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Pronta e funzionante l’APP per il controllo in Bluetooth del GPS Qstarz, inserito un altro video in caso di memoria non funzionante e se lo merita, rinnovate la sottoscrizione al blog!!!

Dopo l'enorme successo dell'ultimo audiovideo su chi vince e chi perde e prestazione fisica 1a parte (800 scarichi in 2gg!), vi avviso che la seconda parte sarà solo per sottoscrittori (che invito peraltro a valutare se la loro sottoscrizione è scaduta e quindi eventualmente rinnovarla se reputano che il blog fornisca ancora buoni spunti e sia opportuno sostenerlo). Come sempre, vi stimolo a produrre audiovideo perché ultimamente parlo solo io... avete quasi tutti terminato le preparazioni, in tantissimi usate il GPS, ma stentate a dichiarare il vostro lavoro, qui non abbiamo problemi di costrutto... o di colardo o di coburro.

Vedendo le schifezze che vengono scritte dalla cultura ufficiale, non abbiate paura...

VOLEVO AVVISARVI CHE SONO STATE RISOLTE DEFINITIVAMENTE LE NOIE DI SGANCIO SULL'APP DEL BLUETOOTH PER IL GPSED ORA FUNZIONA TUTTO IN MANIERA OTTIMALE, POSSIAMO NATURALMENTE MIGLIORARE SUI DATI ESPOSTI ETC MA ORA IL FUNZIONAMENTO È GARANTITO; INVITO QUINDI QUELLI CHE MI AVEVANO CONTATTATO A SCARICARE DAL SITO WWW.SPINITALIA.COM IL PROGRAMMA CHE È LINKATO IN QUEL SITO , DISINSTALLANDO PRIMA IL PRECEDENTE e seguire la procedura per l'ottenimento di una licenza provvisoria di 5gg.

ULTIMO AVVISO: quando avete la memoria del GPS che fa le bizze (che non registra o registra solo in parte), potete usare il programma nella cartella BT747_2.0.3_full che avete nella pennetta, oppure caricate da Mondo GPS - Software GPS. C'è anche poi da resettare i GPS, seguite la procedura dell'audiovideo.

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Perché la potenza metabolica (Prof. di Prampero) va valutata come un dato meccanico e non metabolico

 

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Attenzione, non voglio minimamente entrare nella sfera dei migliaia di critici frustrati del lavoro del Prof. di Prampero sulla potenza metabolica, né sul suo concetto di accelerazione = corsa in salita a velocità costante per determinare la potenza.
Sono un credente ed un seguace del Prof su questa linea che considero sempre una grande rivoluzione.
Il fatto è che io non mi occupo di fisiologia in senso stretto, ma questa è secondaria per me, perché prima di tutto mi occupo di allenamento specifico.
Ha senso ormai secondo me parlare di metodologia dell'allenamento specifico. Rispetto a quando ho iniziato la mia attività 35 anni fa non esiste la metodologia di allenamento in termini assoluti, in quanto nessun principio può essere generale: pensate solo al concetto di progressività come cambia nel giocatore di calcio rispetto al kayaker che ha una gara importante l'anno. Non ho detto che non c'è il concetto di progressività, ma questo va adattato allo sport e all'evolversi delle gare.

Quindi parliamo di metodologia dell'allenamento per il calcio. Reputo quindi che il dato che ci fornisce il GPS sono dati di natura meccanica (cioè dovuti ad eventi cinematici e dinamici) e non rapportabili direttamente a ciò che spende effettivamente il calciatore per farli. E su questo sono sicuro che anche il Prof di Prampero è d'accordo. In questo lavoro che vedete e nel prossimo audiovideo viene dimostrato che:

a) l'idea del Prof. di Prampero sul rapporto accelerazione = corsa in salita a velocità costante è reale ed applicabile tramite la validazione da noi fatta con l'uso del metaboliemtro su 13 calciatori di serie A (spero se ne compiaccia anche il Prof di Prampero, abbiamo cercato di restituirgli un piccolo favore);

b) la riduzione della potenza metabolica a 5-Hz (da GPS a 10-Hz) è necessaria così come l'uso di formule derivate da Minetti e adattate alla situazione logistica;

c) che dobbiamo sempre leggere cosa succede in qualsiasi azione NON di tipo lineare come è stato fin adesso, perché ci sono mille rivoli di comprensione che possono portare a potenze diverse sulle stesse prove;

d) che il costo energetico in qualsiasi azione umana è decisivo per la performance, anche se difficile da misurare, ma questo deve essere sempre presente nella nostra mente quando pensiamo all'allenamento dove le componenti coordinative specifiche dominano sulle componenti condizionali e le asserviscono, non il contrario;

e) che spesso un alto V'O2max è indice di bassa coordinazione specifica e quindi i criteri di valutazione di esso sono assolutamente inutili principalmente per uno sport come il calcio e vanno presi con le molle anche per gli sport ciclici;

L'allenamento non è la fisiologia ma qualcosa di molto più complesso e non può essere ridotto ad essere sperimentato come se fosse un aspirina.

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Frequenza cardiaca e polso di ossigeno negli sport di squadra: contribuiamo a ristabilire la verità (2a parte)

 

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Non c'è alcun dubbio che le cose si evolvono e bisogna essere in grado di pensare sempre che l'innovazione, se compresa, può portarti dei benefici nel tuo modo di essere allenatore. Ed in questo la scienza dovrebbe essere all'avanguardia; invece alle novità spesso frappone il peso della sua potenza politica e soprattutto viene frenata per non bloccare la carriera individuale dei ricercatori.
È chiaro che uno che ha speso tutta la sua vita a validare - con poca intelligenza ma solo con metodo prevalentemente da statistico - i lavori degli altri sulla frequenza cardiaca si trova spiazzato quando si affaccia un nuovo sistema di controllo: nessuno lo citerà più nei lavori scientifici e quindi il suo impact factor o diavolerie simili da salumieri (riguardarsi il film "L'attimo fuggente" di uno straordinario Robin Williams) si abbasserà, ed anche il suo peso a livello scientifico.
Se nelle università di scienze motorie ancora si usano per misurare il carico di allenamento i soli cardiofrequenzimetri (o l'RPE, incredibile e ridicola scientificizzazione di quello che dovrebbe essere la qualità che vede l'allenatore mediata dalle bugie dei giocatori furbi), e non si danno ai futuri laureati di scienze motorie anche le ultime innovazioni perché non si è capace a usarli in maniera moderna, questo è veramente un crimine.
Ricevo ogni giorno messaggi da studenti o neolaureati di scienze motorie (oltre ad averlo direttamente toccato con mano in qualche lezione fatta in giro per l'Italia) che ci ringraziano a noi del blog in maniera disinteressata (posti di lavoro non ne possiamo dare!!!), perché senza di noi non saprebbero nulla di queste nuove metodologie e sarebbero fermi a cuscinetti morbidi e cardiofrequenzimetri. Se questo è il nostro ruolo ci fa piacere ed un senso di vergogna dovrebbe pervadere certi personaggi che invece hanno sempre la faccia di bronzo e ruotano come le banderuole senza idee ma sempre pronti ad occupare una sedia o una poltrona.
E noi continuiamo su questa strada guardando e rimarcando anche i nostri errori fatti nel passato (ma anche oggi per carità), perché sugli errori si impara veramente e si impara anche a riconoscere chi prima di te è arrivato ad impostare la soluzione del problema.

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Ancora sugli errori indotti dalla FC dissociata dal V’O2: proviamo a dare anche qualche spiegazione

 

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Forse un eccesso di presunzione mi ha portato ad annunciare due settimane fa l'uscita di questo audiovideo; mentre lo stavo facendo mi sono accorto che avevo nel mio archivio tanti di quei dati di test (un migliaio) di consumo d'ossigeno che c'era da perdersi: tra l'altro ho avuto la possibilità di ricontrollare dei parametri di polso di ossigeno (V'O2/FC) che invece avevo sempre trascurato nella mia vita di malefico testatore di V'O2 (quanti inutili test massimali ad esaurimento ho fatto almeno fino al 1996!!!).
Quindi mi sono dovuto rimettere a studiare di nuovo alcune cose, riprendere i dati e rielaborarli; debbo dire che come sempre non si finisce mai di imparare. Quello che invece mi turba riguarda l'incapacità da parte degli sports scientists attuali di non trovare qualcosa per semplificare la lettura della condizione del giocatore, senza sottoporlo ad azioni stressanti.
Ne è venuto fuori un polpettone, spero non lo sia, ma guardatelo con calma e non vi spazientite se potete.
Credo dia una bella e importante risposta al perché la FC non può essere associata al V'O2 durante alcuni sforzi di natura intermittente, non tutti in assoluto (es. negli sport di media durata ve benissimo). Questo accade proprio negli sport di squadra dove in un minuto ci sono 4-5 azioni intense ma brevi e recuperi altrettanto brevi.
Inoltre oggi voglio sottolineare con una bella risata un'altra perla di Scienza&Sport in cui si riconosce l'imparzialità totale dal punto di visto culturale e morale: hanno pubblicato uno studio "PILOTA" che analizza le partite di calcio tramite GPS (l'abbiamo fatto 3 anni fa!), in cui si parla di distanza, velocità ed accelerazione e non di potenza metabolica!!! Con questo pilota facciamo la fine della Jolly Nero a Genova o della Concordia di Schettino, cioè naufragio completo. Ah un'altra cosa di grande onestà intellettuale: indovinate chi è citato in bibliografia??

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La valutazione del muscolo o del movimento del giocatore dopo una operazione di menisco? (Fabio Esposito)

 

[wpvideo sWMv70Au w=600]

Oggi cambiamo argomento in attesa che Tabarelli e Tafani ci forniscano le loro attesissime seconde e terzi parti di audiovideo, e immergiamoci per un attimo nella riabilitazione o riatletizzazione, dove ancora imperano luoghi comuni e metodiche che risalgono alla notte dei tempi (cioè alla comparsa delle macchine isocinetiche negli anni '80). Per i più giovani ricordo (anche a quelli a cui piace il lavoro lento di 5") che tali macchine furono progettate da Pipes e Wilmore e lo stesso Wilmore dopo qualche anno si è dissociato dal loro utilizzo perché capì la cazzata che aveva fatto e ha ricominciato a scrivere libri di fisiologia.

Di Pipes non ho più sentito parlare, o è diventato miliardario oppure si è suicidato, non so, chi ha notizie...

E come si chiama la più grande catena di palestre di riabilitazione in Italia? Io non mi ricordo...
Qui Fabio vi dà un semplice esempio di come anche qui bisogna ricominciare a pensare in proprio avvalendosi di nuovi metodi per valutare, lontanissimi dagli attuali.