Siamo sempre di più a Cadelbosco (oltre 60 persone) per il seminario teorico pratico di due giorni (1 & 2 Giugno) sull'allenamento specifico del calcio ed il suo controllo tramite GPS. Con solo 40 euro potrete avere la possibilità di sentire e vedere finalmente esperienze pratiche di utilizzo di questo sistema che cambia radicalmente il modo di allenare nel calcio e cambia in maniera definitiva il ruolo del vecchio preparatore atletico che non sa nulla di calcio e vi insegna il valicamento dell'ostacolo, come si salta in estensione, oppure vi allena perfettamente per fare la maratona. Cliccate sulla locandina qui sotto per saperne di più.
brochure con indicazioni logistiche ,orari, argomenti e relatori
Proprio ieri lunedi 27 Maggio, si è svolto il seminario internazionale AIPAC a Milano, e mi farebbe piacere conoscere se la qualità vale le notevoli spese a cui si deve sottoporre un giovane preparatore (oltre l'iscrizione di 100 euro il viaggio e l'albergo in una città costosa come Milano).
Capisco tutto: la location, i grandi nomi, ma senza che il presidente Fiorini si offenda, perché starò molto leggero e contenuto, reputo fortemente riduttivo fare un seminario dove i relatori hanno un tempo di 20-30 minuti per esporre lavori che magari hanno bisogno di tempi molto più lunghi.
Il copiare i congressi medici è, senza alcuna offesa allo sforzo organizzativo dell'AIPAC, assolutamente deleterio.
I medici hanno un'esigenza di comunicare le loro ricerche fatte spesso sui topi che in 20 minuti riescono a far vedere tutto, anche perché spesso sono cose del tutto inutili alla scienza, ma necessarie alla loro carriera per i vari indici esistenti, e necessari alle ditte farmaceutiche che alla fine tirano fuori i soldi.
E c'è un altro fattore importante, chiamare tanta gente a relazionare poi consente di essere richiamati da altri parti agli organizzatori (o meglio pomposamente chiamati referenti scientifici), quindi aumentando le loro (e solo le loro) conoscenze e riconoscenze internazionali.
Il gioco è vecchio e conosciuto.
Debbo dire che rimpiango i seminari di un giorno degli anni 80 con un solo relatore che ci teneva inchiodati alla sedia dandoci il senso compiuto del loro pensiero, quando la Scuola dello Sport faceva il suo mestiere, anche se con eccessi verso la separazione dell'allenamento condizionale dal coordinativo, mirando più al muscolo che al movimento. Con tutti i danni che poi successivamente questo ha fatto e con l'appropriazione da parte dei medici della nostra materia perché appunto troppo fisiologizzata e biochimizzata.
Ora la SdS fa dei seminari a costi incredibili che nessuno può sostenere (speriamo che la nuova gestione del CONI cambi questo andazzo) e tra l'altro reputo personalmente che i relatori siano oggettivamente spesso molto scarsi, e poi sono sempre gli stessi: La Torre è sempre presente in qualsiasi seminario di qualsiasi sport e Renato Manno continua a parlare di tutto, senza avere da 30 anni un'esperienza pratica, ma solo leggendo i libri degli altri, cosa necessaria ma non sufficiente, senza aver mai fatto una ricerca propria né a proprio nome.

E poi vorrei capire una cosa del seminario di ieri dell'AIPAC a Milano, come mai si mette come moderatore Roberto Sassi che, di fronte a 3 validazioni scientifiche con 20 persone ciascuna, si mette a dire che i suoi dati (non conoscevo queste tue doti informatiche e statistiche così spinte e comunque mai presentati) dicono che i GPS sbagliano di più di quello che viene detto dai relatori che hanno speso insieme al sottoscritto più di un anno per produrre questi dati e te li stanno passando? E che scuote la testa in segno di dissenso per tutta la durata delle relazioni? Questo non è un moderatore, è un provocatore. E nessuno degli altri interviene per fermare questo delirio??
Caro Sassi Roberto, io non ho né chiesto né messo quella slide su chi ha iniziato negli anni la preparazione "atletica" in Italia negli anni 70: il mio pensiero è che tanti danni ha fatto. Ma i relatori che tu hai cercato di destabilizzare ieri sono capaci di pensare con la loro testa e preparare in piena autonomia le loro relazioni, e sono un vanto per me che collaboro con loro: ragazzi di meno di 30 anni che sono così preparati, lavorano sul campo e fanno anche ricerca sul loro lavoro per migliorarlo e sono anche perfettamente in grado di sostenere una platea di 400 persone. Loro hanno avuto i coglioni per tirarsi fuori dalle logiche di potere anche culturale strapresenti in Italia, non fanno ricerca per prendere punti di impact factor come molti altri vicino a te invece fanno magari per una mediocre carriera universitaria dove ottieni il titolo non si sa come e poi il potere ti fa suonare la stessa musica da 30 anni!!!
Ecco mi piacerebbe sapere come l'hanno vissuta questa situazione quelli che erano lì ad ascoltare le relazioni dove tu li hai provocati, e se invece nonostante il tuo palese disturbo è stato ben recepito il nuovo messaggio che loro hanno portato di fronte ad una cultura stagnante da te ben sostenuta??



