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(by Colli Introini) Continuando nelle nostra analisi sulle diverse azioni di muscolazione, ci imbattiamo finalmente nelle trazioni che per me sono state sicuramente un argomento di studio che continua tuttora, proprio per il mio interesse rispetto all'allenamento della canoa e suoi derivati come la canoa polo; ma va ricordato anche ad esempio il canottaggio che si avvale come motore, ancorché secondario, delle trazioni nel suo gesto tecnico.
Una cosa che mi ero chiesto almeno 25 anni fa è: "Come mai i canoisti, che vogano da un lato in alternanza, usano lo stesso esercizio di muscolazione (le tirate sottopanca) dei canottieri che invece vogano con una certa simmetria, anche quelli che vogano di punta?".
La risposta che a tutt'oggi mi do, è che copiare senza cervello è veramente da pirla.
Detto ciò, credo sia utile cercare di uscire dalle ristrettezze imposte da esercizi muscolari codificati ed uguali per tutti, cercando di creare qualcosa che diventi sempre più funzionale quantomeno alle catene muscolari che vengono impiegate nei movimenti specifici di gara. Attenzione, questo non significa che debba essere rispettato sempre tutto del movimento gara: quando parliamo di muscolazione credo sia opportuno ragionare in termini di catena muscolare interessata, trascurando l'aspetto del tempo sotto tensione: è infatti indubbio che se vogliamo ottenere qualche effetto profondo nella muscolatura dobbiamo farla lavorare per un tempo più lungo rispetto all'esecuzione del gesto tecnico. Sappiamo quindi che i muscoli debbono essere esposti ad una contrazione di circa 1 secondo per ottenere un effetto di sviluppo (Fmax) di essa.
In questo audiovideo vi porto un po' dell'esperienza e delle scelte che abbiamo fatto con la mia compagna Elisabetta Introini nell'ambito del lavoro di sviluppo della forza tramite trazioni funzionali. Tale lavoro dura ormai da tanti anni e si evolve continuamente: ad esempio l'uso del "binario" ha ormai almeno quasi 10 anni e continuiamo a cercare di migliorarne l'approccio, tanto da farne un ottimo strumento sia di allenamento che di valutazione specifica per la forza funzionale del canoista. Ma la maggioranza continua a valutare la forza del canoista con le tirate sottopanca e le spinte in panca, che vi debbo dire: errare è umano ma perseverare è diabolico...
Categoria: Rugby
Spazi e spostamenti nel campo di calcio: alcuni spunti di riflessione dai dati GPS

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Oggi mi voglio lanciare a parlare di aspetti tattici del calcio: non certo per dire se il 3-5-2 è meglio del 4-3-3 o dell'albero di Natale (4-3-2-1), ma per comprendere meglio se il GPS (oltre la videoanalisi naturalmente), ci può aiutare a capire qual'è lo spostamento medio nel campo durante una partita, o meglio una zona coperta con frequenza dal giocatore.
Interessante notare anche la sovrapposizione di zona del campo dei giocatori.
Questo secondo il mio punto di vista è molto importante per poter andare oltre la suddivisione un po' statica dello spazio coperto in base alla superficie del campo (600 m^2 a giocatore circa). Ma soprattutto per capire successivamente se lo spazio delle situazioni di gioco parziale in allenamento è effettivamtne specifico oppure troppo ridotto (o troppo ampio, ma questo lo vedo poco).
Valutare su questo se ad esempio nelle esercitazioni di possesso palla si rispettano questi spazi oppure si allarga troppo il gioco. Ma ripeto siamo solo all'inizio e mi aspetto contributi da altri di voi, anche che la pensino diversamente da ciò che sto per esporre.
Squat spinte e trazioni: movimenti poliarticolari e loro peculiarietà
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Continuiamo con la rivisitazione dei movimenti più comuni per lo sviluppo della forza, e ci accorgiamo che non tutto è uguale o fila liscio come vorremmo: nelle spinte otteniamo la massima forza all'inizio del movimento, ma nello squat alla fine, mentre nelle trazioni la forza cala drasticamente mentre avviciniamo il peso al corpo. Anche la velocità non ha lo stesso andamento nei 3 movimenti.
E forse a questo punto capiamo ancora di più come le differenze di angolo articolare in un movimento multiarticolare siano nettamente più complesse rispetto alle stupide macchine di muscolazione monoarticolari come la leg extension. E probabilmente si capisce ancora di più perché tra la forza applicata nella leg extension (monoarticolare e monomuscolo, praticamente con solo coordinazione intramuscolare) e ad esempio il salto monopodalico (movimento multiarticolare e polimuscolare dove decisiva è la coordinazione intermuscolare) non ci sia affatto concordanza.
Ancora di più nella chiosa finale si riporta come lo stesso muscolo lavori magari con la stessa forza, ma il carico che solleva dipende dalla leva delle sue inserzioni e come esse si modificano durante il movimento stesso rendendo più facile o più difficile un movimento.
Ed un primo accenno appena velato al grande mistero del rapporto tra la forza isometrica e la curva forza-velocità vista nei diversi angoli di lavoro...
Test a rombo e a navetta 20+20 su allievi e beretti: confronto dei dati (Fucci-Bovienzo)
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FUCCI BOVIENZO TEST rombo e navetta allievi naz.-berretti
Un altro contributo di Armando Fucci, in collaborazione con uno dei suoi allenatori Pasquale Bovienzo, ci fa entrare in un argomento interessante e pieno di implicazioni riguardo alla crescita antropometrica e tecnica del giovane giocatore di calcio. In pratica, in tutti i test si riescono ad ottenere dei valori di potenza metabolici simili, oppure quando ci sono azioni di forza più intense - come nella nevetta con CdD di 180° - i soggetti più giovani hanno un peggioramento, dovuto anche a fattori neurogeni? Oppure, la concatenazione di due test impegnativi al 25-30% oltre l'intensità della partita crea più problemi ai giocatori giovani?
Interessanti questioni che vengono poste dagli estensori dell'articolo.
Nel PDF allegato vi è anche, per chi vuole approfondire l'argomento, la minima statistica necessaria per comprendere se le differenze riscontrate nell'evento sono totalmente casuali o hanno una loro rilevanza effettiva.
4c4 per allievi nazionali: la superficie gara stimola la potenza metabolica? (Fucci e coll.)
Ringrazio Armando Fucci ed i suoi collaboratori De Tata e Bovienzo che riprendono a collaborare e produrre un altro audivodieo, dove in maniera semplice e solare si mette la pietra tombale sulle cazzate che ci hanno propinato gli sports scientists affermando che con gli SSG non si riesce a sviluppare la potenza metabolica dei giocatori. Tenuto conto che stiamo parlando di un gruppo di allievi (e Beretti) di ottima qualità, si vede in maniera inequivocabile come si riesca a sviluppare un'intensità metabolica superiore (10-20%) alla gara per una buona durata (10') e poi ripeterla più volte, anche nella categoria allievi, ricordandosi di verificare sempre se la qualità dei giocatori consente tale allenamento.
L'allenamento è un fenomeno molto più complesso delle quattro cazzate a cui vogliono riportare coloro che sul campo non ci stanno mai: il rapporto potenza-durata ignorato, il riferimento al metabolismo e non alla capacità tecnica, l'arretratezza con il riferimento alla velocità rispetto alla potenza, la falsità delle citazioni rispetto al lavoro base di di Prampero sulla potenza metabolica e di come essa è distribuita in maniera totalmente diversa rispetto alla velocità (solo per citarne alcuni riscontrati nella relazione di Castagna ad Urbino udite udite, sui GPS!!!). E per chicca finale uno studio su esercitazioni totalmente inefficaci, che i nostri lettori-ascoltatori sapranno riconoscere.
Ma in Italia succede come nella politica, dopo tangentopoli, vallettopoli, regionalopoli, sono poi sempre gli stessi a cantarcela, anche se chiaramente inadeguati per questo compito e sputtanati da una cultura che va avanti e non aspetta le loro validazioni, che arrivano quando il paziente è morto!!!