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Webinar Bosco : il condizionamento metabolico negli sport di squadra

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Nel webinar su come ce lo ricordiamo noi Carmelo Bosco che c'eravamo non puo mancare la parte che i calciofili presenti nel blog aspettavano e cioè la sua entrata a gamba tesa a fine anni 80 nell'ambito del condizionamento metabolico dove fino a quel momento la facevano da padrone Arcelli negli anni 70 con i lavori aerobici prolungati e Conconi negli anni 80 con le solite litanie senza fantasia delle ripetute aerobiche a soglia ( non è che fino ad oggi purtroppo i loro eredi ideologici anch'essi senza fantasia non continuassero , spostando un po piu verso la potenza aerobica la velocità della ripetuta prima impostata sulla soglia anaerobica pensa te !!!) : Bosco fu avversato sempre dai prep fisici del calcio e dalla loro associazione perchè portava un istanza nuova e non mancava regolarmente di perculare i loro associati , tutti allineati e coperti ad Arcelli che ricordo allenava il tennis con il lavoro aerobico prolungato , tanto per ricordarci .Ad oggi si assiste ad una ritirata strategica su questi argomenti di questi personaggi ( che comunque comandano ancora nell'AIAC e che ancora nel 2010 dicevano perentoriamente che era l'unica cosa da fare per condizionare appoggiandosi a lavori pseudo scientifici con presupposti e metodi sbagliati, conclusioni sgangherate ma accettati perchè anche la comunità scientifica è arretrata su questi argomenti degli sport di squadra basandosi ancora sui paradigmi degli sport individuali ) che con l'avvento di dati oggettivi sul modello di prestazione del calcio, sono sommersi dall'alta intensità e dal recupero che si riesce ad ottenere con il semplice adeguamento elle esercitazioni specifiche che prevedono l'uso della palla .Fa tenerezza vedere Sassi che dice nell'ultimo seminario 2023 dell'AIAC (che è gratis solo se compri 3 libri da 70 euro )che forse se si lavorasse di piu sull'aerobico i giocatori recupererebbero prima dopo la partita e dove si nota che si parla di femorali nella corsa ad alta velocità ,di accelerazione che è relativa alla velocità e che Rampinini forse l'ha capita adesso nel 2023 ... forse nel 2030 capiranno del dispendio energetico aggiuntivo del gesto tecnico che altera la potenza metabolica degli allenamenti . AUGURI

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Dati dal metodo pliometrico e confronto con il metodo d’urto (Colli 3 parte webinar)

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Non so se leggete i mei commenti introduttivi all'articolo , ma oggi vi pregherei di farlo dopo aver visto l'audiovideo ( non voglio rubare il lavoro di Michele Bruni ma è necessario che dica qualcosa ) .Perchè spero che tutti abbiate capito che la Pliometria usa il riflesso di stiramento per accendere e rendere rapida la contrazione muscolare e questo puo accadere solo se il tempo negativo ( di frenata)sia sotto i 150 millisec ( è gia troppo ...) ed il piegamento delle ginocchia è sicuramente superiore compreso tra 130° e max 100° (diciamo che a quest angolo non hai piedi rapidi) . Se valutiamo storicamente il lavoro di Zanon,a cui va il merito di aver introdotto la pliometria in Italia , manca completamente un riferimento al tempo di frenata e all angolo di piegamento ,anche perche nel 1974 mancavano ( escluse le costosissime pedane di forza Kistler ) del tutto i sistemi di controllo di questo parametro che oggi possono anche essere valutati attraverso un semplice ripresa con il telefonino a 120 ftg/s , oltre a sistemi piu sofisticati introdotti da Bosco dal 1980 . Infatti in alcune immagini tratte da Zanon e riportate da Cometti ( dove potete leggere bene anche l'indice di Zanon che paragona il massimale di squat( a che angolo??) con l'altezza di caduta pliometrica e l'altezza raggiunta da tale altezza ( con che angolo?? ) non si capisce se si tratta di un effettivo salto pliometrico oppure del metodo d'urto . Vittori ha fatto sicuramente chiarezza con il suo indice di reattività ( che voi conoscerete sicuramente ) che mette in rapporto il CMJ braccia libere ed il test Bosco Vittori , dove paragona l'altezza di salto tra le due prove : se sono uguali sei un buon velocista , altrimenti semplificando ti mancano i piedi . Si perche di fatto la pliometria poiche ' limita l'angolo articolare al ginocchio , allena insieme cosce e gambe sfruttando per piu muscoli il riflesso da stiramento e lo abbiamo visto con l EMG , mentre le azioni dove si ricerca un angolo al ginocchio almeno o oltre i 90° ,si inibisce il riflesso da stiramento e si allenano meno le gambe ed il focus va piu sulle cosce . Ma secondo me la potenza è il primo indice che mette in rapporto angolo di piegamento (o tempo di appoggio da cui si ricava) e l'altezza raggiunta nel test Bosco Vittori . Se assistevate al test con gli atleti della nazionale di allora a Formia credo che Laurent Ottoz ( faceva i 110 hs figlio di Eddy ) avesse il record del mondo ....... ed avevate la perfetta sensazione di qualcosa che si accendeva appena toccava terra dove con 150 millisec ( e con 10-15° di piegamento al ginocchio) toccava frenava e spingeva , il tempo che un buon giocatore di basket usa solo per frenare piegandosi non meno di 25°-30°) . E questo investe la sfera della specificità anche dell'esercitazione pliometrica : infatti sarebbe un errore richiedere gambe tese al giocatore di basket . Se pero ci si basasse sull'altezza di salto si andrebbe incontro ad un errore perche il cestista piegando di piu ha anche piu strada per sviluppare la sua accelerazione e quindi alla fine il suo sembrerebbe un buon salto e si ricadrebbe nell'errore di Zanon ed in parte anche in quello di Vittori ( stimo in maniera incondizionata Vittori , un po meno Zanon ma per un evento personale) . Quindi anche nel piccolo mondo della pliometria che si sviluppa in meno di 30° di piegamento ma sopra i 90° di angolo esistono delle graduazioni e quindi dobbiao sempre tener conto dell'angolo al ginocchio e della forza decrescente che possiamo esprimere al diminuire dell angolo al ginocchio ( anche gli arti superiori hanno le loro leggi non tutte uguali alle gambe e diverse se si tratta di catena aperta o chiusa ) .
Chiudo questo ampio pippone che non leggerà nessuno (ma la mia coscienza ne ha bisogno) dicendo due parole su Cometti che a mio parere ha fatto una grandissima opera culturale riassumendo molta letteratura dell'allenamento quando Internet ancora non c'era non come quelli che adesso con basi sbagliate per mancata conoscenza riassumono per gli altri migliaia di articoli generando il casino sulla pliometria e chissa su quante altre cose : andate sul campo a lavorare e aprite internet solo quando vi serve,ma soprattutto fate qualche piccola ricerca sul vostro lavoro invece di citare gli altri, per vedere se avete qualche idea metodologica :Di Cometti ho ancora ( e consulto ) i suoi libri in francese di fine anni 80 tra cui anche un libretto verde sulla Pliometria dove è interessante notare alcune differenze di interpretazione su questa metodica rispetto al suo ultimo libro del 2009 , dove comunque non si fa accenno alla necessita di fare riferimento alla Forza massima esprimibile per ogni angolo . Penso che torneremo presto per approfondire ancora meglio su questo aspetto essenziale per una corretta applicazione di metodiche di allenamento per tutti i distretti corporei e per la differenziazione della forza espressa da quell arto in catena aperta e chiusi nei movimenti monoarticolari e multiarticolari

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La Gabbia (3 parte) :analisi di stimoli individuali e metodologia (Toschi)

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Si conclude oggi l'ottima fatica di Toschi in merito all'analisi della gabbia di Orrico riammodernata . Come potete vedere dalla diapositiva di introduzione vengono analizzate anche le diverse risposte all'esercitazione tra giocatori veloci e quelli lenti . Come si evince dalla lettura dei dati anche se l'esercitazione è la stessa i comportamenti motori sono diversi in questa esercitazione che non prevede ruoli . Non si puo prescindere da ciò che si è .... e qui il costante dubbio di chi allena , se rivolgersi a ciò che è carente o potenziare quello su cui si è predisposti .Inoltre vengono fornite anche indicazioni sulle velocità elevate raggiunte in queste esercitazioni , e questi effetti negativi sono comuni di tute le situazioni a campo ridotto . Un altro fattore analizzato riguarda proprio la metodologia e cioè visto che non possiamo incidere sulla modalità di gioco del singolo , la durata e la quantità delle serie e delle ripetizioni sono un fattore chiave per la buona riuscita dell'esercitazione . Non sappiamo se Orrico sarebbe d'accordo ....

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La Gabbia ed il modello gara :pregi e difetti (Toschi)

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La Gabbia di Orrico , secondo i miei annebbiati ricordi divenne famosa (tra i giornalisti soprattutto) a fine anni 80 perche come al solito vedeva i giocatori stravolti alla fine di quella esercitazione che , a mia memoria e per il lavoro fatto durava 60''( non ricordo benissimo) ,la palla non usciva mai ed era fatta credo sul 2vs2 o sul 3vs3 .In pratica si puntava sul ridurre al minimo le pause dorante l'esercitazione , senza pensare che dopo aver spremuto come limoni i giocatori bisognava dargli ampi minuti di pausa , quindi alla fine avevamo un alta potenza di ripetizione ma una bassa potenza di serie . Feci una piccola analisi su un qualcosa di simile tramite il lattato e vennero fuori valori elevatissimi che poco avevano a che fare il calcio , ma che per la flagellazione a cui debbono essere sottoposti i calciatori che debbono soffrire per forza, piaceva a tutti ( a me molto poco e lo dissi ma naturalmente non mi cagò nessuno) . Un antesignano degli SSG per intenderci con tutte le sue ampie limitazioni perchè si è sempre attruppati in mezzo al campo in spazi sempre piu ristretti e anche i suoi vantaggi perchè scuramente migliora la tecnica e la tattica (individuale attenzione) del giocatore che deve passare e ricevere la palla in tempi molto stretti e sotto molta pressione . Alla Lucchese ,dove Orrico aveva iniziato ad usare questo sistema ,l' hanno rimessa in piedi con qualche opportuna variazione e Toschi ha studiato con ottimi numeri cosa succede con questo sistema un po datato ma attualissimo .L'analisi di oggi e sul confrontare l'esercitazione in rapporto al modello , nel prossimo vedremo qualcosa inerente la metodologia dell'allenamento migliorabile su di essa

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Modello prestativo di Accelerazioni ,CdD ,velmax e frenate nel dettaglio (Toschi)

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Anche se siamo al 16 agosto , continuiamo a fornire audiovideo di ottima qualità ,come secondo me è quello di Gabriele Toschi che in questi due anni ha approfondito un aspetto essenziale del calcio e cioè la presenza di quale tipologia d elementi legati alla diversa espressione di forza vengono sviluppati nel gioco e in allenamento . Due anni fa aveva presentato l'analisi di queste situazioni viste su pochissimi giocatori , oggi ha raccolto molti dati che ci aprono una visione nuova riguardante la distribuzione , ad esempio delle velocità iniziali da cui prende il via l'accelerazione nella partita , e la diapositiva iniziale conferma le impressioni di Fucci che molte accelerazioni avvengono non da fermi . Ma anche angoli del CdD , velocita da cui si frena , etc . In pratica un vero e proprio modello prestativo dettagliato di queste fasi . Pensate quanta strada abbiamo fatto dal modello Di Thomas Reilly della distanza percorsa .... Naturalmente a questo audiovideo ne seguirà un altro dove farà le "pulci" ad un esercizio di allenamento per valutarne la coerenza con il modello dettagliato di cui sopra . E c'è chi continua a pensare alle ripetute sui 1000 .....