Nessuno me lo ha chiesto, ma penso che sia moralmente corretto che io faccia un po' di pubblicità a quello che reputo un'ottima proposta di seminario fatta dall'AIPAC regionale della Campania presieduto da Salvatore Varracchio. Si comincerà a parlare di come programmare nel calcio finalmente con una logica nuova sicuramente tutta da studiare e perfezionare. Abbandoniamo le ormai obsolete, ma soprattutto inutili e anche dannose e fuorvianti regole di programmazione derivanti dagli sport di prestazione individuale, che hanno poche gare importanti nel corso dell'anno. Sono certo che il collega Armando Fucci sarà in grado di dare alcune indicazioni pratiche iniziali importanti sui punti da seguire, e soprattutto su cui aprire il cervello e la discussione da parte degli operatori che operano con il GPS. Sarò lieto di esserci ad ascoltare e se ci sarà possibilità, anche di portare qualche aspetto pratico di discussione su questa che appare ogni giorno di più una nuova frontiera.
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Impariamo a leggere la partita (1a parte)
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Oggi sono sicuro che riceverò solo per il titolo un sacco di critiche. Ancor prima che leggiate o ascoltiate l'audiovideo: ebbene si credo proprio che se non conosco più dettagliatamente lo sport che sto seguendo nella mia veste di preparatore fisico, non riuscirò mai ad approfondire in meglio quello che può essere il mio intervento.
Per decenni il preparatore è rimasto confinato e separato in casa come se fosse un povero deficiente che di tattica non capiva un cazzo e non ne poteva parlare, e quindi rimaneva nel suo recinto che ha partorito le ripetute sui 1000 m ed il lavoro di forza sulle macchine.
Il preparatore allora per rifarsi ha creato un linguaggio incomprensibile ai tecnici-specifici, solo fisiologico e scimmiottato dai medici, con il risultato di rovinare totalmente l'impostazione della preparazione e soprattutto la sua lettura da parte degli addetti ai lavori ed arrivare al punto di non ritorno degli elettrostimolatori.
Su questo comunque si è riusciti a scavare un solco grandissimo con la specificità che se qualche volta dava dei vantaggi personali (guarda come è bravo il preparatore, guarda la squadra come corre), altre volte era il facile capro espiatorio di allenatori e presidenti; come l'elegantissimo De Canio che senza mezzi termini ha accusato la squadra che ha preso in corsa (il Catania) di essere mal preparata. Sarebbe interessante sentire i colleghi di De Canio, che ha avuto anche lui qualche esonero, come giudicavano le sue squadre quando le hanno prese in corsa...
Ma ognuno per pararsi il culo in questo paese di merda dà la colpa agli altri, è molto piu facile che fare una seria riflessione sui propri metodi e magari vedere se si può migliorare qualcosa.
Da oggi quindi voglio iniziare un percorso, sempre con l'appoggio dei dati, ma senza la loro tirannia, per provare a vedere se possiamo avere una lettura più tecnico-tattica della partitacon l'unico scopo, sia chiaro, di migliorare le esercitazioni in allenamento, avendo dalla nostra delle osservazioni che ci consentano di dialogare con il mister, se è intelligente naturalmente.
Mi servono i vostri feedback per capire se la strada può essere utile grazie.
Il rapporto potenza-durata (5a parte): facciamo le nostre scelte di allenamento consapevoli sulla base del modello prestativo
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Siamo momentaneamente arrivati alla fine della saga sul rapporto potenza-durata che sono sicuro in un modo o nell'altro, ha creato un po' di scompiglio tra gli utenti del blog: c'è chi l'ha trovato noioso e troppo teorico, chi invece interessante, chi ha avuto delle folgorazioni e chi invece non ci ha capito nulla, altri hanno affermato che loro ottengono risultati in altra maniera con altre metodologie; qualcuno ha capito invece la vera essenza di ciò che io volevo portare: la libertà di scelta del mio modo di allenare avendo ben chiaro che il centro della mia scelte metodologiche successive si basano sul presupposto essenziale (quello si) che è il modello prestativo che muove i miei passi e non la fisiologia.
Detto questo, possono essere usati anche in parte metodi già usati in precedenza (quindi nessuna novità se proprio vogliamo), ma abbiamo l'obbligo di riconsiderarne la posizione per programmare in rapporto alla sua correlazione con il modello ed i suoi parametri, che sono in parte diversi per tipo di sport. E a questo punto, troppo facile capire che i parametri del calcio sono quelli che esprime la sinottica (o comunque qualcosa anche di più intelligente se la trovate), mentre nel kayak ad esempio sono la velocità, la frequenza dei colpi, il joule/colpo, la durata della ripetizione etc.
Scaricate la nuova versione con software molto più veloce 9.076d e controllate la vostra registrazione, per errore ne ho cancellate 50!!!
Ciao a tutti, oggi vi invito a scaricare la versione 9.076d che il nostro Ing. La Gala è riuscito a rendere il doppio più veloce con qualche diavoleria, controllate e verificate se è vero e soprattutto che non ci siano altri errori.
È stato anche ripristinato il 2° grafico della potenza che ci consente anche di elaborare i dati con la frequenza cardiaca. Naturalmente trovate tutto come al solito cliccando sul fumetto rosso MONDO GPS e nella pagina che vi appare sul fumetto giallo SOFTWARE GPS.
Altro avviso importante: l'altro giorno facendo pulizia dei tanti che si iscrivono al blog senza la quota, ho per errore cancellato 50 sottoscrittori. Vi prego quindi se notate di non avere più l'accesso di effettuare nuovamente la registrazione tramite il LOGIN e di inviarmi una email a laltrametodologia@gmail.com in modo che vi possa riaccreditare. Scusate per l'imprevisto.
Potenza-durata (3a parte) come scegliere l’intensità, la durata e la quantità totale delle ripetizioni di allenamento
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Continuo imperterrito a proporvi alcune considerazioni sul rapporto potenza-durata, in questo caso legato alla durata della partita di calcio. Mi rendo conto della vostra accoglienza freddina su questi argomenti, probabilmente sono termini e concetti magari un po' nuovi per chi ha lavorato solo con gli sport di squadra, ma fatte le opportune modifiche il nostro corpo si trova ad esprimere un lavoro nel tempo e in funzione di questo si adegua.
Faccio un esempio anche per rispondere a Domenico Borelli che giustamente dal suo punto di vista fa un ipotesi di non applicabilità di questo concetto agli sport di squadra; se un maratoneta riesce a sviluppare il 70-75% del suo V'O2max in 2 ore di gara, il calciatore ne sviluppa si e no il 60% in 90' non perché sia più scarso o meno allenato, ma proprio perché le sue azioni sono variate con richiesta di impegno intensivo che sicuramente brucia anche molto glicogeno e crea una situazione di fatica nervosa dovuta alle frequenza di stimolo di azioni intense reiterate. Quindi il concetto va ritarato su questi aspetti applicativi, così come quando facciamo lavori sulle variazioni di ritmo o intermittenti non possiamo certo sopportare gli stessi volumi di un lavoro continuo. Ed è secondo le notevoli quantità di esercitazioni fatte con questo criterio che si arriva per prove ed errori (e vi posso garantire che ne ho centinaia di queste esercitazioni testate sia da me che dai miei collaboratori) ad avere dei riferimenti, anzitutto generali della % di carico sopportabile in rapporto al tempo in azioni variate ed anche, ancora più importante, a capire il calo individuale del giocatore su queste proposte e quindi anche il suo livello di allenamento. Insomma, in una parola, siamo OBBLIGATI a cambiare punto di vista e solo l'esperienza pratica ci aiuta a ridefinire i parametri.