisogna poi rievolvere la sua competenza tecnica e poi metterla al servizio delle componenti di squadra, quindi bisogna fare poche cose e semplici e vanno evitati gli eccessi, qui invece si fa il contrario. L'unica cosa di diverso rispetto al campionato e che nella fase di preparazione si fa un volume più alto di lavoro (tante doppie sedute) che quindi non possono essere troppo intense e lunghe ed invece si vedono cose inenarrabili. La doppia seduta ti deve consentire di fare qualcosa di più in termini di volume totale, ma ne paga alcuni aspetti dell'intensità. Tutto qui.

Per la "resistenza" del calciatore, dopo un primo ricondizionamento, conta - a mio avviso naturalmente - il dosaggio della qualità e del tempo di gioco del singolo giocatore in amichevole, che è la vera determinante dello sviluppo della resistenza specifica. Giocare contro la Boscaiola di turno è proprio il concetto dell'intensità modesta che inizialmente necessita ed il giusto dosaggio di aumento di qualità fa la differenza secondo me nella preparazione, così come aumentare il tempo giocato con progressività, senza sperare che il giocatore alla prima partita vera sia in condizione di fare il suo massimo, anzi se lo fosse sarebbe grave.
Abbiamo dimostrato che dobbiamo considerare crescente la forma del giocatore nel corso di tutto il campionato e della crescita della sua potenza metabolica in partita, quindi sappiamo di cosa parliamo. Ma i danni fatti dai preparatori che vengono da altri sport continuano ad imperversare soprattutto in serie A. Vi posso garantire che c'è un'attenzione enorme da parte della serie B in giù fino alle giovanili, al controllo dell'attività con la potenza metabolica e tutti i suoi importanti derivati. Mi ricordo ancora la presunzione della risposta ad una domanda di un mio collaboratore sulla potenza metabolica di un preparatore che oggi sta finalmente a casa (magari sta bene perché si gode i soldi del suo ricco contratto) definito illuminato: adesso fatti i gargarismi con la tua presunzione prima di parlare di cose che neanche ti sei peritato di conoscere.