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Dal 2c2 al 3c2: che differenze e poi parliamo anche di femorali… di A. Fucci

 

dal 2c2 al 3c2 e poi femorali Fucci

Con molto piacere metto in rete un nuovo lavoro di Armando Fucci, colonna portante di questo blog, che pur con i mille impegni della sua squadra riesce a produrre sempre lavori di ottima qualità. Oggi, partendo dal concetto che spesso i giocatori si trovano in soprannumero o sottonumero nelle diverse zone del campo, porta un'esperienza di lavoro sul 3>2 e lo mette a paragone con il suo lavoro precedente sui 2>2.

Inoltre nella seconda parte dell'audiovideo fa una serie di considerazioni sul dilagante uso di esercitazioni analitiche sui muscoli femorali e ristabilisce dei punti fermi da cui ripartire e ragionare. Da non perdere.

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Una esperienza di allenamento funzionale nel kayak: il BINARIO (by E. Introini & R. Colli)

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Oggi vogliamo riportare un'esperienza di circa 20 anni di utilizzo di uno strumento di muscolazione per il kayak: il binario. L'idea nacque nella palestra di Claudio Schermi a Roma credo agli inizi degli anni '90 dove naturalmente non avevamo neanche idea di cosa fosse l'allenamento funzionale, ma eravamo dediti ancora ai miti del massimale, della forza generale. Ma avevamo idea che continuare a lavorare sulle trazioni o spinte simmetriche non fosse la strada corretta, quindi ci ingegnavamo per studiare cose alternative, come non sviluppare più la forza resistente in palestra, come calcolare il lavoro per colpo che poi il CT Perri anni dopo con qualche fuoriuscito ha cercato di copiarci e di attribuirsi il merito, dimostrando nella pratica che non sapeva neanche utilizzarlo, ed appunto cercare qualcosa di asimmetrico sul lavoro in palestra che ci sembrava sempre più adatto al canottiere piuttosto che al canoista.
Tutto quello che è successo in seguito nasce da queste necessità e secondo noi, vi dà la traccia per come cercare di ragionare nel singolo sport specifico, naturalmente trovando soluzioni diversificate ed utili a ciascuna disciplina. Il racconto di cui oggi vi diamo conto è solo la metà di quello che vogliamo dire, infatti nella seconda parte ci saranno forse più numeri e meno filmati atti a motivare le nostre scelte, che cambiano ogni anno per migliorarsi e per dare agli atleti sempre stimoli logici ma diversi.
Il raccogliere i dati di quello che facciamo e soprattutto gli effetti sono la vera ricerca dell'allenatore che deve capire cosa succede oltre che con le sue intuizioni anche con dei riscontri oggettivi, a volte anche solo qualitativi come le riprese filmate delle variazioni del movimento. In poche parole non allenare più una trazione ma un'azione di torsione vera e propria, oltre a smontare il mito del grande sovraccarico che troppo spesso ci fa compiere movimenti sbagliati inefficaci per l'obbiettivo di sviluppo di quella catena cinetica specifica in termini spaziali, attenzione, non temporali.

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Sollevamento pesi e calcio: basta strumentalizzare!!!

http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/Brasile2014/2014/articoli/1023807/prandelli-muscoli-e-pesi-per-vincere-il-mondiale.shtml

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Oggi riprendo a fare un audiovideo perché la notizia è troppo ghiotta: calcio e sollevamento pesi! Ora io spero che ci sia stata una strumentalizzazione di chi vuole a tutti i costi far apparire il sollevamento pesi e soprattutto la federazione e chi la comanda, per farla uscire sulle pagine dei giornali, così come abbiamo tutti letto penso che facendo il corso FIPE vi vale quasi come 3 anni di scienze motorie (e non è vero!).
Spero veramente, non per me - che non me ne pò fregà di meno - ma per le nuove generazioni, che purtroppo guadagnano all'ora meno di una badante rumena (e già sono fortunati chi ha un lavoro), che ormai veramente tutto si fa per il proprio piccolo orticello e per apparire. Non si dice che la FIPE ha portato un atleta per il rotto della cuffia ripescato alle olimpiadi, ma la FIPE fa l'ente di promozione sportiva con lo status di federazione, nel senso che promuove se stessa e la sua immagine di continuo allargandosi su tutto, anche sul fitness, e nessuno dal "NUOVO" CONI gli dice nulla, anzi promuove il suo presidente al ruolo di collegamento tra istituto di scienza dello sport e scuola dello sport, che continua tristemente a fare quei corsi aspecifici di 4° livello e di preparatori fisici di tutti gli sport di scarsissima qualità, di nessuna specificità e a costi pazzeschi verso cui vi invito caldamente a non abboccare perché oltretutto non vi danno NESSUN riconoscimento (chi si ricorda il 4° livello della FIPE garantito dalla stesso presidente URSO??? carta straccia...)

Io spero che quelli del calcio, si accorgano di essere manipolati e ragionino di quanta differenza esiste tra lo sviluppo della forza e la disciplina del sollevamento pesi (che non è la patria della forza, (come non lo sono i culturisti) ma appunto dei pesi da sollevare sopra la testa piegandosi). Non è un caso che la FIPE è andata a far lezione ai preparatori fisici: si vede proprio che chi dirige la didattica di Coverciano con l'allenamento non c'azzecca proprio niente e non ha memoria storica di cose trattate oltre 30 anni fa, come le ripetute sui 1000 m. Sembra che per queste persone la storia della metodologia dell'allenamento non esista...

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Torniamo dopo un mese di pausa con La scoliosi del calciatore: un caso di studio di Christian Casella

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Scoliosi Casella (aggiunto il PDF )

Dopo circa un mese di silenzio il blog de LALTRAMETODOLOGIA ricomincia a produrre audiovideo. Sinceramente ho avuto un momento di nausea "da blog" che mi ha portato per 15 gg a non aprire né aggiornare le pagine dei commenti e dei sottoscrittori. La cosa divertente è che ho notato che i contatti e le pagine scaricate sono rimaste più o meno in linea con i giorni precedenti, circa 600 giornaliere: evidentemente molta gente è rimasta indietro ed ha approfittato di questa sosta produttiva per mettersi in pari.

Quindi la mia nausea è un po' dovuta non tanto alla lettura dei contenuti che rimane invariata, ma dagli scarsissimi feedback che tornano indietro. Inoltre la mancanza di altri produttori di audiovideo mi ha un po' fatto perdere di entusiasmo, proprio per questo oggi ricominciamo con Christian Casella (CHE RINGRAZIO PER L'IMPEGNO CHE PROFONDE GRATUITAMENTE) che è stato uno di quelli che ha prodotto di più negli oltre due anni di vita del blog.

È normale che il tran tran del lavoro porti ad appiattire un po' le cose, ma credo che 1-2 audiovideo da produrre su un argomento del vostro lavoro sia stimolante per riassumere alcuni punti fissi ed anche obbligarsi a quantizzare qualcosa o a esternare uno sviluppo empirico di un'idea. Altrimenti ridividiamo il mondo in due: quelli che studiano e non lavorano (ne conosciamo diversi), e quelli che invece lavorano e non producono studi sul loro lavoro. In quest modo i primi diventano scienziati (della minchia...) e i secondi praticoni. In parte con questo blog avevamo invertito la tendenza, ora invece si fa molta più fatica.
Cerchiamo di uscire dalla routine quotidiana, cerchiamo di comunicare la vostra esperienza, anche con qualche numero, in modo che la realtà sia oggetto di studio e di lettura, e non le ricerche posticcie che non sono reali e servono solo a darsi un'identificazione internazionale nel mondo scientifico delle riviste patinate, ormai lottizzato da pochi - come ci informava il neo premio Nobel per la medicina - e asservita agli interessi degli editori, a loro volta legati alle lobby che vogliono imporre con una copertura scientifica fasulla codici, comportamenti e prodotti a loro convenienti.
RIFUGGIAMO DAL PENSIERO GLOBALE, ANCHE NEL NOSTRO CAMPO.

 

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La forza nel kayak (3a parte) by E.Introini & R.Colli

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Come promesso, anche se con un giorno di ritardo, aggiungiamo quest'altra relazione sulla forza nel kayak. È molto lungo, quindi vi consigliamo di considerali come due audiovideo di circa 30 minuti ma ci risulta difficile separare i concetti. Abbiamo un grande piacere a ricevere telefonate private di vecchi amici e conoscenti che non lavorano nel kayak ma seguono il blog e ci ringraziano (come ha fatto Armando Fucci con la sua sincerità nel blog stesso), perché praticamente stiamo facendo vedere a tutti quali sono i principi decisionali che ci hanno guidato nel corso della nostra attività, e dimostrare anche come nel corso del tempo il nostro pensiero si sia evoluto, migliorato, corretto.

Volevamo anche avvisare, visto che qualcuno ce lo ha chiesto, che non faremo alcun programma,perché insistiamo nel dire che il programma se lo fa il singolo allenatore sulla base del materiale che ha: umano e strutturale. Per troppi anni sono usciti programmi fotocopia sempre uguali che scaricavano l'allenatore da qualsiasi responsabilità, ma di fatto per chi li seguiva sono stati la privazione sensoriale di qualsiasi possibilità di evoluzione.

ALLENARE È UN ARTE, significa sempre fare ogni giorno delle scelte e non applicare un programma fatto e pensato (tra l'altro male e in maniera arretrata) da altri che non significa siano migliori perché sono in Nazionale (basta vedere di chi sei fratello oppure in quale circolo lavoravi prima...). Molto spesso i tecnici nazionali sono scelti non in base a criteri di qualità e competenza ma solo in base a convenienze politiche e familiari.

Il nostro intento è quindi quello di fornire una serie di dati ed esperienze che forse possono esservi utili per ragionare sulle scelte da fare e per comporre quindi un programma migliore.

Se il nostro pensiero va invece a chi ha responsabilità il cui l'unico principio che conta è la fatica e che fa come 30 anni fa per la forza i test (sbagliati tra l'altro) sulle trazioni, sulle spinte e propone quei circuiti di forza-resistente inguardabili dopo l'allenamento, la desolazione ci assale perché gli anni sono passati invano, senza uno straccio di ricerca ufficiale né utile né di competenze, facendo dei Centri Federali degli "ignorantifici".

Un piccolo avviso, nel filmato postato da Stefano Loddo, che ho commentato nell'audiovideo, chissà perché ho creduto fosse Ed McKeever e quindi nel commento faccio riferimento a lui (che ha volte scherzosamente chiamo MacGyver come il telefilm): scusate, ma per me che sono rimasto un anno indietro il campione del mondo ed olimpico è ancora lui. È stato un riflesso condizionato, Betta mi ha cazziato dopo ma non avevo più voglia di cambiare.