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Dati dal metodo pliometrico e confronto con il metodo d’urto (Colli 3 parte webinar)

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Non so se leggete i mei commenti introduttivi all'articolo , ma oggi vi pregherei di farlo dopo aver visto l'audiovideo ( non voglio rubare il lavoro di Michele Bruni ma è necessario che dica qualcosa ) .Perchè spero che tutti abbiate capito che la Pliometria usa il riflesso di stiramento per accendere e rendere rapida la contrazione muscolare e questo puo accadere solo se il tempo negativo ( di frenata)sia sotto i 150 millisec ( è gia troppo ...) ed il piegamento delle ginocchia è sicuramente superiore compreso tra 130° e max 100° (diciamo che a quest angolo non hai piedi rapidi) . Se valutiamo storicamente il lavoro di Zanon,a cui va il merito di aver introdotto la pliometria in Italia , manca completamente un riferimento al tempo di frenata e all angolo di piegamento ,anche perche nel 1974 mancavano ( escluse le costosissime pedane di forza Kistler ) del tutto i sistemi di controllo di questo parametro che oggi possono anche essere valutati attraverso un semplice ripresa con il telefonino a 120 ftg/s , oltre a sistemi piu sofisticati introdotti da Bosco dal 1980 . Infatti in alcune immagini tratte da Zanon e riportate da Cometti ( dove potete leggere bene anche l'indice di Zanon che paragona il massimale di squat( a che angolo??) con l'altezza di caduta pliometrica e l'altezza raggiunta da tale altezza ( con che angolo?? ) non si capisce se si tratta di un effettivo salto pliometrico oppure del metodo d'urto . Vittori ha fatto sicuramente chiarezza con il suo indice di reattività ( che voi conoscerete sicuramente ) che mette in rapporto il CMJ braccia libere ed il test Bosco Vittori , dove paragona l'altezza di salto tra le due prove : se sono uguali sei un buon velocista , altrimenti semplificando ti mancano i piedi . Si perche di fatto la pliometria poiche ' limita l'angolo articolare al ginocchio , allena insieme cosce e gambe sfruttando per piu muscoli il riflesso da stiramento e lo abbiamo visto con l EMG , mentre le azioni dove si ricerca un angolo al ginocchio almeno o oltre i 90° ,si inibisce il riflesso da stiramento e si allenano meno le gambe ed il focus va piu sulle cosce . Ma secondo me la potenza è il primo indice che mette in rapporto angolo di piegamento (o tempo di appoggio da cui si ricava) e l'altezza raggiunta nel test Bosco Vittori . Se assistevate al test con gli atleti della nazionale di allora a Formia credo che Laurent Ottoz ( faceva i 110 hs figlio di Eddy ) avesse il record del mondo ....... ed avevate la perfetta sensazione di qualcosa che si accendeva appena toccava terra dove con 150 millisec ( e con 10-15° di piegamento al ginocchio) toccava frenava e spingeva , il tempo che un buon giocatore di basket usa solo per frenare piegandosi non meno di 25°-30°) . E questo investe la sfera della specificità anche dell'esercitazione pliometrica : infatti sarebbe un errore richiedere gambe tese al giocatore di basket . Se pero ci si basasse sull'altezza di salto si andrebbe incontro ad un errore perche il cestista piegando di piu ha anche piu strada per sviluppare la sua accelerazione e quindi alla fine il suo sembrerebbe un buon salto e si ricadrebbe nell'errore di Zanon ed in parte anche in quello di Vittori ( stimo in maniera incondizionata Vittori , un po meno Zanon ma per un evento personale) . Quindi anche nel piccolo mondo della pliometria che si sviluppa in meno di 30° di piegamento ma sopra i 90° di angolo esistono delle graduazioni e quindi dobbiao sempre tener conto dell'angolo al ginocchio e della forza decrescente che possiamo esprimere al diminuire dell angolo al ginocchio ( anche gli arti superiori hanno le loro leggi non tutte uguali alle gambe e diverse se si tratta di catena aperta o chiusa ) .
Chiudo questo ampio pippone che non leggerà nessuno (ma la mia coscienza ne ha bisogno) dicendo due parole su Cometti che a mio parere ha fatto una grandissima opera culturale riassumendo molta letteratura dell'allenamento quando Internet ancora non c'era non come quelli che adesso con basi sbagliate per mancata conoscenza riassumono per gli altri migliaia di articoli generando il casino sulla pliometria e chissa su quante altre cose : andate sul campo a lavorare e aprite internet solo quando vi serve,ma soprattutto fate qualche piccola ricerca sul vostro lavoro invece di citare gli altri, per vedere se avete qualche idea metodologica :Di Cometti ho ancora ( e consulto ) i suoi libri in francese di fine anni 80 tra cui anche un libretto verde sulla Pliometria dove è interessante notare alcune differenze di interpretazione su questa metodica rispetto al suo ultimo libro del 2009 , dove comunque non si fa accenno alla necessita di fare riferimento alla Forza massima esprimibile per ogni angolo . Penso che torneremo presto per approfondire ancora meglio su questo aspetto essenziale per una corretta applicazione di metodiche di allenamento per tutti i distretti corporei e per la differenziazione della forza espressa da quell arto in catena aperta e chiusi nei movimenti monoarticolari e multiarticolari

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La pliometria è un metodo non un contenitore : (Colli 2 parte webinar 170623)

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Dopo l AIAC anche l' APFIP ha pensato bene di incrementare la confusione internazionale sulla pliometria con una lezione ad un suo seminario internazionale tenuta da Caterina Todeschini con un titolo presuntuoso "La mia Pliometria " . Dopo aver trovato il link me lo sono ascoltato avidamente e con attenzione ed ho trovato il nulla cosmico . Ciò che non ho trovato in entrambe le relazioni di Biscarini (AIAC) e Todeschini (APFIP) è proprio la Pliometria intesa come metodica a se che ha come starter il riflesso da stiramento indotto da una energia cinetica importante . Nella relazione della Todeschini in una indescrivibile confusione di sistemi ( come quella di Calà AIAC) si pretende ad esempio di allenare con un landing controllato di basso impatto una giocatrice che normalmente impatta al suolo da velocità verticali superiori in partita . Escluso chi sta recuperando da un infortunio che trova giovamento da queste metodiche , è come avendo un maratoneta che fa oltre 3 ore di gara ad una velocità di 5' al km , allenarlo ad una andatura di 6' al km (più lenta) per 60 min (meno tempo). In pratica lo stimolo è talmente blando in termini di Volume ed Intensità che non è allenante , ma rientra appunto nell allenamento di recupero .Se avete occasione guardatevi anche questa relazione , è veramente illuminante anche del percorso sbagliato con ci viene appunto denominato tutto PLIOMERTIA , che è invece un semplice metodo come il contRasto ,lo statico dinamico ,il piramidale etc . POVERE LE NUOVE GENERAZIONI CHE NON CONOSCONO I MAESTRI E LE LORO BASI.

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La Gabbia (3 parte) :analisi di stimoli individuali e metodologia (Toschi)

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Si conclude oggi l'ottima fatica di Toschi in merito all'analisi della gabbia di Orrico riammodernata . Come potete vedere dalla diapositiva di introduzione vengono analizzate anche le diverse risposte all'esercitazione tra giocatori veloci e quelli lenti . Come si evince dalla lettura dei dati anche se l'esercitazione è la stessa i comportamenti motori sono diversi in questa esercitazione che non prevede ruoli . Non si puo prescindere da ciò che si è .... e qui il costante dubbio di chi allena , se rivolgersi a ciò che è carente o potenziare quello su cui si è predisposti .Inoltre vengono fornite anche indicazioni sulle velocità elevate raggiunte in queste esercitazioni , e questi effetti negativi sono comuni di tute le situazioni a campo ridotto . Un altro fattore analizzato riguarda proprio la metodologia e cioè visto che non possiamo incidere sulla modalità di gioco del singolo , la durata e la quantità delle serie e delle ripetizioni sono un fattore chiave per la buona riuscita dell'esercitazione . Non sappiamo se Orrico sarebbe d'accordo ....

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4 parte relazione di Tafani al webinar “Chiacchere da bar”

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Con questa parte si chiude la quadrilogia di Tafani con una serie di ottime analisi da campo su proposte che riguardano in particolar modo l'allenamento intermittente per il calcio con puntate dal generale allo specifico . Anche qui l'autore per la prima volta lo monitora con la EMG e i GPS e le conclusioni sono veramente uniche :soprese per i piu somari ( o la conferma per i più attenti ) .
Inoltre il suo notevole sforzo (molto ben riuscito secondo me ) sta poi nella proposta e controllo di alcune esercitazioni di partite a tema per verificare l'applicazione dei principi del controllo dell'allenamento ( potenza di ripetizione , di serie etc) con anche se la proposta è direzionata verso il modello di gioco . Voglio ringraziare Fabrizio perchè quest'anno ha veramente dedicato tutta la sua attività (insieme ai suoi collaboratori) a questa ricerca della conoscenza e sono molto felice che l'abbia voluta condividere sul blog. Il mio invito è non solo ascoltare quest ultima parte , ma soffermarsi a studiarla prendendo appunti e utilizzare anche le molte tabelle che lui ci propone da sbattere in faccia quei coglioni che credono di sapere tutto perchè studiano cose che invece con il calcio non c'entrano niente . E sarebbe anche bello qualche commento (oltre alla sintesi di Michele Bruni che mi aspetto proprio su quest ultima parte ) che possa indicare anche cosa ancora studiare con questa modalità . Alla faccia dei cr. (presuntuosi) che considerano queste chiacchere da bar quando loro in campo non ci sono mai andati.

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2 Parte relazione di Fabrizio Tafani al webinar “chiacchere da bar”

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Ed ecco qui la 2 parte della relazione ( parliamo di realtà aumentata 😂🤣) di Fabrizio al webinar .Qui L'autore scopre la EMG e comincia a farsi venire i pruriti perche con il GPs qualcosa non quadra ...... Il prossimo audiovideo sarà di Matteo Basile che vuole dirci qualcosa sui traini , poi riprenderemo con Tafani .