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Costo energetico da Vo2 e da EMG (Colli,Veltri,Lazzaro) 1parte

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A beneficio dei quacuaraqua che parlano di cose che non sanno ma pensano di fare scienza con L RPE , oggi ritorniamo a confrontare il dato EMG con il VO2 e stavolta lo facciamo non con dei lavori con i sovraccarichi ,ma proprio con le corse .Gia nei lavori con i pesi avevamo dimostrato per ben due volte la grande correlazione esistente tra EMG e Vo2 , con l'ausilio dei metabolimetri fornitici da Laface (palestra Dolce Stil Novo) nel 2017 nel lavoor fatto con Dario Pompa e nel 2019 da Veltri a Reggio Calabria unitamente alle pedane sdoppiate di Basilio Arasi,nel lavoro fatto con Lopetuso sul basket con Allan . Stavolta andiamo prorio fuori casa a giocare ed usiamo il metabolimetro per valutare i dati della corsa e del Vo2max di un calciatore , usando sempre il Metabolimetro di Veltri in terra di Calabria . Sarà interessante notare anche come il vetusto test dell incrementale per determinare il Vo2max puo essere sostituito da un test massimale ma non ad esaurimento ( gia proposto da me,Introini e Buglione nel kayak nel 2006 mi sembra ) . Naturalmente il clou della questione riguarda la valutazione del costo energetico della corsa a velocità sotto MLSS e sopraerobiche che ci fara capire se è giusto quello che abbiamo detto nei due precedenti audiovideo e cioè che oltre 16 km/h tale costo diventa molto superiore e non solo per l'aumento della resistenza dell aria . Il metodo per il calcolo del costo energetico di esercizio sopramassimale è quello che ci ha insegnato il prof Di Prampero . Un avviso per tutti se avete fretta e pensate di sentire l'audiovideo in macchina o senza prestare attenzione ed un foglio di carta per prendere appunti , non ascoltatelo proprio .

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Costo energetico ad alta velocità (Colli 2 parte)

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Dettagli , esemplificazioni e aspetto pratico per la determinazione del costo energetico della corsa ad alta velocità con un dovuto omaggio a Pietro Paolo Mennea (come lo chiamava Paolo Rosi nelle sue telecronache "un atleta che tanto ha dato e tanto potrà ancora dare all'atletica") in una curiosa e bellissima foto presa da una dispensa Fidal del prof Vittori fornitami da Riccardo Bovenzi che ringrazio . Audiovideo per chi vuole approfondire e studiare bene (aspetto critiche ) altrimenti saltatelo .

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Costo energetico corsa ad alta velocità ( Colli 1 parte)

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Premetto , non so se gia in letteratura internazionale qualcuno aveva gia fatto questi conti , personalmente non li ho letti ma non mi frega niente , non mi interessano primogeniture .Riprendendo dei dati del prof Jean Rene Lacour , noto fisiologo francese di fama mondiale , si arriva facilmente alla conclusione che il costo energetico della corsa a velocità superiori a 16 kmh è assolutamente diverso ed in crescita esponenziale rispetto a quello costante a velocità inferiori a 16 kmh, fino a praticamente raddoppiare alle massime velocità . Questo non fa che confermare i dati EMG che con la collaborazione di Francesco veltri ,Giuseppe Lazzaro ,Giorgio Zito e Luigi Lucarini , abbiamo raccolto in questo ultimo anno perche apre un modo di leggere diverso la corsa in pianura ed in discesa e ci consente di approfondire e correggere i dati che l'equazione unica di Minetti ( sbagliata nettamente anche come impianto per la corsa in discesa che noi abbiamo sostituito nella equazione del nostro GPS Spinitalia a 50 Hz) ci fornisce in maniera corretta fino a 16 kmh in pianura . Questo lo dico con tutto il rispetto ( di cui non hanno certo bisogno del mio endorsement che non conta un cazzo) per i prof Di Prampero e Minetti , ma lo vedo solo come un approfondimento ed un possibile miglioramento della qualità della rilevazione . Se poi qualcuno aveva gia trovato questi valori o similari sarei contento di leggerli e vedere se sono simili a quelli che io ho ricavato in maniera artigianale da semplice operatore di campo , senza travestirmi da fisiologo e senza mettermi il camice , ma anche senza complessi di inferiorità verso gli pseudoscientist che hanno riempito la letteratura di spazzatura .

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Statico dinamico in monopodalico (Colli,Lucarini) 4 parte

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Premetto : ho allegato il PDF di tutte e 4 gli audiovideo sullo statico dinamico , metodo che puo essere d'aiuto in questa fase di ripresa ma anche nelle prime fasi di un recupero dell infortunio :metodo per recuperare i livelli di FORZA MASSIMA .L'uso i questo metodo con il monopodalico è , almeno personalmente ,abbastanza recente (circa 15 anni) , mentre precedentemente come mostrato anche da un mio ex_collaboratore di vecchia data Gaetano Rosace ( parliamo degli anni 90) , in monopodalico in questa fase iniziale della preparazione lavoravamo in fase eccentrica lenta . Ci sono comunque alcune limitazioni dovute alla mancanza di mobilita articolare che a volte va attribuita alle caviglie , altre volte all'anca . Lavorando insieme a Lucarini su questo argomento e chiaccherando spesso con Armando Fucci , ci è venuta voglia di andare a ravanare meglio sulle situazioni isometriche e su tutto quello che ne è derivato negli anni come utilizzo , come ad esempio La MCV ( in italiano , Massima Contrazione Volontaria ) , La RTD , Rise tension development ( sviluppo della salita della forza ) sia in termini isometrici che dinamici ) e sui test di durata della fase isometrica , che vi occuperanno per qualche altro audiovideo e ci hanno fatto capire molte altre cose ( anche che non molti capiscono bene quello che dicono ) : senza il controllo dell'angolo al ginocchio è inutile parlare , tutto è dipendente da lui .

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Lo Statico dinamico e l’inclinazione del tronco nello squat (Colli,Lucarini) 3 parte

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Prima di ferragosto metterò in rete anche il 4 e ultimo audiovideo che tratterà dello STATDIN monopodalico e conterrà anche delle riflessioni conclusive ed indicazioni sul suo utilizzo . Dopo mi prenderò un paio di settimane di stacco visto gli audiovideo doppi non penso di fare torto ai miei sostenitori , e poi riprenderò con la saga sulla pliometria ( ci sono ancora 4 audiovideo da vedere !!!) .Oggi mi concentrerò su qualcosa che spesso sfugge alla nostra visualizzazione e quantizzazione e riguarda l'inclinazione del busto nello squat ( in questa tipologia sia in fase statica che dinamica) che rischia di cambiare totalmente l'obbiettivo dell'esercizio stesso .E' solo un primo approccio che poi approfondiremo in un altro audiovideo piu avanti , sarebbero gradite altre indicazioni su questo punto che credo di notevole interesse .