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Esercitazioni e carico interno nel calcio a 5 ( 3 parte Colli,Zito,Lucarini)

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Questa settimana pubblicheremo 2 audiovideo e volevo avvisare che il prossimo sarà del prof Fucci ,un gradito ritorno, che me ne ha inviati due inerenti esercitazioni sul calcio . Pe quello di oggi che riguarda il calcio a 5 ed il forte utilizzo del 5c5 come esercitazione di allenamento mi viene in mente un ricordo di oltre 30 anni fa con alcuni miei colleghi nel basket in cui si faceva spesso un siparietto del genere riferito ad un allenatore americano dell'epoca : l'assistente chiedeva "ehi Jo cosa facciamo oggi in allenamento ?? " e Jo rispondeva immancabilmente " treccia a 3 ,treccia a 4 ,5c5 " e questo sempre ogni giorno di ogni settimana di ogni mese . Pensavo fosse solo Jo che faceva cosi e fosse un po' anedottico , ma invece poi ho toccato con mano che almeno in serie A questa era la prassi . Cosi secondo il mio parere ,si butta a mare qualsiasi possibilità di miglioramento individuale e situazionale speciale . L'uso e abuso della situazione gara puo essere fatto in nazionale , dove ci sono sempre un numero di giocatori competitivi tanto che le due squadre si equivalgano , ma non in società ( penso alla pallavolo dove forse escluse 2 squadre ,i giocatori competitivi sono 8-9 al massimo e quindi non c'è alcuna competitività nel 6c6 ) .La mia personale opinione è che Il ricorso all'esercitazione gara è utilissimo , ma per un tempo limitato dell'allenamento e anche a seconda del giorno della settimana .

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Esercitazioni e carico interno reale nel calcio a 5 ( 1parte a cura di Colli Zito Lucarini)

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Per chi ancora a difficoltà a capire la differenza tra potenza di serie e potenza di ripetizioni come pilastri fondamentali per il controllo del carico negli sport di squadra , questo inedito lavoro sul calcio a 5 ed alcune esercitazioni con limitazioni di spazio e di giocatori cade a pennello . Cosi come avete visto nel modello prestativo del basket anche nel calcio a 5 i considerare la esercitazione nel suo complesso rapporto tra gioco e pausa diventa la chiave per impostare l'allenamento del giocatore e della squadra in maniera globale . Principi che valgono per tutti gli sport di squadra .

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La pliometria esiste ? esercizi monopodalici (7 parte )

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Giunge cosi alla fine la lunga saga sulla pliometria e sulle sue imitazioni ed errate interpretazioni . Come sempre quando si pubblica una cosa che è stata prodotta a maggio cioè 6 mesi fa gia mi sono accorto di voler migliorare alcune cose dette e penso che nei prossimi audiovideo e/o un qualche seminario ne parlerò soprattutto portandovi qualche applicazione pratica che rafforzerà spero la vostra capacità di pragmatizzare meglio l'uso di questi sistemi concatenati tra loro e organizzare un buon allenamento delle varie espressioni di forza , orientato al vostro sport specifico .

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Frenate e discese hanno lo stesso costo energetico ? (1 parte)

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Mentre facce da sfigati si dichiarano esperti di gps ,siamo ormai giunti al momento in cui probabilmente dovremo superare i gps come unico sistema per la valutazione del dispendio energetico del calciatore ( ma anche di altri sport) ,cosi come 10 anni fa abbiamo di fatto superato e reso obsoleta e poco pregnante la Frequenza cardiaca per valutare lo sforzo metabolico . Da questi audiovideo che si susseguiranno diamo atto della preveggenza ai vari Fucci,Toschi ed altri ( non offendetevi se non siete citati, non li ricordo tutti..)) che gia nel 2013 sottolinearono l'importanza di dare un peso maggiore ai CdD e di CdS nel dispendio energetico della partita o dell'allenamento del calcio . Poi arrivò nel 2014 Di Maio con il rugby e ci diede l'indicazione delle azioni statiche intense tipo le mischie e i placcaggi non rilevate dal gps . Poi nel 2017 Lopetuso e Barnaba insieme al sottoscritto notarono che nel basket l'uso del gps da interni era una spesa quasi inutile perche molte sono le azioni statiche intense , i salti ma anche e soprattutto la posizione difensiva piegata creava un notevole aumento del dispendio energetico del giocatore , rispetto all' inutile dato metabolico calcolato dalla valutazione puramente cinematica . Da ultimo nel 2018 dapprima Urbano Pompa e poi Polino, Zito e Basile e sempre il sottoscritto notarono che le azioni negli spazi stretti ,tipo possessi e e la quantità dei tocchi di palla aumentano notevolmente il dispendio energetico del giocatore , fino a quasi raddoppiarlo . Questo per chi ricerca sempre ,in funzione della tecnologia che avanza sempre inesorabilmente , il miglioramento della valutazione oggettiva , alla faccia della moltitudine che si accontenta dell RPE .

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L’equazione gps e la corsa in discesa (2 parte) Colli,Veltri,Lazzaro

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L'elemento sicuramente meno corretto che fino ad oggi abbiamo utilizzato nel calcolo della potenza metabolica con il gps è la valutazione della corsa in discesa , che secondo Minetti ha valori di costo energetico risibili a tutte le velocità . Ciò è dovuto a tanti limiti nella fase sperimentale che limitano l'analisi delle velocità in discesa a valori intorno ai 10-11 kmh per le discese meno ripide e a 3-4 kmh per le discese piu ripide . Non so se qualcuno lo ha gia fatto ma con gli amici calabresi Veltri e Lazzaro e alcuni loro ragazzi che si sono prestati da cavia , abbiamo esplorato le loro belle montagne con tutte le pendenze possibili fino al 30% per capirci qualcosa di piu . Sono sortiti dei numeri che assolutamente non riflettono i dati che si ricavano dall' equazione di Minetti che dalla parte della discesa fa acqua da tutte le parti . Ultimamente ho letto anche il lavoro di Minetti del 2018 dove " corregge " l'equazione che aveva problemi , ma la modifica è risibile ed è totalmente centrata sulla matematica senza nessuna prova metabolica . La cosa che chiedo anche a chi mi legge , ma esistono lavori scientifici che hanno studiato cosa succede nella corsa in discesa a velocità anche sopraerobiche ( ma anche alla soglia e alla VAM che nell'esperimento di Minetti non esistono ??) Gia da qualche anno avevamo giustamente modificato nei nostri gps la parte dell equazione per il calcolo della potenza metabolica nelle frenate in discesa attraverso alcune prove sperimentali con EMG con la collaborazione di Giorgio Zito , ma non eravamo andati al nocciolo del problema : la corsa in discesa ha un costo energetico in notevole aumento con l aumento della velocità e quindi ........